Obbligo d’iscrizione alla Cassa Forense: per circa 50 mila avvocati non è più solo un’ipotesi ma una realtà di fatto. Le iscrizioni d’ufficio sono già iniziate ieri per 40 mila professionisti, ai quali se ne aggiungeranno altri 10 mila tra dicembre 2014 e gennaio 2015.
Obbligo d’iscrizione alla Cassa Forense: il timore di tanti giovani avvocati a basso reddito è già divenuto realtà. Nello specifico, da ieri sono state avviate le procedure per le iscrizioni d’ufficio di 40 mila professionisti legali, ai quali altri 10 mila si aggiungeranno nei prossimi mesi, fino a gennaio del 2015.
L’operazione “cittadinanza previdenziale” che spaventa gli avvocati
Cassa Forense ha rinominato l’intera operazione “cittadinanza previdenziale”, e ha diffuso una nota specificando che quanto accaduto risponde appieno all’entrata in vigore del regolamento di attuazione dell’art. 21 commi 8 e 9 della legge n. 247/2012. Infatti, non c’è alcun bisogno che gli avvocati presentino domanda d’iscrizione alla Cassa: tutti gli iscritti agli albi forensi ne sono coinvolti, e a seguito dell’adozione della delibera si invieranno agli interessati, a mezzo posta elettronica certificata o raccomandata, l’avvenuta iscrizione. A preoccupare, però, è che questa comunicazione si allegherà anche il conteggio dei contributi minimi dovuti per gli anni 2014 e 2015 e le istruzioni per i versamenti, che sono previsti in modo dilazionato per il 2015.
La cancellazione dall’Albo
Per evitare di dover pagare i contributi, la cancellazione dall’Albo dovrà avvenire entro 90 giorni dalla ricezione della comunicazione da parte di Cassa Forense: in questo caso, si pagherà solo il contributo integrativo del 4 per cento del volume di affari effettivamente prodotto.
Ricordiamo, infatti, che il regolamento di attuazione del nuovo ordinamento forense è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20 agosto 2014 e dispone che l’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti agli albi professionali forensi.
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