L’Aussie ha interrotto il modello di massimi e minimi crescenti evidenziando un deterioramento della struttura rialzista. Tuttavia, i corsi, ancora al di sopra di un supporto chiave favoriscono l’implementazione di strategie long
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,7089 |
| Variazione | -0,24% |
| Max (52 settimane) | 0,7988 |
| Min (52 settimane) | 0,67 |
| Indicatori | ||||
|---|---|---|---|---|
| MM200 | 0,73 | |||
| RSI 14 | 43,20 | |||
| MACD | -0,001 | Performance | ||
| 1 settimana | 0,01% | |||
| 1 mese | -1,56% | |||
| 3 mesi | -2,58% |
I corsi del cambio AUD/USD al momento si attestano a 0,7094 dopo il ribasso registrato da inizio mese a contatto con la media mobile a 200 giorni.
La struttura rialzista del cambio rimane intatta a seguito del pattern Hammer segnato il 3 gennaio scorso, anche se con i minimi registrati in questa ottava il modello di massimi e minimi crescenti precedente in atto è stato interrotto.
Tuttavia i compratori dovranno necessariamente difendere il vicino supporto a 0,7041, livello che demarca le forze rialziste da quelle ribassiste nel breve periodo. A tal proposito si potrebbero implementare strategie di matrice long alla rottura dei massimi di 0,7132 con primo obiettivo di profitto a contatto con la media mobile a 200 giorni, ora transitante a 0,7272. Un target finale potrebbe essere collocato su livello tondo a 0,7500.
Al contrario, una chiusura sotto il livello statico a 0,7041 darebbe il via ad operazioni short che vedrebbero come primo obiettivo 0,6880, ovvero il 50% del range della candela di inversione del 3 gennaio. Un target finale potrebbe invece essere collocato a 0,6741 sull’attuale minimo assoluto segnato nel 2019.
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