Atlantia: Di Maio, è decotta, non può entrare in Alitalia

Mettere Atlantia in Alitalia farebbe perdere valore anche gli aerei. Attacco frontale del vicepremier alla società dei Benetton (che prepara un’azione legale).

Atlantia: Di Maio, è decotta, non può entrare in Alitalia

“Decotta”. Così il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio ha definito Atlantia. “Atlantia è decotta, non può essere coinvolta”, ha detto Di Maio parlando del dossier Alitalia.

Anche perché, ha spiegato il leader pentastellato nel corso di una puntata di Porta a Porta, “con la revoca delle concessioni quell’azienda perderà valore in Borsa”. Se in quel momento Atlantia dovesse essere in Alitalia, “farebbe perdere valore anche agli aerei”.

La mossa del vicepremier, rilevano i ben informati, potrebbe nascondere l’arrivo di un nuovo partner privato, che si affiancherebbe a Ferrovie e Mef.

Atlantia: gravi danni, pronti ad azione legale

“Le dichiarazioni odierne del vice presidente Di Maio perturbano l’andamento del titolo Atlantia in Borsa”, riporta una nota della società dei Benetton. Le parole del ministro hanno determinato “gravi danni reputazionali per la Società”.

“La Società si riserva di attivare ogni azione e iniziativa legale a tutela dei propri interessi, dei dipendenti, degli azionisti, dei bondholders e degli stakeholders tutti”.

A Piazza Affari le azioni Atlantia, in rosso dell’1,28% a 22,37 euro, fanno registrare la performance peggiore del listino principale.

Atlantia: revoca concessione prevede pagamento

Inoltre, Di Maio, continua la nota, ha anticipato “la presunta conclusione di un procedimento amministrativo che il ministro Toninelli ha affermato solo ieri ‘essere ancora in corso’ “.

Inoltre, precisa Atlantia, “sulla base del contratto di concessione in essere, ogni ipotesi di revoca - ove mai ne venissero accertati i presupposti - richiederebbe il previo pagamento del valore della concessione stessa, nei termini contrattualmente previsti e approvati per legge”.

Di Maio: Benetton non così veloci a chiedere scusa

A stretto giro, questa volta via Facebook, è arrivata la risposta di Di Maio: “I Benetton sono stati più veloci oggi a rispondere al sottoscritto (minacciando azioni legali) che a chiedere scusa ai familiari delle vittime, scuse che come molti di voi ricorderanno arrivarono con un ritardo imbarazzante”.

Atlantia: Salvini, no a giudizi sommari

“Un conto sono gli aspetti legali, i processi penali, civili e i risarcimenti danni: chi ha sbagliato per il ponte pagherà”, ha detto l’altro vicepremier, Matteo Salvini. “Altro conto è dire che un’azienda è decotta o fallita mettendo a rischio posti di lavoro. Prima di dirlo bisogna stare attenti".

“Stiamo parlando di una società che dà migliaia di posti di lavoro, è quotata in Borsa e fattura decine di miliardi di euro. Prima di dare giudizi sommari, quando ci sono di mezzo posti di lavoro io sono sempre molto attento".

In qualunque caso, sulla questione Alitalia sarà presto fatta chiarezza: “entro venti giorni Alitalia o trova finanziatori o gli aerei per metà luglio non decollano più”.

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