Benzina dalla plastica riciclata: da una tonnellata 900 litri di carburante

Il prossimo anno, i primi impianti di conversione in Italia. Dai sacchetti e dalle bottiglie si otterrà combustibile simile a cherosene e Diesel.

Benzina dalla plastica riciclata: da una tonnellata 900 litri di carburante

Siamo in un periodo particolare per il mondo dell’automobile ormai legato indissolubilmente al tema delle energie rinnovabili e al rispetto per l’ambiente: uno dei problemi fondamentali è l’utilizzo di idrocarburi altamente inquinanti, tutti derivati dal petrolio - fonte più che esauribile.

Le alternative vengono quindi dalla mobilità elettrica, che però presuppone un’abbondanza di energia e quindi anche quella prodotta dal carbone e non solo da eolico e fotovoltaico. Inoltre, il litio, il cobalto e il nichel utilizzati per le batterie prima o poi finiranno.

In questo contesto nasce l’esigenza dei carburanti sintetici: ad esempio, dai rifiuti in plastica si può ottenere carburante. Questa la scommessa di una società svizzera pronta a sbarcare in Italia per riutilizzare le enormi quantità di plastica che ogni anno vengono gettate via e difficilmente smaltite.

Carburante dalla plastica

Grt Group è la società svizzera che dal prossimo anno costruirà in Italia impianti grandi come campi da tennis a zero emissioni in cui entreranno sacchetti e bottiglie di plastica per uscire sotto forma di carburante simile al cherosene e al gasolio.

Per ogni tonnellata di plastica riciclata si possono ottenere 900 litri di combustibile.

La stessa plastica che, nonostante il riciclo in diversi prodotti - dall’abbigliamento agli utensili - non riusciamo a smaltire completamente: negli ultimi 50 anni il consumo di plastica è aumentato di 20 volte e ogni anno se ne consuma l’equivalente della superficie di 900 Empire State Building. Il risultato è un vasto inquinamento, soprattutto in mare, dove ogni prodotto immesso impiega decenni prima di scomparire.

Il 32% della plastica va disperso nell’ambiente, il 14% viene bruciato negli impianti di incenerimento e il 40% per cento va in discarica. Solo un altro 14% viene recuperato e appena l’8% è davvero riciclato.

Luca Dal Fabbro, amministratore delegato di Grt Group, ha dichiarato che con ogni impianto si potrà convertire un camion pieno di plastica ogni giorno, evitando che questo possa finire in mare.

Con quattro impianti da 5 mila tonnellate, eviteremmo le emissioni di CO2 prodotte da 6 mila persone in Italia, facendo a meno di una discarica grande 28 ettari, cioè 40 campi da calcio. Calcolando che nel nostro Paese si raccolgono circa 150 mila tonnellate di plastica l’anno, potrebbero nascere decine di impianti di questo tipo.

Come ottenere carburante dalla plastica riciclata?

Con questo sistema di conversione dei rifiuti in carburante, si ridurrebbe l’importazione di petrolio, riducendone quindi anche il consumo, e si ridurrebbe l’inquinamento prodotto dalla plastica.

Gli stabilimenti lavorerebbero i rifiuti in plastica tramite pirolisi, in assenza di ossigeno e quindi di combustione e ossidazione.

Grt ha stimato che il combustibile sintetizzato negli stabilimenti avrebbe un costo di 25 dollari al barile, meno della metà del prezzo del petrolio che poi deve essere trasportato e raffinato. Invece la plastica sarà raccolta a distanze contenute dagli stabilimenti, che saranno inoltre coperti di pannelli solari per abbattere al massimo l’impatto ambientale.

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