Addio meme e tasse sui link: così Internet rischia di cambiare

Meme a rischio scomparsa, tasse sui link. Problemi anche per le parodie, le dirette live e i blog: le norme che potrebbero distruggere internet come lo conosciamo.

Addio meme e tasse sui link: così Internet rischia di cambiare

La commissione agli affari giuridici del Parlamento Europeo ha approvato le nuove norme sul copyright, contenenti i discussi articoli 11 e 13 che potrebbero decretare la fine di internet come lo conosciamo.

Le norme dovranno essere approvate in votazione plenaria, probabilmente a dicembre di quest’anno, per poter diventare legge, ma il fatto stesso che abbiano superato la prima votazione senza emendamenti è preoccupante.

Cosa cambia per gli utenti se queste normative verranno approvate definitivamente?

Nuove norme Copyright: addio ai meme?

L’articolo 13 prevede che i contenuti caricati online dai paesi dell’Unione Europea passino al vaglio di un filtro per evidenziare se ci siano state violazioni del copyright, permettendo “l’uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti”.
L’ipotesi è una tecnologia simile a quella utilizzata da YouTube, che oltre a costare alla piattaforma molti soldi è spesso accusata di essere macchinosa e di censurare i piccoli favorendo i grandi.

Uno dei principali problemi è che questo filtro dovrà essere disposto e gestito dai siti sui quali i contenuti vengono caricati. Questo lascerebbe sulla piazza come unici competitor i siti abbastanza grandi da potersi permettere un sistema così costoso, che richiede continui aggiornamenti in caso di segnalazioni o problemi. Il filtro infatti non dovrà analizzare solo video e audio come su YouTube, ma anche immagini, testi e software.

I problemi, però, saranno anche per i semplici utenti. I siti sui quali pubblicate i vostri contenuti si vedranno costretti ad analizzare ciò che mettete online alla ricerca di eventuali violazioni del copyright.

Ciò segnerà la fine dei meme, visto che queste immagini contengono di fatto materiale protetto da licenza. Sarà la fine anche per le parodie musicali o i remix amatoriali, le livestream sui videogiochi e molto altro ancora. Anche il semplice citare un testo diventerà più difficile e rischierà di farci incorrere nella rimozione del contenuto.

La tassa sui link

L’articolo 11 prevede invece quella che viene definita la tassa sui link: quest’ultima coinvolge la piccola anteprima che compare spesso linkando qualcosa, definita snippet, che solitamente contiene il titolo, un’immagine e qualche riga di testo.
Se le norme venissero approvate ufficialmente, le piattaforme sulle quali vengono diffusi questi link (è il caso di Facebook, ma anche di blog e siti più piccoli) dovranno pagare la licenza di utilizzo ai proprietari dei contenuti.

Una legge simile esiste già in Spagna e in Germania, dove sarà probabilmente abolita tra poco, visto che come segnalato dall’europarlamentare Julia Reda, che si sta battendo perché le nuove norme sul copyright non siano approvate, ha già mostrato di non essere efficace e di non venire rispettata.

La fine di internet come lo conosciamo?

Gli articoli 11 e 13 potrebbero decretare la fine di internet, almeno dell’internet che conosciamo oggi.
Se la nuova normativa, denominata Copyright Directive, divenisse legge dopo il voto di dicembre, i contenuti che seguiamo o carichiamo online subiranno un grandissimo cambiamento.

Per salvare i meme e le livestream, i blogger e le parodie, è nato #saveyourinternet, un hashtag ma anche una pagina da seguire per rimanere aggiornati e informarsi su quali provvedimenti adottare.

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