L’Aussie ha abbandonato il supporto statico a 0,7043 validando inoltre un modello di massimi e minimi decrescenti. Ecco le strategie operative che puntano ai minimi dell’anno
| Valori | ||||
|---|---|---|---|---|
| Ultimo prezzo | 0,7024 | |||
| Variazione | -0,11% | Max (52 settimane) | 0,7917 | |
| Min (52 settimane) | 0,67 |
| Indicatori | ||||
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| MM200 | 0,72 | |||
| RSI 14 | 37,57 | |||
| MACD | -0,001 | Performance | ||
| 1 settimana | -0,99% | |||
| 1 mese | -1,08% | |||
| 3 mesi | -2,55% |
I corsi del cambio AUD/USD al momento si attestano a 0,7022 dopo il ribasso registrato nelle precedenti tre sedute.
Da inizio anno, eccetto nelle prime sedute positive a seguito del pattern Hammer segnato il 3 gennaio, il cambio ha proseguito lateralmente mantenendosi al di sopra del livello orizzontale di lungo periodo, transitante a 0,7043. L’abbandono di questo supporto, avvenuto nella giornata di ieri, ha però cambiato la polarizzazione di medio periodo a favore dei venditori.
Data la chiusura al di sotto di questo livello statico si potrebbero favorire operazioni di tipo short. In particolare, la rottura dei minimi segnati ieri a 0,7019 darebbe il via ad operazioni di vendita che avrebbero come primo obiettivo 0,6860, ovvero il 50% del range della candela di inversione segnata il 3 gennaio scorso.
Un target finale potrebbe invece essere posizionato a 0,6741, minimo della stessa candela precedentemente menzionata. Al contrario, un ritorno al di sopra di 0,7043, darebbe il via ad operazioni long con primo obiettivo a 0,7200 ed obiettivo finale a 0,7242, dove transita la media mobile a 200 periodi.