Badanti e colf possono lavorare? Sì, anche se non conviventi: nuove regole

Possono tornare al lavoro badanti, colf e baby sitter anche se non conviventi nella famiglia in cui prestano assistenza. Regole da seguire e bonus in arrivo.

Badanti e colf possono lavorare? Sì, anche se non conviventi: nuove regole

Colf, badanti e baby sitter hanno subito danni notevoli a causa dell’emergenza sanitaria. Infatti la paura del contagio ha spinto molte famiglie ad interrompere o sospendere i rapporti di lavoro, arrecando un duro colpo ad una categoria già di per sé debole. Alla base di questo fenomeno la paura - giustificata - di compromettere la salute di soggetti anziani e spesso affetti da patologie pregresse.

Eppure il lavoro svolto da colf, badanti e tate è essenziale e irrinunciabile. Per questo il Ministero dell’Interno (come si legge nelle FAQ sulla Fase 2) permette espressamente l’attività assistenziale, anche se badanti e colf non convivono nella famiglia dove sono impiegate.

Serve però concordare delle regole comportamentali di prevenzione e protezione per garantire la sicurezza dei dipendenti e degli anziani che ricevono assistenza, i quali, ricordiamo, sono i soggetti con maggiori possibilità di riscontrare complicazioni respiratorie in caso di contagio.

Colf e badanti possono lavorare

Per anziani e disabili l’assistenza domiciliare è preziosa e indifferibile. Allo stesso modo per colf e badanti lavorare - e quindi ricevere un’entrata fissa - è essenziale, ancor più dopo un periodo di crisi.

Il DPCM 26 aprile precisa che colf, badanti e anche baby-sitter possono lavorare anche se non conviventi con la famiglia o la persona della quale si occupano.

A tale scopo è dedicata una FAQ del Ministero dell’Interno:

“Colf, badanti e babysitter possono continuare a prestare servizio solo se conviventi?

Possono continuare a prestare servizio, a prescindere dalla convivenza. Tale attività è infatti ricompresa nell’allegato 3 del Dpcm 26 aprile 2020, codice Ateco 97 (Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico).”

Prima di riprendere l’attività a pieno regime, famiglie e dipendenti dovranno stabile tra loro - meglio se con un accordo scritto - come e per quante ore rimodulare le prestazioni lavorative. Ad esempio:

  • intensificare pulizia e sanificazione degli ambienti;
  • obbligatorietà di mascherina e guanti;
  • eventuale diminuzione dell’orario di lavoro.

Nel decreto economico in arrivo tra le diverse misure per imprese e famiglie spunta anche il bonus per colf e badanti: una indennità riconosciuta in base alle ore settimanali previste dal contratto di lavoro fino a 600 euro, erogati dall’Inps.

Baby sitter anche se non conviventi

Via libera anche alle baby sitter, a prescindere che siano conviventi oppure no. Il baby sitting ora più che mai è essenziale per molti genitori che sono tornati al lavoro o che sono in smart working dato che le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse fino a settembre.

Il Governo prevede la proroga del bonus baby sitter per bambini fino a 12 anni per contribuire alle spese sostenute dalle famiglie.

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