Addio al rally di Natale. E allora, dove investire?

Redazione Finance

24 Dicembre 2024 - 13:31

Mercati volatili e senza rally di Natale, tra inflazione persistente e politiche monetarie restrittive della Fed. Quale strategia adottare per affrontare l’incertezza economica nel 2025?

Addio al rally di Natale. E allora, dove investire?

Il periodo natalizio è tradizionalmente associato a un fenomeno noto come “rally di Natale”: un aumento dei mercati azionari che si verifica tipicamente verso la fine dell’anno.

Questo fenomeno è spesso attribuito a una combinazione di fattori come l’ottimismo stagionale, l’aumento delle spese dei consumatori, e le operazioni di bilancio di fine anno da parte dei gestori di fondi.

Tuttavia, il 2024 si distingue per l’assenza di questo consueto rally, con i mercati che hanno registrato una significativa volatilità e un andamento complessivamente ribassista.

Cos’è il rally di Natale ?

Negli ultimi anni, il rally di Natale si è manifestato in maniera irregolare. Dal 2020, i mercati hanno sperimentato periodi di forte crescita alimentati da politiche monetarie estremamente accomodanti, stimoli fiscali senza precedenti e un ambiente economico che cercava di riprendersi dalla pandemia.

Tuttavia, l’euforia degli anni successivi al 2020 ha iniziato a svanire nel 2022, con un’inflazione in aumento e le banche centrali, guidate dalla Federal Reserve, impegnate a normalizzare la politica monetaria attraverso rialzi aggressivi dei tassi d’interesse.

Quest’anno, le speranze di un rally natalizio sono state ulteriormente compromesse dall’atteggiamento restrittivo della Fed. Durante l’ultima riunione del FOMC, il presidente Jerome Powell ha sottolineato che, sebbene l’economia statunitense si mantenga robusta, l’inflazione continua a rappresentare una minaccia significativa.

La Fed ha rivisto al rialzo le previsioni sul PCE (Personal Consumption Expenditures), indicatore chiave dell’inflazione, suggerendo che il percorso verso il target del 2% potrebbe essere più lungo e tortuoso del previsto. Questo ha portato il mercato a scontare meno tagli dei tassi nel 2025, causando un crollo degli indici principali e un aumento della volatilità.

Il mercato in difficoltà: segni di stress

La situazione è ulteriormente aggravata da fattori tecnici e di sentiment. Dopo due anni di forti rialzi, con lo S&P 500 che ha raggiunto multipli di prezzo/utili (P/E) vicini a 30, ben al di sopra della media storica, il mercato si trovava in una posizione vulnerabile. La distanza dell’indice dalla sua media mobile a 200 giorni aveva raggiunto livelli estremi, indicando una possibile correzione. Allo stesso tempo, il VIX, noto anche come “indice della paura”, aveva toccato nuovi minim.

Questi segnali di squilibrio si sono rapidamente trasformati in un’inversione di tendenza. Il CME Fear & Greed Index, che misura il sentiment degli investitori, è tornato in territorio di “fear”. Il dollaro statunitense ha raggiunto nuovi massimi, alimentato dalla domanda di beni rifugio, mentre i rendimenti dei Treasury sono saliti ai massimi recenti, riflettendo le crescenti preoccupazioni riguardo l’economia USA. L’S&P 500, dal canto suo, ha faticato a recuperare terreno, con i gestori di fondi impegnati a contabilizzare profitti in un contesto di bilanci annuali sotto pressione.

Come posizionarsi in questo periodo di incertezza?

In un contesto di elevata incertezza e volatilità, potrebbe diventare fondamentale adottare strategie di investimento prudenziali e diversificate. Le azioni appartenenti a settori meno sensibili al ciclo economico, come quello sanitario, delle utility e dei beni di consumo primario, in passato hanno spesso offerto una certa stabilità.

È interessante notare come, in realtà, questo ciclo di ribassi sia stato anticipato proprio dal segmento Healthcare, che ha iniziato a contrarsi prima del mercato in senso ampio (S&P500). Per monitorare da vicino l’andamento di questo mercato, con un focus sul segmento statunitense, potrebbe essere utile seguire l’ETF Health Care Select Sector SPDR Fund (XLV).

Spostandosi su altri mercati, l’oro, spesso visto come un rifugio sicuro, ha registrato un rinnovato interesse tra gli investitori, spinto dall’incertezza macroeconomica e dalla percepita debolezza del mercato azionario. Come il settore sanitario, anche l’oro aveva iniziato una fase di contrazione ancora prima del crollo dell’S&P500, avvenuto in concomitanza con il meeting del FOMC.

Asset alternativi?

Guardando al comparto obbligazionario, stanno catturando particolare attenzione i Treasury a breve termine, anche fra investitori di fama internazionale: Warren Buffett ha infatti liquidato parte delle sue principali partecipazioni azionarie per impiegare liquidità nel rollover di titoli di Stato di brevissima durata.

Sulla stessa linea, anche le obbligazioni societarie ad alto rendimento potrebbero offrire cedole interessanti, che smorzerebbero le perdite in conto capitale. Sulle obbligazioni in senso ampio, occorre però fare attenzione a eventuali perdite in conto capitale, che potrebbero progressivamente ridurre anche gli incassi in conto interessi: queste sono spesso sensibili alle condizioni economiche e potrebbero subire ulteriori pressioni in caso di peggioramento delle prospettive economiche.

Anche il mercato decentralizzato è passato sotto i riflettori: Bitcoin è spesso considerato un potenziale strumento di protezione contro l’inflazione a lungo termine. Sebbene volatile, Bitcoin è visto da molti come un hedge di lungo termine contro il deprezzamento del potere d’acquisto delle valute FIAT.

In conclusione, il 2024 si conclude con un mercato lontano dalla tradizione del rally natalizio, segnato invece da incertezze legate all’inflazione, alla politica monetaria e alle prospettive economiche globali.