Auto elettriche in Italia, quanto costerebbe il piano Di Maio?

Per avere un milione di auto elettriche circolanti entro il 2022, il Governo dovrebbe stanziare un’enorme quantità di incentivi e velocizzare la costruzione di infrastrutture.

Auto elettriche in Italia, quanto costerebbe il piano Di Maio?

Che l’auto elettrica sia il futuro, sembra non esserci dubbio, come è chiaro che l’Italia sia tra i fanalini di coda europei sul tema della mobilità a zero emissioni. A livello politico se ne è iniziato a parlare da quando il Movimento Cinque Stelle ha introdotto nel programma di Governo l’obiettivo ambizioso di raggiungere il milione di auto elettriche entro il 2022.

La tematica legata all’ambiente e alle auto elettriche è rimasta tra i punti del Governo d’alleanza tra Lega e M5S, e in più di un’occasione il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha ribadito la volontà di raggiungere l’obiettivo, che ad oggi può sembrare velleitario.

In Italia, infatti, mancano due elementi fondamentali alla diffusione della mobilità elettrica:

  • Incentivi che possano rendere più accessibile l’acquisto;
  • Infrastrutture che garantiscano facilità di rifornimento su tutto il territorio nazionale.

Quanto costerebbe il piano Di Maio per le auto elettriche?

Prima della prematura scomparsa, Sergio Marchionne aveva illustrato i piani per la mobilità elettrica in FCA e Di Maio aveva rilanciato una possibile collaborazione sugli investimenti in favore di un rinnovamento del parco macchina.

Il 2017, che doveva essere il primo anno del passaggio all’elettrico in Italia, il numero delle immatricolazioni delle auto a zero emissioni è salito ma è rimasto comunque una percentuale troppo bassa: circa 2.600 su 2 milioni di auto vendute.

Incentivare l’elettrico costerebbe molto al Governo, sia in termini di denaro che in termini di rischio, soprattutto ora che il distacco con gli altri Paesi è evidente.

Per colmare il gap, si potrebbe prendere come esempio la Francia: il rinnovamento elettrico fortemente voluto dal presidente Macron si è tradotto in incentivi di circa 9mila euro sulla spesa iniziale dell’automobile, e spesso non sono neanche stati colti da chi ha scelto di abbandonare il Diesel.

Moltiplicando la cifra per il milione di auto voluto da Di Maio, il Govreno italiano dovrebbe stanziare 9 miliardi di euro tra incentivi e investimenti, o almeno 4 miliardi, rimanendo sull’esempio meno generoso della Germania.

Al momento gli unici incentivi sull’acquisto sono su base regionale, come ad esempio lo sconto fino a 5000 euro per un’elettrica in Friuli Venezia Giulia.

Incentivi e infrastrutture

Per avere un milione di auto elettriche circolanti, l’Italia avrebbe bisogno anche di una adeguata rete di rifornimento. Entro il 2022, dovrebbe essere annullata la preoccupazione dei viaggiatori in elettrico circa la presenza di colonnine sull’intera rete autostradale e circa il loro corretto funzionamento.

I punti di ricarica in città e fuori dovrebbero raddoppiare anno dopo anno fino alla data prevista per il raggiungimento dell’obiettivo.

Con un milione di auto a zero emissioni, l’Italia dovrebbe anche iniziare a provvedere al fabbisogno di energia elettrica che aumenterà.

Questa serie di condizioni dettate dall’adozione di una mobilità green costituiranno motivo di spese, e ingresso in scena di player privati e pubblici come già sta accadendo nella costruzione di punti di ricarica: in alcune città del nord ci sono i primi charger di Tesla, mentre Enel sta costruendo le proprie strutture su tutto lo stivale.

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