Oggi si parla molto del BTP per la nuova emissione e per il record di acquisti. In fin dei conti, è un’obbligazione singola che distribuisce reddito tramite il meccanismo a cedola, e nei portafogli degli income investor, specie italiani, acquisisce sempre più interesse anche grazie al recente calo dello spread, che ne ha teoricamente ridotto il rischio specifico.
Ma oltre alle obbligazioni governative, categoria della quale fa parte il BTP, esistono altre soluzioni da valutare in Europa per creare un flusso di rendita? Sì, esistono, ma naturalmente si deve essere disposti ad assumersi rischi maggiori. Ecco alcuni esempi.
1. Obbligazioni corporate
Le obbligazioni corporate sono titoli di debito emessi da società private o pubbliche con lo scopo di raccogliere capitali per finanziare le proprie attività operative, espansioni o ristrutturazioni del debito. A differenza dei BTP, che sono garantiti dallo Stato, i corporate bond comportano un rischio di credito maggiore, legato alla solvibilità dell’emittente. Tuttavia, a fronte di tale rischio, offrono rendimenti generalmente più elevati.
Ad esempio, l’ iShares Core EUR Corporate Bond UCITS ETF (Acc) replica l’indice Bloomberg Euro Corporate Bond, che include obbligazioni societarie denominate in euro di aziende industriali, utility e finanziarie, emesse pubblicamente sul mercato europeo. Si tratta di titoli con rating investment grade, quindi appartenenti a società con buona solidità finanziaria.
Il rischio principale rimane legato a un eventuale aumento dei tassi o a un deterioramento del merito creditizio delle aziende, che potrebbe riflettersi in un calo dei prezzi delle obbligazioni.
2. Obbligazioni high yield (“fallen angels”)
Le obbligazioni high yield, dette anche junk bond, sono titoli con rating inferiore a investment grade. Vengono emessi da società con un profilo di rischio più elevato, che tuttavia offrono rendimenti più alti per compensare la maggiore probabilità di default.
Il iShares EUR High Yield Corporate Bond UCITS ETF EUR replica l’indice iBoxx® EUR Liquid High Yield, che seleziona le obbligazioni societarie più grandi e liquide denominate in euro con rating sub-investment grade.
Rispetto ai BTP, questi strumenti possono rendere anche il doppio, ma con un rischio sensibilmente maggiore; per ogni punto percentuale di guadagno, c’è un maggior rischio da tenere in considerazione. Quale? In caso di recessione o di tensioni creditizie, il valore di queste obbligazioni può subire forti correzioni.
3. Obbligazioni convertibili
Le obbligazioni convertibili rappresentano una categoria ibrida tra debito e azioni: sono titoli obbligazionari che, a determinate condizioni, possono essere convertiti in azioni della società emittente. Offrono un rendimento cedolare, ma anche un potenziale upside legato all’andamento del titolo azionario sottostante.
Il SPDR FTSE Global Convertible Bond UCITS ETF EUR Hedged (Acc) replica l’indice FTSE Qualified Global Convertible (EUR Hedged), che misura la performance dei bond convertibili a livello globale, con copertura valutaria in euro.
Questo ETF consente di partecipare indirettamente alla crescita dei mercati azionari mantenendo una componente obbligazionaria. Tuttavia, rispetto a un BTP, il rischio è più complesso: dipende sia dal tasso di interesse che dall’andamento azionario delle società emittenti.
4. REIT europei (trust immobiliari)
I REIT (Real Estate Investment Trust) sono veicoli d’investimento che possiedono e gestiscono portafogli immobiliari, distribuendo gran parte degli utili agli azionisti sotto forma di dividendo. A differenza dei BTP, non si tratta di titoli a reddito fisso, ma di strumenti azionari collegati al settore immobiliare.
Il iShares European Property Yield UCITS ETF replica l’indice FTSE EPRA/NAREIT Developed Europe ex UK Dividend+.
I REIT offrono una rendita stabile derivante dagli affitti, ma con rischi di mercato tipici delle azioni: variazioni nei tassi di interesse, cicli immobiliari, inflazione e domanda di spazi commerciali.
5. Azioni ad alto dividendo
Le azioni ad alto dividendo appartengono a società che distribuiscono parte significativa dei propri utili agli azionisti. Rispetto a un BTP, non garantiscono una cedola fissa, specie se i dividendi variano nel tempo.
Il Amundi MSCI Europe High Dividend Factor UCITS ETF EUR (C) replica l’indice MSCI Europe High Dividend Yield.
Questo ETF offre la possibilità di ottenere una rendita da dividendi, tuttavia, le azioni rimangono più volatili rispetto alle obbligazioni, e la distribuzione dei dividendi può variare nel tempo in base ai risultati aziendali o alle condizioni macroeconomiche.
Quindi
La differenza in termini di rischio rispetto a un BTP è enorme e va sempre ricordata. Il BTP rappresenta una forma di reddito nominalmente più sicura di queste alternative (attenzione non significa priva di rischio), sostenuta dallo Stato italiano, mentre gli ETF descritti si muovono su un terreno più dinamico e imprevedibile. Tuttavia, accettando una maggiore volatilità, è possibile costruire una rendita diversificata.
Ogni categoria di ETF ha una propria logica: dai bond corporate, agli high yield più speculativi, fino ai REIT e alle azioni dividend che integrano l’elemento di crescita. L’importante è non confondere la “rendita” con la “sicurezza”: il primo è un obiettivo, la seconda è una condizione che non può mai essere data per scontata.
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