3 tipi di ETF obbligazionari da +3%, ma con prezzi stabili

Tommaso Scarpellini

4 Giugno 2025 - 07:14

Tre categorie di ETF obbligazionari con rendimento superiore al 3% e bassa volatilità, molto apprezzati in contesti di tassi instabili. L’ultimo è una novità assoluta.

3 tipi di ETF obbligazionari da +3%, ma con prezzi stabili

Ogni investitore che ha puntato sulle obbligazioni negli ultimi due anni si è scontrato con una verità scomoda: se la duration è alta, la cedola non ti salva. Basta una variazione nelle aspettative sui tassi per vedere crollare il prezzo dell’ETF, e quel 4% di yield atteso si trasforma in una perdita netta. Il punto è che non siamo più nel 2020: oggi i mercati si muovono sull’interpretazione di ogni singola parola pronunciata da Powell o Lagarde.

Se sei esposto a strumenti con duration superiore a 7 anni, sei praticamente seduto su una «cosa che varia». Magari incassi la cedola, ma nel frattempo il prezzo dell’ETF scivola, e in pochi mesi ti ritrovi in negativo, anche se tecnicamente stai guadagnando. Il paradosso? Il tuo investimento “sicuro” diventa una zavorra. E allora la domanda diventa: esistono ETF obbligazionari in grado di garantire un rendimento interessante senza questa volatilità esasperata?

La risposta è sì. E ruota attorno a 3 categorie precise di strumenti.

Floating Rate: cedole che salgono con i tassi

La prima categoria è quella degli ETF su obbligazioni a tasso variabile, noti come floating rate. La logica è semplice ma efficace: la cedola si adegua automaticamente all’andamento dei tassi. Se i tassi salgono, cresce anche il tuo rendimento, e il prezzo tende a rimanere relativamente stabile. È come avere una boa che galleggia sempre allo stesso livello, indipendentemente dalle onde. In un contesto come quello attuale, in cui le banche centrali mantengono un tono restrittivo, questa tipologia di ETF rappresenta una vera ancora di stabilità.

Alcuni strumenti investono in corporate investment grade statunitensi, con cedole che superano anche il 4% lordo e una duration effettiva vicina allo zero.

Ma attenzione: ci sono comunque due rischi da considerare. Il primo è che, anche se il prezzo non varia in funzione dei tassi, può comunque oscillare in base al meccanismo di domanda e offerta. Se la qualità creditizia dell’emittente peggiora, anche il prezzo del titolo può scendere. Il secondo rischio, più sottile ma reale, è legato al fatto che se i tassi iniziano a scendere, come sta accadendo in Europa con la BCE, anche il rendimento degli ETF floating tende a ridursi.

Obbligazioni a breve scadenza

Ma se vuoi cerchi qualcosa di ancora più conservativo, la seconda categoria è più stabile: obbligazioni a breve scadenza. Qui si parla di ETF che investono su titoli con maturity sotto i tre anni. Sono strumenti scelti da chi non vuole correre rischi di deprezzamento in conto capitale, ma non si accontenta di lasciare i soldi fermi. La loro forza è la resilienza: in un mondo dove i tassi salgono e scendono come un ottovolante, questi ETF restano molto ancorati a terra. Gli ETF globali, specie quelli USA, hanno ancora rendimenti superiori al 3%. Anche qui, il rischio di prezzo è relativamente contenuto, però restano attivi altri tipi di rischi: in primo luogo, quello di default dell’emittente.

Target Maturity

Infine, ci sono i target maturity ETF. Ancora poco diffusi in Italia, ma stanno acquistando sempre più ammirazione nelle piazze finanziarie globali: questi ETF replicano un portafoglio obbligazionario con una scadenza certa, e vengono liquidati a fine periodo. Come un BTP “da tenere fino a scadenza”, ma diversificato, più liquido e fiscalmente efficiente.

Il caso più interessante oggi è lo iShares iBonds Dec 2027 Term $ Treasury UCITS ETF (ISIN: IE0006UGU3X3): investe in Treasury USA con scadenza compatibile al 2027, distribuendo cedole e rimborsando il capitale a fine anno. La cosa interessante, è che se i tassi scendono prima della scadenza, offre anche potenziale capital gain. A differenza di un fondo obbligazionario tradizionale, qui non c’è reinvestimento automatico: zero duration roll-over, zero sorprese.

Esiste anche una versione sui BTP, lo iShares iBonds Dec 2028 Term € Italy Govt Bond UCITS ETF (ISIN: IE000Q2EQ5K8).

Quando il prezzo conta più della cedola

Tutti parlano di rendimento, ma in realtà la vera variabile da controllare è il prezzo. Perché puoi incassare anche il 5% di cedola, ma se nel frattempo il tuo ETF perde il 7%, sei comunque in perdita. E oggi, con mercati così sensibili ai tassi, il rischio di vedere il capitale ridursi per colpa della duration è concreto.

Ecco perché questi 3 approcci, tasso variabile, breve scadenza e scadenza target, rappresentano idee sempre più apprezzate dal mercato. Certo... non sono la soluzione magica. Anche loro hanno dei rischi, e se non si comprendono, vanno lasciati stare. Fra i più grandi c’è il rischio, seppur residuale, di mercato: comunque hanno una domanda e un’offerta, compratori e venditori, i cui ordini, specie nel floating rate, determinano il prezzo di mercato.

Poi non manca certo il rischio di default. Anche in soluzioni come i target maturity, è vero che diversificano in un certo senso, ma se fatto dentro lo stesso segmento di mercato, ad esempio i Treasury USA, il rischio emittente non è affatto diversificato. In un certo senso c’è chi dice: “Va beh, allora prendo direttamente un titolo di Stato a scadenza ravvicinata”. Quindi, anche qui, occorre capire cosa è migliore per le proprie esigenze.

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