Banco Popolare-Bpm ma non solo: ecco le prossime sfide del sistema bancario

Antonio Atte

24/10/2016

Dopo la fusione tra Banco Popolare e Bpm quali sono le partite aperte nel sistema bancario italiano?

Banco Popolare-Bpm ma non solo: ecco le prossime sfide del sistema bancario

Il Banco Popolare e la Popolare di Milano a breve si fonderanno in un unico soggetto destinato a diventare il terzo istituto di credito italiano. Stando alle stime degli esperti, nel 2019 Banco-Bpm (questo il nome che sarà dato alla nuova creatura) dovrebbe produrre 1,1 miliardi di utili netti.

L’aggregazione sarà operativa da gennaio e Giuseppe Castagna (consigliere delegato di Bpm) ricoprirà il ruolo di amministratore delegato del nuovo gruppo).

L’operazione - la prima da quando esiste l’Unione bancaria - non sarà certo l’unica. Nei prossimi mesi (anche se non nell’immediato) potremmo infatti assistere ad altre fusioni.

Non solo Banco Popolare-Bpm: ecco le altre partite

Mps è alle prese con un difficile piano di risanamento. In Borsa il titolo sta continuando a guadagnare terreno grazie al ritorno di Corrado Passera e del suo piano alternativo: in una settimana le azioni Mps sono passate da 0,16 a 0,26 euro. Oggi l’ad Marco Morelli presenterà il nuovo piano industriale al consiglio d’amministrazione della banca.

Dopo un necessario aumento di capitale, per Mps potrebbe tornare a farsi largo l’ipotesi di una fusione con UBI, la quale ha recentemente trasformato le sette banche che la componevano in un gruppo unico.

Non è esclusa inoltre un’aggregazione tra il Credito Valtellinese e la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, dopo la trasformazione in spa. Oltre a Creval e Bper, gli altri istituti che nelle prossime settimane saranno chiamati a diventare società per azioni sono la Popolare di Bari e quella di Sondrio.

Banche: la cessione delle good bank

La partita più vicina riguarda invece la cessione delle good bank nate dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. In pole per l’acquisizione, com’è noto, c’è UBI, che si è mossa per Etruria, Marche e CariChieti.

Per l’istituto guidato da Victor Massiah la strada si è fatta in salita dopo i paletti posti dai regulator europei (tra cui la richiesta di capitale aggiuntivo), ma le trattative sembrano ormai essere a buon punto.

Banche: Popolare Vicenza pronta al rilancio

Per quanto riguarda il Nord Est, la Popolare di Vicenza prova a ripartire con un forte investimento sulle imprese: un plafond da un miliardo di euro messo a disposizione delle aziende del territorio, per rilanciare il mondo produttivo e il tessuto economico locale.

Nonostante le buone notizie che arrivano dal fronte della raccolta e della nuova clientela, preoccupano gli esuberi in programma: 1.240 su 5.407 dipendenti, ovvero il 23% del personale.