Fintech ed ecosostenibilità guidano il futuro delle banche

23 settembre 2020 - 12:15 |
23 settembre 2020 - 12:16 |

Dalle carte di pagamento plastic-free e biodegradabili ai tool per calcolare l’impronta di carbonio dei nostri pagamenti, le banche possono incentivare comportamenti virtuosi e consumi responsabili per l’ambiente e la nostra vita.

Fintech ed ecosostenibilità guidano il futuro delle banche

Sostenibilità e innovazione sono i pilastri su cui si fonda la crescita. Un principio che vale oggi più che mai per le banche, costrette a porre sempre maggiore attenzione verso la questione ambientale e gli sviluppi della tecnologia se non vogliono perdere il passo delle nuove generazioni seriamente preoccupate per un futuro equo e sostenibile.

Diverse le iniziative messe in campo, ed è Inutile dire che l’approccio Open Innovation e la creazione di sinergie con startup fintech stiano giocando un ruolo di fondamentale importanza.

Ci sono almeno 3 modi in cui le banche possono accelerare l’“inverdimento” dei flussi finanziari e incentivare comportamenti ecosostenibili.

Ecco quali sono.

1. Carte plastic-free

Si parla tanto dell’impatto che sacchetti di plastica, cannucce e stoviglie monouso hanno sull’ambiente, e dell’importanza di ricorrere alle alternative green. Ma cosa dire delle carte di pagamento in circolazione? La stragrande maggioranza di queste è realizzata in plastica non biodegradabile come il PVC, che contribuisce all’aumento di rifiuti nocivi nelle discariche.

In questo senso il passaggio dalla carta e dalla filiale al digitale è fondamentale, ma alcune banche stanno puntando all’eco-design, proponendo carte di credito e di debito ottenute da fonti rinnovabili come foglie di piante e mais, che le rendono biodegradabili, riciclabili e non tossiche. È il caso di Banca Mediolanum, che con Flowe ha lanciato il conto 100% online e sostenibile grazie alla carta ecologica realizzata in legno che, tra le altre cose, contribuisce a piantare un nuovo albero in Guatemala.

2. Conti e documenti online

La dematerializzazione dei processi bancari e la scelta di conti correnti 100% onlie sono un ottimo punto di partenza. Le banche producono una quantità immane di documenti cartacei, ma negli ultimi anni stanno facendo sempre più attenzione a questo aspetto, offrendo la possibilità di ricevere, consultare e archiviare tutti i documenti in formato digitale, dagli estratti conto ai documenti di sintesi di conti correnti, mutui, prestiti, carte ecc…

Solo per citarne una, BNL offre il servizio Documenti online, attivabile in modo veloce e semplice sul sito o app dell’home banking. Basta andare sulla funzione dall’area privata e scegliere la ricezione dei documenti in formato elettronico.

3. Dati su emissioni di Co2

Secondo un’indagine condotta in Gran Bretagna, le persone sono più preoccupate del cambiamento climatico che dei loro risparmi. E se potessero vedere coi loro occhi che impatto ambientale ha il modo in cui spendono i loro soldi?

Le banche e le società di servizi finanziari possono dare una mano in questo. Già lo fa la startup svedese Doconomy, che ha lanciato un servizio di mobile banking gratuito e facile da usare che mostra agli utenti la quantità di emissioni di CO2 legate alle loro transazioni e gli consente di aderire a iniziative che riducono la loro impronta di carbonio. L’obiettivo è quello di far prendere consapevolezza e ispirare un cambiamento nelle abitudini di acquisto con una riduzione dei consumi non sostenibili.

Perché il fintech guida lo sviluppo sostenibile

Negli ultimi anni la finanza sostenibile è diventata una delle tendenze più discusse e in forte espansione dell’universo fintech. Anche al World Economic Forum 2020 a Davos si è data molta attenzione al fintech come strumento chiave per l’inclusione finanziaria e per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite entro il 2030.

Questo grazie alle caratteristiche insite nel DNA del fintech come la decentralizzazione del sistema finanziario, la possibilità di raggiungere tutta quella parte di popolazione priva di un conto in banca ma in possesso di uno smartphone (i cosiddetti “unbanked”), maggiore trasparenza, tracciabilità e costi più bassi.

Le aziende fintech stanno innovando proponendo prodotti più flessibili, personalizzati e adatti anche ai clienti a basso reddito per affrontare le sfide finanziarie quotidiane. Stanno anche costruendo le basi per una più semplice verifica dell’identità digitale, per piattaforme di prestito alternative, condivisione dei dati e nuovi sistemi di pagamento.

Sfruttando le risorse del settore privato, la portata di il settore pubblico, l’esperienza del mondo accademico e il potere disruptive del fintech tutti i player in campo possono lavorare insieme per offrire servizi e prodotti finanziari a coloro che ne hanno più bisogno, per agevolare l’accesso al capitale, creare nuovi posti di lavoro e dare l’opportunità a tutti di vivere in modo più equo e green.

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