5 buoni fruttiferi postali e 5 BTP pari durata. Chi rende di più?

Stefano Vozza

3 Settembre 2026 - 07:53

A parità di tempo d’attesa sul reddito fisso quali strumenti di investimento con garanzia sovrana offre di più a scadenza?

5 buoni fruttiferi postali e 5 BTP pari durata. Chi rende di più?

Nella vita a volte ci sono scelte fatte per sempre, altre d’impulso o prese all’ultimo momento e, altre ancora, di cui si spera non doversi pentire mai. Quelle sugli investimenti, per esempio, spesso rientrano in quest’ultima categoria di decisioni. Più o meno il ragionamento di fondo che si fa è il seguente. Compro un prodotto per tot anni e impegno i risparmi fino alla scadenza, sperando di non dovermi pentire in corso d’opera della scelta fatta.

Dubbio legittimo a cui è impossibile rispondere in astratto e in generale dato che ogni singola storia è una scelta ed un caso in sé. In termini molto astratti e generici allo stato puro, vediamo qui 5 buoni fruttiferi postali e 5 BTP pari durata garantiti dallo Stato: chi rende di più?

L’orizzonte temporale dei 6 mesi di investimento

Qui considereremo le principali scadenze sul risparmio postale, ossia 6 mesi e poi i 4, 8, 12 e 20 anni. Per ogni timeframe metteremo a confronto un BFP (buono fruttifero postale) e un BTP pari durata con i rispettivi rischi e ritorni a scadenza.

Sull’orizzonte a 6 mesi Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’emittente dei BFP, propone buono per un Buono a 6 mesi. In verità ad ogni scadenza CDP accredita gli interessi e reinveste in automatico il capitale su un altro identico Buono per i successivi 6 mesi, fino a un massimo di 40 volte. Ovviamente è sempre fatta salta la possibilità di rimborso anticipato, totale o parziale, in ogni momento. Il taglio minimo di ingresso è di 500 € con multipli di 50 €, mentre il rendimento annuo è dell’1,75%. Sui 6 mesi, quindi, bisogna dividere 1,75% per 2 (due semestri annui) e poi sottrarre il 12,50% di trattenute fiscali.

Lo zero coupon in scadenza il 12 marzo 2027, cioè tra 6 mesi e 10 giorni, rende il 2,68% annuo lordo. Ha matricola ISIN IT0005699340, un taglio minimo di ingresso doppio, cioè di 1.000 € e multipli di mille, prezza 98,624 con rimborso a scadenza a 100. Il rischio di mercato è risibile mentre comporta spese di gestione bancaria. Morale, per importi davvero modesti si guadagna più dalle mancate spese di tenuta sul buono che dal maggior rendimento del BOT Mz27.

Tassi di interesse e rendimenti sul timeframe a 4 anni

Sul timeframe a 4 anni vi sono più soluzioni sul fronte del risparmio postale a seconda del BFP che si può sottoscrivere. Alcuni di essi prevedono precise condizioni soggettive per poterli acquistare. Al netto di tale aspetto, i rendimenti sul timeframe 4Y variano tra il 2,00% e il 2,50%, ossia tra l’1,76% e il 2,20% netto. In termini cumulati, un capitale su di essi renderebbe tra 7,212% e il 9,083% netto (di sola ritenuta) in un quadriennio. Poi non hanno spese di gestione e non espongono al rischio di oscillazione dei prezzi sul mercato secondario, peraltro inesistente per il risparmio postale.

Sul fronte Dipartimento del Tesoro, il BTP Fx 2,7% Oct30 con ISIN IT0005654642 rende sul 3,5% annuo lordo a scadenza. Al tasso nominale annuo più ricco si unisce l’attuale quotazione a 97 centesimi, ad assicurare anche una piccola plusvalenza finale. Di contro espone al rischio di mercato (duration modificata: 3,71%), quota a ridosso del minimo YTD a 96,90 per cui non è detto che non se ne formi un altro più in basso.

Un buono postale contro un BTP a 8 anni

Raddoppiando la durata incontriamo buono a Cedola 8 anni, con rendimento annuo lordo a scadenza del 2,00% (1,76% netto). A grandi linee funziona come un titolo di Stato che stacca le cedole ogni 6 mesi, e rimborso del capitale a scadenza o anche prima, a scelta del cliente. Tuttavia, differisce dal BTP classico, standard, per almeno due aspetti (più altri due che diremo poi).

In primis le cedole del buono a Cedola 8 anni sono step-up, ossia povere nei primi anni e ricche solo nell’8° anno. Poi c’è lo yield a scadenza, nettamente inferiore a quello del BTP pari durata. Il BTP Fx 5% 1Ag34 con ISIN IT0003535157 rende poco meno del 4% annuo lordo a scadenza (dati: Borsa Italiana). Stiamo parlando di ritorni quasi doppi rispetto al prodotto postale pari tempo di attesa, pari garanzia sovrana e rimborso del capitale a scadenza.

Tuttavia, ci sono altre due divergenze buono-BTP che depongono in favore del primo. Uno, il buono come sempre non espone al rischio di mercato, nel senso che il nominale iniziale è sempre garantito. Secondo, gode del fatto che è più facile da sottoscrivere, sia nel taglio di ingresso che per l’assenza della Mifid.

5 buoni fruttiferi postali e 5 BTP pari durata garantiti dallo Stato: chi rende di più?

L’insieme dei pro e dei contro BFP-BTP si amplifica passando agli orizzonti temporali a 12 e 20 anni.

Nel 1° caso c’è il buono 3X4 con premio, 12 anni di attesa in cui gli interessi maturano ogni 3 anni. Il titolo rende il 2,50%, mentre il premio finale calcolato sul nominale è dell’8% (netto: 7%) per un rendimento effettivo a scadenza, premio incluso, del 2,99%. Al netto della ritenuta fiscale si tratta di un 2,67% annuo, relativamente non male data la totale assenza del rischio di mercato e la facilità di gestione, priva di spese.

Sul fronte sovereign bond, invece, il BTP Tf 3,25% Mz 38 (ISIN IT0005496770) rende il 4,3% annuo lordo a scadenza. Lo scarto di ritorno rispetto al buono è di circa l’1,63% su base annua e di uno scarso 20% sui 12.

Buono Ordinario, infine, dura 20 anni al termine dei quali rende il 2,50%. Al pari dei BFP a 8 e 12 anni paga gli interessi in progressione step-up, per cui convengono solo se si è sicuri di portare a termine l’investimento.

Sul fronte bond, il BTP Tf 3,25% St46 ha identificativo IT0005083057 e prezza sugli 81,18. Grazie al mix di cedola e plusvalenza finale lo yield è al 4,73%, cioè due punti e passa di ritorno annuo in più per venti anni che surclassano i ritorni attesi sull’Ordinario. Non solo, ma la cedola dell’obbligazione MEF è fissa e costante e pagata ogni 6 mesi, mentre sul buono gli interessi arrivano solo insieme al suo riscatto.
Tuttavia, altrettanto notevoli sono i rischi, con duration modificata e volatilità del BTP St46 al 13,59% e al 9,6%. Morale, per (almeno) i prossimi 5-10 anni bisognerà tollerare i movimenti dei prezzi, e potrebbero anche non essere soft.