Banca del Giappone: nuovo quantitative easing. Mossa politica o economica?

Raffaele Guerra

30 Aprile 2012 - 10:23

Banca del Giappone: nuovo quantitative easing. Mossa politica o economica?

Sembra che la Bank of Japan (BOJ) faccia sul serio. Per la seconda volta in tre mesi, la BOJ ha potenziato i suoi sforzi in termini di politica monetara per stimolare la crescita economica.

Venerdì scorso la banca centrale ha annunciato che avrebbe acquistato ulteriori 10 trilioni di yen in titoli di Stato giapponesi e che avrebbe aumentato i propri acquisti di attivi ad alto rendimento come gli Exchange-Traded Funds (ETF) e i fondi immobiliari giapponesi (J-REITS), rispettivamente di 200 e 100 miliardi di yen. Inoltre, la BOJ ha anche esteso il target di scadenza delle obbligazioni che sta acquistando, da due a tre anni.

Lo yen inizialmente è sceso, dal momento che l’aumento di 10 trilioni di yen in acquisti di obbligazioni è superiore al consensus di 5 trilioni e ha suggerito che la BOJ si è impegnata a raggiungere il target di inflazione dell’1%, che aveva annunciato a febbraio. La coppia USD/JPY ha raggiunto la quota di 81,50 pochi minuti dopo il rilascio della notizia.

Sorprendentemente, l’azione dei prezzi dello yen ha fatto una svolta di 180 gradi nelle sedute successive. Mentre alcuni attribuiscono il fatto ai profitti prima della settimana d’oro delle festività giapponesi, altri ritengono che la BOJ possa, in fin dei conti, aver deluso le aspettative del mercato.

La BOJ ha anche tagliato i fondi di un programma separato di credito bancario di 5 trilioni di yen, tirando il cambio netto in acquisti di obbligazioni fino a 5 trilioni di yen. Per molti analisti, questo non è abbastanza per far uscire l’economia dalla deflazione. Basta chiedere al ministro delle Finanze Jun Azumi, che ha espresso le sue speranze circa il fatto che la banca centrale prosegua sul suo «percorso audace di alleggerimento».

Anche la BOJ ha riconosciuto di non voler persguire il raggiungimento dei suoi obiettivi al più presto possibile. Nel rapporto semestrale sull’outlook economico, la banca centrale, ad esempio, si aspetta di raggiungere il suo target inflazionistico all’1% entro il 2014. Tuttavia, il governatore della BOJ Masaaki Shirakawa ha dichiarato che occorrerà del tempo per poter misurare l’impatto dell’alleggerimento monetario e, allo stesso tempo, ha sostenuto che non è possibile sostenere un alleggerimento selvaggio rischiando di destabilizzare i prezzi.

Allora perché la BOJ ha ampliato il proprio programma di acquisto di attivi due volte in tre mesi, se non crede in un «alleggerimento spericolato»?

Le voci sostengono che la decisione della BOJ è stata influenzata più dalla politica che dall’economia. Ricordiamo che la banca centrale ha dovuto affrontare un’enorme pressione da parte di politici locali e investitori, che chiedevano di fare di più per risollevare l’economia dalla deflazione. Alcuni sostengono che la banca stia cercando di acquistare del tempo per decidere meglio i suoi passi.

Alcuni indizi sulla futura politica monetaria

Ora che la BOJ ha, però, temporaneamente scongiurato i suoi cani da guardia, si può solo cercare di indovinare quale direzione prenderà la poltica di alleggerimento. Per fortuna, abbiamo alcuni indizi. In primo luogo, sappiamo che la BOJ è abbastanza sensibile alle pressioni politiche. Se la banca avvertirà una maggiore pressione dai politici locali del Giappone o dagli investitori stranieri, allora potremmo sentir parlare di maggiore alleggerimento.

Gli indicatori economici del Giappone costituiscono un altro buon posto dove cercare gli indizi. I rapporti economici provenienti dal Giappone hanno recentemente mostrato segnali contrastanti, ma alla BOJ potrebbe essere richiesto di agire prima, se i rapporti cominciano a deludere costantemente le aspettative. Infine, possiamo anche guardare le coppie dello yen più da vicino. Dal momento che il PIL del Giappone è fortemente dipendente dalle sue esportazioni, uno yen forte potrebbe portare la BOJ ad attuare un ulteriore alleggerimento monetario.

Tirare un’economia fuori da un lungo periodo di deflazione non è un compito facile per qualsiasi banca centrale. La BOJ, in particolare, ha una lunga strada in salita davanti a sé, prima di raggiungere il suo target di inflazione e crescita economica. Ma se iniziasse a prendere decisioni sulla base di tutti i tipi di pressioni, allora non ci vorrà molto tempo prima che gli investitori comincino a perdere la fiducia nelle capacità della banca centrale di prendere decisioni e mantenere attive le sue armi.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics.

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