Alitalia non molla Etihad: le banche convertono il debito, in arrivo decreto Linate e incontro con sindacati

La trattativa Alitalia-Etihad resta appesa ad un filo. Ma banche, sindacati e governo dimostrano tutta la loro disponibilità verso la compagnia araba per portare a termine l’accordo. Questo matrimonio s’ha da fare?

Alitalia, il governo e le banche azioniste della compagnia non vogliono mollare: questo matrimonio con Etihad s’ha da fare. E per dimostrare tutto l’impegno a rispondere alle richieste di Etihad, Alitalia e company stanno lanciando messaggi molto chiari alla compagnia di bandiera araba.

Le banche azioniste di Alitalia verso le quale ammontano debiti per 400 milioni hanno convertito il debito in azioni. Il governo invece, ha fatto la sua parte con il decreto per liberalizzare l’aeroporto di Linate e accelerare sulle regole per ridurre gli spazi alle compagnie low cost. Domani è atteso l’incontro tra i vertici aziendali e i sindacati per trattate il tema esuberi.

Ricapitoliamo
Al termine della due deligence il matrimonio sembrava cosa fatta, almeno stando alle dichiarazioni fiduciose del Ministro Lupi e dell’amministratore di Alitalia. Invece circa un paio di settimane fa Etihad ha inviato una dura lettera ai vertici di Alitalia che di fatto chiudeva il negoziato a causa della mancanza di determinate garanzie richieste da Etihad.

Queste le richieste di Etihad: garanzie sulla riduzione del personale (da 2.600 a 3.000 esuberi), rinegoziazione del debito (si ipotizza un taglio di 400 milioni), riassetto regolamentare con la liberalizzazione dell’aeroporto di Linate (a danno di Malpensa), riduzione dei vantaggi per le compagnie low cost, impegno da parte del governo italiano a servire lo scalo di Fiumicino con l’alta velocità ferroviaria, e la garanzia che gli attuali azionisti terranno fuori il futuro socio Etihad da tutto il contenzioso legale pregresso.

Martedì scorso si è tenuto un importante Cda di Alitalia dal quale sarebbero dovute uscire notizie certe circa le intenzioni della compagnia italiana, ma nessuna dichiarazione ufficiale è stata diffusa al termine della riunione.

Ultime mosse
I fatti però valgono più di mille parole. E vedendo le ultime mosse delle banche e del governo sembra che l’Italia non sia disposta a lasciar andare la compagnia araba.

Le banche hanno fatto un importante passo indietro sul nodo dei debiti. Indisponibili fino alla scorsa settimana a esaudire le richieste di Etihad di converte il debito in azioni e altri strumenti finanziari, oggi hanno ceduto accordando la conversione. Sia Unicredit che Intesa Sanpaolo, la più esposta tra gli azionisti hanno fatto sapere di essere disponibili a convertire in azioni i 400 milioni di debito se ci sarà una risposta da parte di tutto il sistema Italia.

Intanto il governo ha fatto sapere di essere pronto a varare il decreto per liberalizzare l’aeroporto di Linate dal quale Etihad potrà far decollare i voli per le tratte europee e il medio raggio. Insieme al decreto su Linate arriverà anche un giro di vite sulle low cost come richiesto della compagnia araba.

Sul fronte degli esuberi sarà importante la giornata di domani quando si terrà l’incontro tra i vertici aziendali e i sindacati. Anche su questo punto Del Torchio sembra lanciare segnali di pace e apertura verso Etihad: sul tavolo ci sarebbe la cassa integrazione a zero ore per 1.300 persone, a cui si aggiungerebbero anche i contratti di solidarietà per un numero quasi analogo di dipendenti. Il tutto per avvicinarsi al massimo alle richieste di Etihad che indicano in 3.000 unità il personale in esubero.

Non sappiamo se i passi delle banche e del governo siano sufficienti e convincere Etihad, di certo si tratta di due nodi importanti che si stanno finalmente sciogliendo. La reazione di Etihad a questa apertura italiana la scopriremo soltanto nelle prossime puntate.

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