Amazzonia in fiamme: Macron fermerà il libero scambio Ue-Mercosur?

Macron contro l’accordo UE-Mercosur, il mercato comune dell’America Meridionale, tra cui è presente anche il Brasile, accusato di non aver fatto abbastanza contro gli incendi in Amazzonia

Amazzonia in fiamme: Macron fermerà il libero scambio Ue-Mercosur?

L’Amazzonia continua a bruciare e se Bolsonaro ha dichiarato che interverrà l’esercito per provare a fermare gli incendi, dall’altro lato in Europa, soprattutto la Francia, puntano il dito contro il presidente brasiliano e la sua politica ambientale. Una situazione veramente difficile ed incredibile a livello ambientale, incendi continui, deforestazione in atto, animali a rischio estinzione. Una catastrofe se non ci sarà un intervento forte e duro per salvare l’Amazzonia.

In questo scenario Macron e l’Europa accusano il Brasile ed il loro presidente arrivando a minacciare lo stop al libero scambio sull’asse Ue-Mercosur, il mercato comune dei paesi dell’America del Sud.

Ma cosa sta succedendo in Amazzonia come miccia a livello di politica internazionale? Analizziamo cosa sta accadendo in Brasile, nel polmone verde del mondo, prima di entrare nei dettagli delle divergenze ed accuse internazionali tra Europa e Brasile, con gli Stati Uniti che hanno invece garantito pieno appoggio allo stato dell’America meridionale, per aiutare a spegnere gli incendi. Un caos globale che riguarda tutti i Paesi internazionali ma su cui si stanno spendendo soprattutto Francia, Stati Uniti, Germania e Norvegia, oltre al Brasile diretto interessato.

Amazzonia in fiamme: i dati degli incendi

Deforestazione ed incendi stanno mettendo in ginocchio il Brasile. In Amazzonia c’è un danno ambientale quasi irreparabile: roghi record, +83% rispetto allo scorso anno. Tantissime specie animali a rischio, gli equilibri del pianeta al tempo stesso rischiano di subire un colpo incredibile. San Paolo, città brasiliana, è rimasta addirittura senza luce e coperta dal fumo degli incendi.

Da gennaio sono stati registrati oltre 72mila incendi, una vera e propria apocalisse ambientale e non solo. Per l’Inpe, istituto di ricerca governativo brasiliano, la deforestazione è cresciuta del 278% a luglio ed oltre ll’80% tra maggio e giugno.

La polemica dopo i dati dell’Inpe ha travolto lo stesso ente governativo. Dpo il rapporto, il presidente Bolsonaro ha licenziato il direttore dell’Istituto per insabbiare tutto e mettere un uomo di fiducia ed ha bollato i dati dell’ente come fake news.

Macron accusa Bolsonaro: minaccia al libero scambio Ue-Mercosur?

Emmanuel Macron contro Bolsonaro: sfida a colpi di dichiarazioni pubbliche, ognuno pronto a far valere le proprie ragioni. In questo modo quello che è successo è la creazione di un vero e proprio caso politico ed economico (per ovvi motivi) internazionale.

Il motivo della rabbia del presidente francese riguarda gli impegni ambientali non rispettati, sotto il suo punto di vista e degli altri leader europei, dal presidente brasiliano Bolsonaro. Dall’altro lato il leader politico del Brasile risponde che dalla Francia arrivano strumentalizzazioni per guadagni politici di partito e personali.
Il leader francese replica ancora minacciando lo stop al libero scambio tra Ue e Mercosur: un vero e proprio caso internazionale.

Macron ha attaccato direttamente Jair Bolsonaro di aver dichiarato il falso riguardo al suo interesse a favore di politiche ambientali. La Francia in questo contesto porrà il suo veto per il trattato (già molto criticato) tra Ue e Mercosur, che è stato firmato nel giugno appena trascorso, dopo trattative che sono andate avanti a lungo, per circa 20 anni. Contro l’attitudine del presidente brasiliano è arrivato un duro comunicato stampa direttamente dall’Eliseo. «Tenuto conto dell’attitudine del Brasile dimostrata nelle ultime settimane il presidente della Repubblica non può che constatare che il presidente Bolsonaro gli ha mentito in occasione del summit di Osaka. In queste condizioni la Francia si oppone al momento all’accordo Mercosur».

La questione Amazzonia sarà centrale anche durante il G7 che andrà in scena a Biarritz tra oggi ed il 26 agosto: dello stesso avviso di Macron sono sia Angela Merkel che il primo ministro canadese Justin Trudeau. Il tema è urgente e non c’è tempo da perdere per i leader europei ed economici mondiali.

Le reazioni da Oslo e Berlino

In questo scenario le potenze economiche europee stanno cercando di dare un taglio alla politica del presidente brasiliano Bolsonaro. In particolare due nazioni stanno operando tecnicamente per togliere i fondi allo stato dell’America del Sud. Si tratta di Oslo e Berlino: Norvegia e Germania prendono misure forti.
Sono stati infatti tagliati i contributi al Fondo Amazzonia contro politica di Bolsonaro, un vero e proprio disastro. Oslo e Berlino hanno deciso di non elargire circa 60 milioni di euro complessivi per non sporcarsi le mani in uno degli scenari più apocalittici degli ultimi anni a livello ambientale.

Nella situazione attuale gli Stati Uniti invece,con Donald Trump, hanno voluto far sentire la propria vicinanza ai «vicini di casa» dichiarando di essere pronti ad offrire il pieno sostegno di uomini ed economico per far fronte alla crisi.

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