3 titoli di Stato in euro sotto 100 con rendimento fino al 6,6% annuo e scadenza 2036

Stefano Vozza

24 Aprile 2025 - 11:23

Data una scadenza e un preciso strumento di investimento, come abbinare il ritorno complessivo al proprio profilo di rischio?

3 titoli di Stato in euro sotto 100 con rendimento fino al 6,6% annuo e scadenza 2036

Alto, medio o basso? Sono questi, in genere, i tre gradi di rischio attribuiti agli strumenti di investimento in base a tutta una serie di parametri. Per il risparmiatore è fondamentale conoscerli prima per non avere sorprese poi.

Anzi, meglio, servono a far comprendere che i maggiori potenziali ritorni sono collegati anche a maggiori rischi di scenari avversi.

Prendendo a spunto tale scaletta di valori, confrontiamo tre titoli obbligazionari. Essi sono accomunati dal fatto di essere 3 bond sovrani, avere l’euro quale valuta di denominazione, la scadenza nel 2036 e il quotare tutti sotto cento. Vediamoli da vicino, dunque ecco 3 titoli di Stato in euro sotto cento con rendimento fino al 6,6% annuo e scadenza 2036.

Il BTP con un prezzo a forte sconto

Partiamo dal titolo di Stato emesso dal Dipartimento del Tesoro MEF con codice ISIN IT0005402117, data emissione 18/02/’20 e data scadenza 01/03/’36. Si tratta di un BTP quindicinale in origine, ma con una vita utile di altri 11 anni scarsi (anni residui: 10,85).

Il titolo ha una cedola annua lorda dell’1,45% (periodicità semestrale), pari all’1,26875% al netto delle tasse al Fisco. Tuttavia, oggi il titolo prezza sul MOT a 80,63 circa, quasi il 20% di sconto sul prezzo di rimborso finale, per un rendimento effettivo lordo a scadenza del 3,65% (dati: Borsa Italiana).

Il Bund con cedola annua lorda allo 0,00%

A seguire ecco il titolo di Stato tedesco (ISIN DE0001102549) in scadenza il 15/05/’36 la cui cedola è addirittura nulla, ossia pari alo 0,00%. Il titolo è nato infatti nel 2021 (data godimento: 05/03/21), in piena era pandemica, quando i tassi di riferimento erano ai loro minimi storici.

Pertanto per adeguarne il rendimento c’è che nel frattempo il mercato ne ha compresso i corsi di mercato, portandoli in area 75,45. A questi livelli di prezzo il ritorno effettivo annuo lordo a scadenza sale al 2,56%, mentre il lotto minimo di sottoscrizione è di 1 €.

Il Romana Green a tasso fisso del 5,625%

A seguire ecco il titolo di Stato emesso dal Governo di Bucarest (ISIN XS2770921315) emesso un annetto fa (data godimento: 22/02/24) e in scadenza il 22/02/’36. Anche questa obbligazione è denominata in euro, ma per l’emittente si tratta di un prestito in valuta estera dato che la moneta avente corso legale a Bucarest è il Leu rumeno.

Il payout del bond è decisamente ricco rispetto ai due titoli precedenti, dato che paga il 5.625% annuo lordo, il 4,9218% netto. Ancora, la cedola ha una periodicità annuale mentre il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 €. Al momento il titolo prezza sui 92,8 centesimi sul mercato secondario (MOT di Borsa Italiana), per cui l’effettivo annuo lordo a scadenza è del 6,6%.

3 titoli di Stato in euro sotto cento con rendimento fino al 6,6% annuo e scadenza 2036

Ora torniamo al punto di partenza: rischio alto, medio o basso? La risposta è alquanto personale e soggettiva, sempre fermo restando che nella vita non esistono pasti gratis, investimenti inclusi.
Mettiamo a confronto le 3 duration modificate, per esempio.

Quella del bond rumeno è del 7,71, quella del BTP nazionale è del 9,6 e sale addirittura a 10,79 per il Bund tedesco.
Prendiamo ora a riferimento i tre rating emittenti. Per quelli di Italia e Romania è una sfilza di B e sono posti agli ultimi gradini dell’investment grade, mentre il debito tedesco gode di elevata stima e una sfilza di A.

Guardiamo ora ai valori estremi dei prezzi dei 3 bond sul mercato secondario dalla loro emissione a oggi. Per il BTP i valori min-max assoluti sono stati 67-106 circa, per il Bund il range è stato tra 68 e 100 mentre è stato più compatto per il titolo rumeno, 88-100 circa.
Non meno importante, anzi, è il confronto tra le tre economie nazionali, dato che in fin dei conti i bond sono dei prestiti a degli Enti sovrani. In questo caso la scaletta verrebbe molto facile, dove la forza dell’economia tedesca è fuori discussione.

Altre considerazioni si possono poi fare in merito ai payout, ai tagli minimi di acquisto, alla periodicità della cedola (lì dove presente), etc. Morale, cambiando il punto di vista e di partenza, oltre che gli obiettivi finali, muta anche la possibile strategia operativa. L’importante è essere sempre consapevoli prima di ciò che si va facendo per non pentirsi mai dopo.