Banche italiane: tassi bassi minacciano redditività. L’allarme di Moody’s

Pierandrea Ferrari

18/12/2020

13/04/2021 - 09:40

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Moody’s, agenzia di rating statunitense, lancia l’allarme sulla redditività del comparto bancario italiano. I dettagli.

Banche italiane: tassi bassi minacciano redditività. L'allarme di Moody's

Un periodo prolungato di tassi d’interesse bassi rischia di impedire alle banche italiane di proteggere la loro redditività.

Il grido d’allarme arriva direttamente dagli analisti di Moody’s, l’agenzia di rating con base a New York che già due settimane fa aveva tracciato un outlook negativo per il comparto bancario europeo nel 2021, minacciato principalmente dagli scenari di una debole ripresa economica.

Sotto la lente dell’agenzia USA gli effetti della pandemia sul volume dei prestiti e la concorrenza, con il numero dei competitor – provenienti anche da rami non prettamente bancari – che è destinato a crescere nel corso dei prossimi mesi.

L’allarme di Moody’s: i margini delle banche italiane si assottiglieranno

L’odierno regime di tassi d’interesse bassi, secondo Moody’s, rischia di fiaccare oltre misura il comparto bancario italiano. Si potrebbero prosciugare infatti le fonti di ricavi canoniche delle banche: i prestiti, già indeboliti dalla pandemia, e le commissioni. Quest’ultime rappresentano il 37% del margine operativo lordo degli istituti italiani - oltre la media europea - ma potrebbero subire una contrazione se, come sembra, il numero di concorrenti dovesse aumentare nel corso del 2021.

Come evidenziato dagli analisti dell’agenzia statunitense, i tassi d’interesse rimarranno ai minimi ancora per molto tempo. Il tasso di deposito della BCE è in negativo dello 0,50% dal settembre del 2019, in un trend sotto lo zero che perdura da sei anni. In aggiunta, il board di Francoforte ha risposto alle congiunture negative dettate dalla pandemia con la concessione di finanziamenti agli istituti di credito al -1%.

Più nel dettaglio, gli analisti hanno posto l’accento sul credito debole e sulla maggiore esposizione dell’Italia. Questo lo scenario tracciato da Moody’s:

«Ci aspettiamo che il Pil dell’Italia si riduca del 90% nel 2020, pesando sulla già debole domanda di credito. Le banche italiane sono state in grado di proteggere lo spread tra i loro costi di finanziamento e i tassi di prestito riducendo i tassi di deposito: tuttavia, la debolezza dei prestiti e l’aumento degli investimenti in titoli di Stato nazionali a basso rendimento potrebbero erodere i loro interessi attivi e i margini di interesse netti».

Il problema del comparto bancario italiano, oltretutto, è che i margini di manovra per tagliare ulteriormente i costi di finanziamento sono ormai molto limitati. Gli istituti di credito nostrani sono infatti finanziati al 75% dai depositi: fin qui, le banche hanno risposto ai tassi di prestito bassi riducendo i tassi di deposito. Ma effettuare ulteriori tagli sarà ora particolarmente complicato, poiché i costi di deposito sono già prossimi allo zero.

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