A Pasqua potremo viaggiare e spostarci fuori regione?

Fiammetta Rubini

24 Febbraio 2021 - 17:34

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Viaggi fuori regione vietati fino al 27 marzo, ma non si può escludere un’ulteriore proroga del blocco fino a Pasqua: tutto dipenderà dall’andamento della situazione epidemiologica e dalle misure previste dal Dpcm in arrivo, che resterà in vigore fino al 6 aprile e comprenderà anche le feste pasquali.

A Pasqua potremo viaggiare e spostarci fuori regione?

A Pasqua e Pasquetta si potrà uscire dalla regione e organizzare un weekend fuori porta, stando a quanto deciso dal decreto-legge 23 febbraio sugli spostamenti pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Si attende adesso il varo del nuovo Dpcm (o Decreto-Legge) in arrivo nei prossimi giorni. Il provvedimento, come annunciato dal ministro della Salute Speranza nel suo intervento alla Camera, sarà valido dal 6 marzo al 6 aprile 2021, e comprenderà quindi anche Pasqua e Pasquetta che quest’anno cadono il 4 e 5 aprile.

Nuovo Dpcm valido a Pasqua e Pasquetta

Questo che significa? Per il momento gli spostamenti tra regioni sono vietati fino al 27 marzo, ma non si può escludere l’ipotesi di una proroga visto che la linea che il governo vuole seguire con il nuovo decreto di marzo è quella della “prudenza a garanzia della tutela della salute”.

Escluso il lockdown nazionale, si proseguirà sulla strada delle chiusure locali, con istituzione di micro zone rosse o arancione rafforzato locali, continuando parallelamente con il sistema dei 3 colori per la classificazione delle regioni.

Se per domenica 4 aprile cadrà il divieto di uscire dalla regione in area gialla, chi si troverà in questa fascia di rischio potrà muoversi liberamente verso altre regioni gialle. Ricordiamo però che sindaci e governatori, qualora fosse riscontrata una situazione epidemiologica allarmante, possono chiudere intere province o comuni, con divieto in entrata e in uscita o di visita a casa di parenti e amici anche all’interno dello stesso Comune. In questo caso, si festeggerà Pasqua ognuno a casa sua.

Spostamenti tra regioni a Pasqua: quando saranno consentiti?

Il primo “atto” del governo appena insediato è la proroga del divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo. Non si potrà uscire dalla regione tranne che per motivi di lavoro, salute o necessità, o per fare rientro al luogo di residenza, domicilio e abitazione. Fino a quella data, inoltre, si potrà andare a casa di parenti o amici una volta al giorno, tra e 5 e le 22, in massimo due (+ minori di 14 anni o persone non autosufficienti) solo se ci si trova in zona arancione o gialla.

Il blocco agli spostamenti e lo stop alle visite a casa in zona rossa salverebbe il weekend di Pasqua e Pasquetta (4-5 aprile), una speranza nutrita da chi ha voglia di tornare a viaggiare ma soprattutto dal settore Turismo e Ospitalità, tra i più colpiti dalla crisi.

A meno di una ulteriore proroga delle restrizioni di qualche giorno, ipotesi al momento non escludibile, per le vacanze pasquali 2021 si potrà viaggiare e spostarsi fuori regione in zona gialla senza comprovati motivi e obbligo di autocertificazione.

Chiudere ora per riaprire a Pasqua

Ma se a Pasqua potremo partire e festeggiare con familiari e amici in altre regioni dipenderà dall’andamento dei contagi nel prossimo mese e mezzo. Con le attuali misure e l’avanzata della variante inglese - che potrebbe diventare dominante - la previsione degli esperti è che a marzo viaggeremo sui 25.000 contagi al giorno.

Nuove restrizioni ora per scongiurare terza ondata e riaprire a Pasqua: una prospettiva che fa tornare alla mente la strategia di contenimento prevista lo scorso dicembre (“fare un lockdown ora per salvare il Natale”), salvo poi stringere le maglie dei blocchi proprio in vista dell’esodo per le vacanze.

A prescindere dalle decisioni che verranno prese, un punto su cui insistono le Regioni è la necessità che il governo condivida i provvedimenti con congruo preavviso per evitare il caos come successo con gli impianti sciistici o come succede ogni settimana con l’apertura/chiusura dei ristoranti e dei bar nel weekend.

Un’ipotesi probabile è che il monitoraggio Iss venga effettuato a inizio settimana e non il venerdì, al fine di “dosare gli impatti delle decisioni sui cittadini e le imprese”.

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