BCE e TLTRO III: stessa ricetta ma obiettivi diversi

Questo ultimo round di finanziamenti è pensato per affrontare il problema del funding delle banche europee, ma ne zavorra la redditività per altri trimestre. Costi e benefici della TLTRO numero tre secondo Kairos

BCE e TLTRO III: stessa ricetta ma obiettivi diversi

Dall’ultima riunione del 7 marzo scorso è uscita la nuova road map, approvata all’unanimità, della Banca Centrale Europea per il prossimo triennio.

Visto l’indebolimento del quadro macroeconomico e la conseguente riduzione delle stime di crescita e d’inflazione per il periodo 2019-2021, la BCE ha deciso di posticipare qualsiasi rialzo dei tassi di interesse almeno fino al 2020 e di lanciare un nuovo round di finanziamenti a lungo termine alle banche con durata biennale partendo da settembre 2019 fino a marzo 2021.

Il tasso di finanziamento dei Targeted Longer-Term Refinancing Operations sarà legato al tasso MRO (main Refinancing Operation) che attualmente è pari a zero.

«Questo nuovo round di TLTRO è una fase successiva ai precedenti interventi di politiche non convenzionali delle Banca Centrale Europea e rispetto a questi ha finalità differenti», sostiene Andrea Ponti, Portfolio Manager del Team Fixed Income di Kairos.

Secondo il gestore nel gennaio 2015 il QE diretto all’acquisto dei titoli governativi europei aveva come obiettivo esplicito quello di «schiacciare l’intera matrice dei risk premium e l’ambizione implicita di indebolire l’euro per rilanciare attraverso il canale estero la zoppicante economia europea. La seconda fase della politica non convenzionale, lanciata nel marzo 2016, era diretta più al lato credito dell’intera economia attraverso il lancio del TLTRO e l’acquisto di corporate bonds».

«Questo ultimo round di finanziamenti è invece pensato ad affrontare il funding delle banche europee: le banche che avevano preso a prestito le prime tranche del primo ciclo di TLTRO da giugno 2019 avrebbero dovuto cominciare a rifinanziare la loro restituzione», ha spiegato Ponti.

Come avevamo anticipato ad ottobre su Money.it, soltanto le banche italiane da giugno 2019 avrebbero dovuto rifinanziare circa 240 miliardi di euro in un intervallo di un anno e mezzo.

TLTRO numero 3: quali effetti?

Come avevamo spiegato, il rischio qualora la Banca Centrale Europea non avesse lanciato questo nuovo round di TLTRO, era di un ingessamento del funding delle banche con conseguenze avverse sull’economia reale, causa una probabile contrazione dei prestiti a consumatori ed imprese.

«Poi ovviamente resta il problema di un’economia europea laddove il vero problema non è tanto l’offerta di credito, bensì la domanda, causa la strutturale debolezza e incertezza del quadro macroeconomico», ha aggiunto il Portfolio manager di Kairos.

L’effetto del TLTRO sui mercati finanziari si è già visto subito dopo l’annuncio: tassi governativi europei in forte riduzione (Bund 10 anni tedesco ormai prossimo allo zero) con relative curve in notevole appiattimento. Il BTP italiano è stato poi il chiaro diretto beneficiario delle nuove misure decise dalla Banca Centrale Europea: molte banche italiane avranno incentivo a ripristinare operazioni di carry-trade.

Secondo Kairos il mondo del credito nel medio termine è un indiretto beneficiario delle misure del TLTRO in quanto «la compressione a livelli prossimi allo zero del tasso risk-free comporta una rincorsa verso tutti gli strumenti obbligazionari che abbiano un rendimento addizionale».

Effetto doppio su settore bancario

All’indomani della riunione BCE il settore bancario europeo ha reagito in maniera controintuitiva. Come mai?

«Se da un lato il TLTRO risolve il problema del funding degli istituti che avrebbero avuto più difficoltà (in particolare quindi banche periferiche e second-tier), la profittabilità del settore viene ulteriormente zavorrata da tassi che rimarranno a livelli prossimi allo zero con inclinazione delle curve quasi piatte per ancora diversi trimestri», ha chiosato Ponti di Kairos.

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