4 anni esatti di vita fruttifera per il BTP 2,95% e guadagnare più del 10% fino al termine

Stefano Vozza

1 Luglio 2026 - 19:34

Orizzonte di medio termine, medio guadagno e modesto rischio su uno dei più classici investimenti del reddito fisso

4 anni esatti di vita fruttifera per il BTP 2,95% e guadagnare più del 10% fino al termine

La vita è spesso un susseguirsi di compromessi, una continua ricerca della sintesi tra interessi divergenti e teoricamente inconciliabili.

Una sorta di costante che ritroviamo anche negli investimenti volta a conciliare il rischio, da contenere, al rendimento, da massimizzare. Tra le tante alternative, forse i bond a medio termine potrebbero essere quelli relativamente più affini all’obiettivo. Ad esempio, prevede 4 anni esatti di vita fruttifera il BTP 2,95% per guadagnare più del 10% fino al termine.

I tratti distintivi del BTP a tasso fisso e cedola semestrale

Il riferimento è all’obbligazione con ISIN IT0005637399 nata poco più di un anno fa, il 3 marzo ‘25. Un bond sul quale il 1° luglio il Tesoro pagherà la cedola semestrale (l’altra è attesa il 1° gennaio) e che si avvierà a produrre nuovi interessi per altri 4 anni esatti.

Il tasso cedolare annuo è del 2,95% del valore nominale del prestito sottoscritto, che scende al 2,581% al netto della ritenuta fiscale. Stiamo parlando di 26 € scarsi annui a titolo, 13 € ogni 6 mesi su 1.000 € investiti. In verità è un incasso ancora “lordo”, dato che va sottratto il 2X1.000 di bollo, grosso modo 2 €/annui. Infine l’ultima limatura al ribasso è dovuta alle spese bancarie, dove la commissione incide per intero mentre le spese del conto titoli pro quota e pro tempore.

Un aspetto positivo del BTP Jul30 è che gode di apprezzabile liquidità sul mercato secondario. Sul MOT si contano tra i 50 e i 150 contratti giornalieri nell’ultimo mese, con controvalori daily racchiusi tra 1,5 e 8 mln di €.

Rendimento attuale del BTP Fx 2,95% Jul30

Da una settimana l’obbligazione è tornata sopra la pari. Il 10 giugno la si acquistava quasi a 99, mentre oggi il titolo quota 100,2 per un rendimento effettivo a scadenza del 2,91% annuo, il 2,54% netto (dati: Borsa Italiana). Agli attuali corsi si maturerebbe un credito d’imposta dello 0,02%, mentre il rendimento totale si aggira sull’11,65%, il 10,2% al netto della trattenuta.

Guardando il grafico prezzo/yield da emissione a oggi, i due tempi più convenienti per massimizzare il ritorno sono stati marzo ’25 e marzo ’26. Nei due periodi l’effettivo netto a scadenza ha rasentato il 3% annuo, non male in rapporto alla durata e al rischio. Data la natura fissa della cedola, la cura del prezzo di carico diventa cruciale per assicurarsi almeno un ritorno reale non negativo.
Di contro uno dei tempi “meno favorevoli” all’acquisto è stato a fine febbraio ’26, quando prezzi e yield si sono portati a 101,85 il primo, e a 2,19% netto il secondo.

Durata e duration obbligazionaria

Il rimborso del BTP Fx 2,95% Jul30 è previsto per il 1° luglio ’30 per quello che, a tutti gli effetti, è un investimento di medio termine. È un dettaglio di non poco conto, visto che durata e duration incidono assai su rischio e ritorno. Matematicamente parlando hanno una relazione positiva, cioè quando la prima variabile sale la seconda segue a ruota e avviene lo stesso a trend invertito.
Tuttavia, aumentare la durata di un investimento obbligazionario di tanti anni giusto per 1-2 punti o, peggio ancora, una frazione di punto in più, non ne vale la pena. Meglio attendere un momento di crisi di comparto e poi valutare se, dove e perché scendere in campo, anziché esporsi a gratuiti rischi di mercato. Pensiamo ai bond decennali emessi anni fa, tipo il BTP Futura Lg30, uno step-up che oggi paga l’1,30% (dal 5° al 7° anno) e prezza 94. I bond più lunghi emessi in quel periodo fanno ancora peggio in termini di valutazioni sul MOT.

In molti casi, oggi come ieri meglio prediligere il medio termine e sacrificare il ritorno, ma intanto si tengono a bada i pericoli. Rischio per rischio, quanto sarebbe stato più rischioso un investimento a luglio 2020 composto al 90% dal BTP Futura ’30 e dal 10% da un indice azionario? Con il senno del poi, quel 10% avrebbe ripagato con gli interessi il deludente (meglio: rendimento reale effettivo negativo) ritorno del Futura Lg30. E per fortuna, si è soliti pensare, il comparto obbligazionario è quello “sicuro” che non delude. Chissà come cambierebbero i giudizi se le analisi di lungo termine fossero fatte in modo neutro, obiettivo e con i dati (storici) alla mano.

4 anni esatti di vita fruttifera per il BTP 2,95% e guadagnare più del 10% fino al termine

Vi sono altri vantaggi legati alla scelta di un orizzonte di medio o medio-corto termine.
Nel caso di una scelta errata, la scadenza relativamente vicina si presenta come la più naturale delle exit way, sperando di non commetterne di nuovi. A cascata c’è che si riottiene indietro il capitale (pari al nominale sottoscritto, salvo default emittente) in un lasso temporale circoscritto.
Il secondo è che il rischio di mercato è più contenuto, che significa prezzi relativamente prossimi alla parità da principio a fine. Un discorso che merita maggiore attenzione soprattutto da parte di chi non è certo di portare al termine l’investimento. Qui il prezzo salato che può capitare di pagare è di dover liquidare un bond anzitempo a prezzi ben al di sotto di quelli di carico. La classica scoppola che non si dimentica mai.

Messa così, sembra che i bond lunghi siano quasi il male del secolo. Niente affatto, si tratterebbe di una valutazione superficiale, fuorviante e del tutto errata. Sono bond dagli yield più alti, ottimi in chiave speculativa, ma vanno maneggiati con estrema cautela. Tradotto, caricati solo nei tempi giusti e tenuti per periodi giusti, in piccoli slot sul totale gestito, e sempre in ottica di diversificazione del portafoglio.