Mi spetta la pensione se ho debiti con il Fisco?

Patrizia Del Pidio

23/07/2024

L’Inps eroga la pensione ai contribuenti che durante la vita lavorativa hanno accumulato debiti con il Fisco? Vediamo cosa prevede la normativa.

Mi spetta la pensione se ho debiti con il Fisco?

Spetta la pensione a chi ha debito con il Fisco? Non è raro che, visto anche il periodo di crisi, i lavoratori non riescano a far fronte ai pagamenti di imposte, balzelli, tributi e contributi. In questi casi si accumulano debiti con il Fisco (o nel caso dei contributi, con l’Inps) che danno luogo a cartelle esattoriali. Queste ultime se non saldate possono portare ad azioni esecutivi per il recupero forzoso delle somme, come ad esempio pignoramento, ipoteca o fermo amministrativo dell’auto.

Il dubbio che può assalire chi oggi sta lavorando e vede tanta incertezza nel futuro, è se, nel caso si facciano debiti con il Fisco, l’Inps possa bloccare la liquidazione della pensione. Va chiarito subito che, se si sono maturati i requisiti per avere diritto alla prestazione previdenziale l’istituto la liquida, anche se non mancano le conseguenze sulla somma spettante.

Cerchiamo di capire come vengono recuperate le somme dovute dal debitore rispondendo a una lettrice di Money.it che ci scrive:

Buongiorno, sono una collaboratrice familiare di una ditta dove mio marito è titolare. Abbiamo 26 anni di contributi inps io e 39 mio marito.
La domanda alla quale vorrei gentilmente una risposta è:
Noi abbiamo sempre pagato le tasse, ma se, per crisi economica e impossibilità a pagare, un giorno non dovessimo poter pagare qualche eventuale cartella e avere dei debiti con l’inps e con il Fisco cosa accadrebbe? Abbiamo diritto alla pensione ? Siamo 2 artigiani e la nostra pensione dovrebbe aggirarsi sui 1100 euro mo marito e sugli 800 euro io.
Inoltre siamo nullatenenti sia io sia mio marito da qualche mese (abbiamo venduto un piccolo immobile per necessità di sposare 2 figli) e siamo in separazione dei beni.
Grazie mille per l’attenzione.
Attendo vostra cortese risposta.

Pensione per chi ha debiti con l’INPS

Da premettere che, indipendentemente dagli eventuali debiti con il Fisco o con l’Inps, per poter accedere alla pensione è necessario maturare i requisiti richiesti dalla Legge Fornero, che sono:

  • almeno 20 anni di contributi versati e aver compiuto i 67 anni di età (requisito che nel tempo potrebbe cambiare per adeguamento all’aspettativa di vita Istat);
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e un anno in più per gli uomini.

Esistono anche altri metodi per accedere alla pensione, in deroga alla Legge Fornero, come ad esempio la quota 103, l’Ape sociale, la pensione quota 41 per lavoratori precoci.

Detto questo, cosa accade a chi deve andare in pensione ed ha debiti con il Fisco o con l’Inps? La pensione spetta, se si è in possesso dei requisiti di accesso, anche se si hanno debiti e cartelle esattoriali, come detto in precedenza, ma questo non significa che l’Erario non provveda a recuperare le somme spettanti.

Nel caso, infatti, il pensionato abbia debiti l’istituto provvederà a erogare la pensione spettante applicando alla stessa il pignoramento del quinto fino alla completa restituzione del debito maturato dal pensionato. Ovviamente il pignoramento deve seguire le regole imposte dai limiti del pignoramento presso terzi.

La pensione, infatti, non può essere pignorata a prescindere o interamente ma solo per la parte eccedente la somma necessaria a garantire al pensionato il minimo vitale. Sulla parte eccedere il pignoramento agisce solo prelevando una quota pari al quinto dell’eccedenza stessa.

Pignoramento pensione e minimo vitale

Essendo lei e suo marito nullatenenti, pur maturando debiti non rischiate l’ipoteca degli immobili, ma il Fisco può in ogni caso recuperare le somme dovuto tramite gli stipendi (nel vostro caso i ricavi dell’attività commerciale) e, un domani, la pensione.

Come abbiamo detto il pignoramento della pensione non aggredisce l’intero importo spettante, ma solo un quinto dell’eccedenza del minimo vitale che, per il 2024 è fissato in due volte l’importo dell’assegno sociale Inps, ovvero 1.062,82 euro. Se la pensione che andrete a percepire ha un importo inferiore ai 1.062 euro sarà considerata impignorabile, se invece, ha un importo superiore, tutto quello che eccede i 1.062 euro è pignorabile per un quinto (il 20%).

Va ricordato, in ogni caso che il limite al pignoramento è fissato a 1.000 euro e che, quindi, ogni pensione di importo inferiore non è pignorabile.

Nella circolare Inps 38 del 3 aprile 2023, infatti, è ricordato che:
Le novità introdotte dal citato decreto-legge n. 115/2022 si pongono su due piani:

  • è stato rivisto il limite di impignorabilità delle pensioni collegato all’ammontare dell’assegno sociale che, invece di essere pari alla misura massima mensile dell’assegno sociale aumentato della metà è, oggi, corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale;
  • è stato previsto il limite minimo di 1.000 euro.

Il pignoramento entro i limiti sopra descritti si verifica se la pensione, in caso di debiti, è pignorata alla fonte, ovvero prima che venga pagata mensilmente dall’Inps. In alternativa la pensione può essere pignorata anche dopo l’accredito sul conto corrente, l’importo pignorabile è tutto quello che eccede l’assegno sociale moltiplicato per tre volte (avendo nel 2024 l’assegno sociale un importo pari a 534,41 euro, la cifra non pignorabile è pari a 1.603,23 euro).

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