Il mercato energetico globale si avvia al 2026 tra incertezze geopolitiche e pressioni sull’offerta che potrebbero avere ripercussioni significative sui prezzi e sulle strategie delle compagnie.
Il 2025 è stato un anno turbolento, segnato da conflitti regionali, tensioni commerciali e attacchi alle infrastrutture energetiche, che hanno messo a dura prova la stabilità dei mercati. In questo contesto, gli investitori si preparano a osservare con attenzione cinque trend chiave destinati a plasmare il panorama energetico globale.
1. Petrolio
Il primo trend riguarda una situazione di eccesso di offerta del petrolio rispetto alla domanda. I prezzi del greggio sono scesi di quasi il venti per cento nel 2025, arrivando a circa sessanta dollari al barile, e le scorte di petrolio continuano a crescere. La produzione globale ha registrato un’impennata significativa: gli Stati Uniti hanno aumentato la produzione fino a consolidare la propria posizione di leader mondiale, mentre Canada e Brasile hanno seguito una traiettoria simile. L’OPEC+, includendo Russia e altri grandi produttori, ha deciso di invertire anni di tagli produttivi, determinando un aumento ulteriore dell’offerta. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la disponibilità globale di petrolio supererà la domanda nel 2026 di circa tre milioni e ottocentocinquantamila barili al giorno, pari a circa il quattro per cento della domanda mondiale. Questa situazione è aggravata dallo stoccaggio di greggio cinese, stimato intorno a cinquecentomila barili al giorno, e dall’aumento delle scorte su navi cisterna, attualmente ai livelli più alti dal 2020, il che suggerisce che gli stock terrestri potrebbero presto saturarsi, esercitando ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi.
2. GNL
Un secondo trend riguarda la crescita del GNL. La domanda di gas naturale liquefatto è esplosa negli ultimi anni, soprattutto in Europa, che ha dovuto sostituire rapidamente il gas russo a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Tuttavia, l’espansione della capacità di esportazione di GNL, stimata in trecento miliardi di metri cubi annui tra il 2025 e il 2030, rischia di superare la crescita della domanda globale, comprimendo i margini dei produttori. Gran parte di questa nuova capacità, circa il quaranta-cinque per cento, proviene dagli Stati Uniti, principale esportatore mondiale. Sebbene i prezzi più bassi possano rappresentare un ostacolo per i produttori, renderanno il GNL sempre più competitivo rispetto a fonti più economiche come petrolio e carbone, favorendo i consumatori europei e asiatici e rafforzando il ruolo del gas liquefatto nella transizione energetica.
3. Diesel
Il terzo trend riguarda la performance del diesel, che nel 2025 ha continuato a sovraperformare nonostante l’abbondanza di petrolio. Questa dinamica è stata determinata da fattori strutturali, come gli attacchi con droni in Ucraina a raffinerie e terminal russi, che hanno ridotto le esportazioni di diesel, e dalla decisione dell’UE di vietare l’importazione di combustibili derivati da petrolio russo. I margini di raffinazione europei del diesel sono aumentati del trenta per cento, mentre i prezzi del Brent sono scesi del venti per cento. La scarsità di nuova capacità di raffinazione suggerisce che questa tendenza potrebbe proseguire anche nel 2026, con eventuali accordi di pace in Ucraina in grado di offrire solo un sollievo parziale.
4. Aziende energetiche
Un quarto trend riguarda le prospettive delle grandi compagnie del petrolio e del gas naturale. Nonostante le difficoltà previste per il breve termine, le major come Chevron, Exxon Mobil e TotalEnergies mantengono un atteggiamento ottimista sul lungo periodo, investendo in nuovi progetti che entreranno in funzione nella seconda metà del decennio o nei primi anni del 2030. Anche i principali produttori del Medio Oriente, come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, si preparano a un’espansione degli investimenti upstream. Questo ottimismo a lungo termine potrebbe spingere le compagnie occidentali a sfruttare eventuali periodi di crisi nel 2026 per acquisire concorrenti in difficoltà, consolidando ulteriormente il mercato.
5. Energie rinnovabili
Infine, il quinto trend riguarda le energie rinnovabili. Sebbene l’IEA abbia ridotto le previsioni di crescita della capacità rinnovabile globale fino al 2030, la domanda di elettricità continuerà a crescere di circa il quattro per cento all’anno fino al 2027, trainata dall’espansione dei data center e dall’elettrificazione delle economie. I costi del solare, dell’eolico e delle batterie sono destinati a calare ulteriormente, rendendo le energie rinnovabili sempre più competitive. Anche se i governi e le aziende potrebbero rallentare temporaneamente alcuni progetti di transizione energetica in nome della sicurezza dell’approvvigionamento, la crescita della domanda elettrica e la discesa dei costi tecnologici garantiranno un ruolo centrale alle fonti pulite nel mercato energetico globale.
Il 2026 si preannuncia un anno complesso e dinamico, segnato da un possibile glut di petrolio, dall’espansione del GNL, dalla continua sovraperformance del diesel, dall’ottimismo a lungo termine delle grandi compagnie e dal ruolo crescente delle energie rinnovabili. Questi fattori congiunti definiranno l’evoluzione del mercato energetico nei prossimi anni, influenzando prezzi, investimenti e strategie globali.