Beppe Grillo boccia il MES: “Inutile, meglio patrimoniale e far pagare Imu e Ici alla Chiesa”

Alessandro Cipolla

4 Dicembre 2020 - 13:46

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Con un post sul suo blog Beppe Grillo ha ribadito la contrarietà al MES definito “uno strumento inadatto e dannoso”, proponendo al tempo stesso una patrimoniale per i super ricchi e di far pagare Imu e Ici alla Chiesa.

Beppe Grillo boccia il MES: “Inutile, meglio patrimoniale e far pagare Imu e Ici alla Chiesa”

Il Movimento 5 Stelle torna a spaccarsi sul MES e il suo fondatore Beppe Grillo questa volta non veste i panni del pompiere, ribadendo con un post pubblicato sul suo blog la contrarietà al Salva Stati.

Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del MES - si legge - uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato”.

Il prossimo 9 dicembre però il Parlamento sarà chiamato a dare il via libera o meno alla riforma del MES, non alla sua attivazione da parte dell’Italia, con no dei 5 Stelle che manderebbe sotto la maggioranza visto il voto contrario anche di Forza Italia.

Se per Beppe Grillo il Presidente Giuseppe Conte ha più volte spiegato perché al momento il nostro Paese non avrebbe bisogno del MES, senza un disco verde da parte del Parlamento il giorno dopo il premier si presenterebbe al Consiglio Europeo con un sostanziale veto dell’Italia alla riforma.

Un problema non di poco conto e che starebbe agitando anche il Quirinale, con la lettera di 69 parlamentari pentastellati (di cui 17 senatori) che si sono detti contrari all’approvazione della riforma che mette i 5 Stelle spalle al muro: se il Movimento non sarà compatto, la maggioranza al Senato andrà sotto.

Grillo: no al MES, sì a patrimoniale

Nell’intervento sul blog, Beppe Grillo oltre a ribadire la sua contrarietà al MES ha anche spiegato, visto che “il dibattito italiano sembra impegnato esclusivamente su come reperire altri fondi per dare ossigeno alla sanità e alle imprese italiane”, come reperire ulteriori fondi senza ricorrere al Salva-Stati.

Il primo punto toccato è un altro tema di grande attualità, ovvero quello di una patrimoniale con un emendamento ad hoc presentato da Liberi e Uguali e parte del PD che è stato bocciato in commissione e quindi non inserito al momento nella legge di Bilancio.

Un contributo del 2% per i patrimoni che vanno dai 50 milioni di euro al miliardo genererebbe un’entrata per le casse dello Stato poco superiore ai 6 miliardi - ha spiegato Grillo - Uno del 3% dato dai multimiliardari potrebbe fruttare circa 4 miliardi ulteriori”.

Peccato che sul tema Luigi Di Maio si è espresso invece in maniera contraria: “Leggo dell’iniziativa parlamentare di qualcuno che vorrebbe introdurre una patrimoniale e dunque un’altra tassa per colpire imprese e lavoratori. Il MoVimento 5 Stelle è sempre stato fortemente contrario”.

Imu e Ici per la Chiesa

Un altro modo per far cassa senza ricorrere al MES, secondo Beppe Grillo sarebbe quello di far pagare l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa, tirando in ballo una sentenza della Corte Europea del 2018.

Nel Novembre del 2018 - si legge nel post - una sentenza della Corte di giustizia Europea ha stabilito che lo Stato italiano deve riscuotere l’Ici non versata dalla Chiesa Cattolica tra il 2006 e il 2011 in virtù di una deroga concessa dal governo Berlusconi, successivamente ritenuta irregolare”.

Elencando tutti i beni di cui la Chiesa cattolica sarebbe in possesso in Italia, il fondatore del Movimento 5 Stelle parla di strutture che “portano alle casse della Chiesa 620 milioni di euro all’anno dall’Imu non pagata”.

Un arretrato che “secondo le stime Anci, varrebbe circa 5 miliardi di Euro”, con i 5 Stelle che a ottobre 2019 hanno presentato “un disegno di legge che punta a recuperare l’Imposta comunale sugli immobili (Ici) non pagata dalla Chiesa e dagli enti no profit tra il 2006 e il 2011 e far pagare la subentrante Imposta municipale (Imu) per quegli immobili sfruttati commercialmente dagli enti religiosi ma che eludono l’imposta”.

Il disegno di legge però sarebbe stato affossato dalla Lega nel primo governo Conte, ma anche adesso con la maggioranza giallorossa è ancora riposto in un cassetto. “Per quanto ancora - si chiede in conclusione Beppe Grillo - Il Ministero dell’Economia può continuare ad infischiarsene della sentenza dell’Unione Europea?”.

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