Affida estende la sua attività al mondo della cessione del quinto

Si è conclusa con successo l’integrazione da parte di Affida di una società specializzata nella cessione del quinto che estenderà il ventaglio di servizi alla clientela.

Affida estende la sua attività al mondo della cessione del quinto

Affida dichiara conclusa positivamente l’integrazione della struttura di esperti cessionisti che nell’autunno scorso venne acquisita dalla società di Stefano Grassi. Si tratta di circa cinquanta persone che da anni svolgono attività in ambito cessione del quinto e prestiti, prevalentemente in Sicilia e in parte in Calabria.

L’operazione nasce dall’integrazione di tre realtà che facevano capo alle figure professionali di Antonio Trimarchi, Silvio Giannusa e Alessandro Priolo, tre manager e imprenditori che hanno sempre lavorato nell’emisfero degli agenti in attività finanziaria, con risultati eccellenti, per banche importanti quali Intesa, Ubi, Santander e Banca Progetto.

Stefano Grassi, nonostante la sua azienda fosse in piena fase start-up, non ci ha pensato due volte e ha chiuso velocemente il deal, che stuzzicava l’appetito anche di altri big del mercato.

«La scelta è caduta prima di tutto sulle persone dotate di quei valori che sono alla base della nostra intrapresa - ha dichiarato Stefano Grassi - tant’è che si è venuto a creare immediatamente un clima di grande collaborazione e accoglienza anche da parte dei manager storici compagni di viaggio e co-fondatori di Affida.
Un ringraziamento speciale a Ruggero Filippone, nostro manager della Sicilia, che nell’estate scorsa mi parlò molto bene di questi ragazzi e creò l’incontro attraverso il loro coordinatore commerciale Sebastiano Musumeci. Ovviamente determinante è stato anche l’appoggio del socio We-Unit, nelle persone di Alessandro Pollero e Angelo Spiezia
».

Nell’operazione sono ricomprese le due bellissime sedi di Palermo e Messina, nonché la struttura di back office capitanata da Sandra Calabrese, che è divenuta così responsabile della divisione cessione del quinto, all’interno dell’help desk di Affida, che è sotto la guida generale di Chiara Bertoncini.

Antonio Trimarchi, facendosi portavoce anche degli altri due colleghi, commenta così l’operazione:

«Tra tutte le proposte che avevamo sul tavolo, Affida era l’unica che ci permetteva di valorizzare gli anni trascorsi nei più importanti istituti bancari. Periodi meravigliosi, ma da tempo avevano maturato un cambiamento a favore della mediazione. Abbiamo trovato un ambiente ispirato a regole e principi nei confronti del sistema finanziario che andavano ben oltre il differente approccio tra agenzia e mediazione ed una rete pronta ad accogliere con entusiasmo la cessione del quinto all’interno della loro offerta.

Di contro, anche la nostra squadra di specialisti della cessione ha da subito apprezzato la meticolosa organizzazione di Affida e grazie all’assistenza dei formatori e alle tantissime aule sul territorio hanno immediatamente appreso metodologie e caratteristiche della variegata e completa gamma di offerta. Insomma, abbiamo permesso ai nostri ragazzi di fare un grande salto avanti nel mondo della consulenza finanziaria e assicurativa sia per la famiglia che per l’impresa, nonché sperimentare nuovi mondi come il noleggio a lungo termine o il mondo delle aste.

Non di meno, ci ha colpito la sensibilità e le attenzioni con le quali Stefano Grassi gestisce le persone, prima ancora dell’azienda. La cura alla sana gestione e lo sguardo attento ad una programmazione di lungo periodo, senza trascurare nessun dettaglio e nessuna richiesta, è la stessa che ci permette ora di affrontare con serenità la fase che stiamo vivendo, pronti a innovare la nostra struttura con i cambiamenti di sistema che questa emergenza sanitaria porta inevitabilmente con sé.

Si è creato un grande feeling con tutti i soci e i manager che ci ha permesso una più ampia condivisione delle scelte aziendali, grazie anche alla fiducia accordataci, assegnandoci un posto nel Cda, con specifica delega al mondo della cessione del quinto».

Antonio Trimarchi, Silvio Giannusa e Alessandro Priolo avranno il compito di estendere la loro cultura finanziaria specialistica a tutta la rete di Affida, assieme a Iacopo Vulcano, già impegnato in questo compito sin dall’inizio. I soci co-fondatori di Affida, o meglio della controllante Hunica, sono stati da subito entusiasti dell’operazione.

Conclude Stefano Grassi: «per me il loro parere è sempre fondamentale, prima di assumere qualsiasi decisione, specialmente quelle più strategiche. Purtroppo non ho modo di citarli tutti, ma si tratta di manager che sono insieme a me da anni e che mi hanno sempre sostenuto e aiutato, per questo sarò loro eternamente riconoscente.

Questa forza che ci lega è quella che ci ha consentito di creare un’azienda che in meno di un anno e che è diventata la settima del settore, ancora in crescita, nonostante il momento di crisi generale.

Abbiamo superato prove incredibili, restando sempre uniti, e abbiamo chiuso il primo bilancio con un utile di quasi 300.000 euro. Mi piace sottolinearlo, perché non è banale fare utili e non è da tutti farne, di importanti, da subito.

Il segreto è la nostra relazione, che sprigiona un’energia e un’attrazione incredibili. Ecco perché anche nell’emergenza attuale stiamo affrontando ogni giornata con realismo e positività, generando opportunità di lavoro e sostenendo, sotto tutti i punti di vista, la nostra rete. Questo ci sta consentendo di presentare pratiche di mutui e prestiti anche in questo periodo, di erogarle e liquidarle, attraverso un contatto praticamente costante con ciascuna persona dell’azienda, rete e dipendenti».

Oggi Affida, a soli 17 mesi di vita, è la settima società di mediazione del paese, sulle 267 iscritte Oam, rientrando nel novero di quelle pochissime che operano su scala nazionale, ossia meno del 2,5% del totale. Affida ha chiuso il suo primo bilancio con un utile, gode del favore di molti partner bancari ed ha un progetto di sviluppo molto ambizioso, fondato sull’immobiliare, sul web e sulla digitalizzazione, ma senza mai perdere di vista il fattore numero uno: l’attenzione spasmodica alle persone.

Argomenti:

Cessione del quinto

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