A soli 1000 km da noi persone vittime della rotta balcanica e del silenzio dell’Europa che finge di non vedere cosa accade ai suoi confini.
Negli ultimi giorni nei giornali, nei vari tg sarà capitato a tutti di vedere le immagini dei vari rifugiati che si trovano nel centro per i migranti di Lipa, in Bosnia-Erzegovina. Il campo è stato distrutto a causa di un incendio il 23 dicembre e ospitava più di 1000 persone che adesso, dopo varie proteste e richieste dell’Unione Europea, vivono in una tendopoli (ben lontana dagli standard igienici) dove almeno possono trovare un parziale rifugio dal freddo inverno.
Nonostante questo pensate un po’ che l’acqua è limitata, i servizi igienici sono del tutto inadeguati e con gli ospiti, fra i quali tanti minori, privi di calzature e indumenti adeguati ad affrontare il gelo. Come si può ben vedere le condizioni di quest’ultime sono a dir poco davvero disumane: persone vittime della rotta balcanica e del silenzio dell’Europa che finge di non vedere cosa accade ai suoi confini.
Perché dovrebbe importarci?
Il centro per i migranti di Lipa, quello che versa in condizioni peggiori ma purtroppo non unica eccezione, si trova a poco più di 1000 km dall’Italia. Pensate inoltre che l’Unione Europea, a inizio gennaio, ha stanziato ben 3,5 milioni di euro di aiuti umanitari che quasi sicuramente non verranno utilizzati. Lo scopo era quello di fornire ai rifugiati e ai migranti indumenti invernali, coperte, cibo, assistenza sanitaria, servizi di salute mentale e supporto psicosociale.
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Del vecchio campo oggi restano gli scheletri di ferro dei letti bruciati che sbucano tra la neve. A dire il vero inoltre neanche le condizioni precedenti erano adeguate: nato in origine per essere un campo provvisorio, quello di Lipa è stato trasformato da poco in un campo ufficiale. Alla decisione però non hanno avuto seguito i lavori di adattamento delle strutture del campo per far sì che fosse garantita l’acqua, l’elettricità, il riscaldamento in quanto il Cantone di Una Sana e la municipalità di Bihač (a soli 30 km) si sono opposte anche a questa decisione arrivata da Sarajevo, dichiarando che non accetteranno più sul proprio territorio campi per rifugiati vicini alle zone urbane.
Senza alcuna esagerazione possiamo certamente dire che l’umanità si è fermata a Lipa: immaginate le temperature che scendono fino a -10°C e questi migranti che cercano speranza in Europa ma che si trovano al freddo dentro le loro tende e provano a resistere. Ad aggravare la situazione sono anche le numerose violenze delle forze croate di confine su coloro che decidono di affrontare “the Game”.
Cos’è “The Game”?
Non è il libro di Alessandro Baricco e nemmeno un gioco ma bensì il disperato tentativo da parte dei migranti di attraversare il confine e raggiungere l’Europa. E dove si svolge? In mezzo ai boschi, in mezzo la neve dove spesso in ciabatte e con pochi vestiti addosso si sogna l’Europa, si spera di potercela fare e di riuscire a sopravvivere. Tutto ciò non basta perché qui intervengono gli aguzzini di confine: la polizia croata.
Nel momento in cui i migranti vengono presi cadono in preda a sevizie, violenze e anche al destino più spietato: molti hanno raccontato che gli sono stati tolti persino quei quattro stracci che avevano addosso, quelle ciabatte e sono stati abbandonati al freddo. Chi riesce a sopravvivere a tutto questo e varcare il confine italiano, arrivato a Trieste, viene rimandato indietro e condannato al suo destino con il benestare della nostra indifferenza.
E’ davvero paradossale che tutto questo avvenga sotto gli occhi dell’Europa e se ci pensate, è ancora più paradossale la speranza di questi poveri sognatori che continuano a non arrendersi. A pochi passi dal campo per esempio, c’è un fiume dove molti nonostante le temperature glaciali si lavano a torso nudo e sapete perché? Per conservare la loro dignità che troppe volte hanno visto calpestata.
Quella stessa dignità che cercano di restituire i tanti volontari che sono in prima linea per cercare di far vedere il lato buono della nostra Italia: non l’Italia che respinge ma l’Italia terra di migranti ed emigranti che accoglie, conforta. Tra questi i volontari della Ong Protection4kids, fondata dalla mia amica Annachiara Sarto, che tra il 12 e il 14 febbraio si recheranno in Bosnia per portare qualche aiuto e dare il loro preziosissimo contributo e su Gofundme hanno avviato una raccolta fondi. Se l’umanità si è fermata a Lipa è anche vero che giorno dopo giorno in tanti cercano di rimediare con ogni loro azione.
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