Acconto IVA 29 Dicembre: come evitare il pagamento, utilizzando il principio per cassa

Sempre più vicina la scadenza del 29 Dicembre per il versamento dell’Acconto IVA; esiste però la possibilità di ridurre, o evitare, il versamento se si è scelto il principio per cassa.

Con l’avvicinarsi della scadenza del 29 Dicembre 2014, sono molti i contribuenti, soprattutto professionisti, che si preparano al pagamento dell’Acconto IVA mensile o trimestrale. Appare opportuno, a questo proposito, conoscere quali possono essere le modalità per ridurre o evitare il pagamento.
I contribuenti che hanno optato per il regime dell’IVA per cassa, infatti, possono ottenere una riduzione o un azzeramento dell’acconto, applicando i metodi previsionale o analitico per il calcolo dell’Acconto.

Regime per cassa
In base all’articolo 32-bis del Dl 83/2012 il regime dell’IVA per cassa prevede che l’IVA sia, appunto, liquidata secondo il criterio di cassa. In altri termini, l’imprenditore o il lavoratore autonomo possono posticipare il versamento dell’imposta per la cessione di beni o la prestazione di servizi, dal momento in cui effettuano l’operazione commerciale o consulenziale, al momento in cui avviene l’effettivo pagamento, ovvero, in questo caso l’incasso del compenso. Questo vantaggio viene, però, compensato dal corrispettivo svantaggio per cui la detrazione dell’IVA sui beni e sui servizi acquistati dai fornitori, avviene al momento del pagamento dei corrispettivi pagati ad essi. Nel regime per cassa occorre ricordare che, comunque, l’imposta diventa comunque esigibile dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione commerciale o consulenziale, a meno che, prima del decorso di questo termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali; similmente l’IVA sugli acquisti può essere detratta, trascorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata.
Chi ha optato per il regime per cassa e sceglie di applicare il metodo analitico o previsionale può avere l’opportunità di ridurre o azzerare il versamento dell’acconto IVA del 29 Dicembre, dal momento che per la cessione di beni e servizi l’IVA è esigibile al momento dell’incasso dei corrispettivi e comunque entro un anno dal momento in cui è stata effettuata l’operazione, mentre il diritto alla detrazione IVA sui beni e sui servizi acquistati, è esercitabile nel momento in cui i corrispettivi sono pagati o, comunque, entro un anno dal momento in cui l’imposta diviene esigibile.
Ora, i contribuenti che hanno scelto il regime dell’IVA per cassa possono godere dei benefici relativi anche in fase di determinazione dell’Acconto, purché utilizzino il metodo analitico o previsionale e non quello storico per il suo calcolo. A tal proposito occorre anche ricordare che per gli incassi ricevuti tramite bonifico o tramite accredito permanente sul conto (RID), fa fede l’effettiva disponibilità delle somme e non la conoscenza del pagamento.

Metodo analitico
Se l’acconto IVA viene determinato con il metodo analitico, il contribuente è tenuto a versare il 100% dell’importo, calcolato sulla base di una particolare preliquidazione che si basa sui dati effettivi, al 20 Dicembre 2014. Se il contribuente ha, in questo caso, optato anche per il regime per cassa, per le operazioni effettuate tra l’1 e il 20 Dicembre, per i contribuenti mensili e tra l’1 Ottobre e il 20 Dicembre per i contribuenti trimestrali, non deve considerare nel calcolo dell’acconto, all’IVA relativa alle somme non ancora incassate alla data del 20 Dicembre, sebbene non abbia neanche la rispettiva possibilità di considerare l’imposta relativa alle operazioni passive (ai suoi acquisti di beni e servizi) non ancora pagate alla data del 20 Dicembre e relative al periodo immediatamente precedente (mensile o trimestrale).

Metodo previsionale
Nel caso si scelga il metodo previsionale si tenuti a versare l’acconto IVA nella misura dell’88% del totale che si prevede di dover liquidare nel mese di Dicembre 2014 o nel quarto trimestre 2014. Chi ha contestualmente adottato per il regime per cassa, dovrà stimare gli incassi che si riceveranno, in relazione alle fatture attive e i pagamenti che si effettueranno in relazione alle fatture passive, nel periodo precedente (mensile o trimestrale).

Ravvedimento
Nel caso in cui il contribuente che abbia scelto il regime previsionale riceva negli ultimi mesi dell’anno incassi non previsti, l’imposta determinata potrebbe diventare sensibilmente diversa dalla previsione. Con il metodo previsionale, si incorre, quindi, nel rischio di errore e nel conseguente rischio di essere sanzionati per aver versato un acconto insufficiente. In questo caso la sanzione è pari al 30% della somma non versata, sebbene, le penalità possano essere ridotte utilizzando il ravvedimento sprint (se l’omissione viene sanata entro 14 giorni dalla scadenza originaria si paga lo 0,2% per ogni giorno di ritardo), breve (se l’omissione viene sanata entro 30 giorni dalla scadenza originaria si paga il 3%) o lungo (se l’omissione viene sanata dopo 30 giorni ed entro la data di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione si paga il 3,75%).
Alla sanzione va agggiunto, in ogni caso, l’interesse maturato giorno per giorno al tasso legale vigente dello 0,5%.

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