Negli ultimi mesi, il prezzo dell’oro è tornato al centro della scena finanziaria, emergendo come bene rifugio in un contesto economico caratterizzato da incertezza e instabilità.
L’elezione di Donald Trump e le sue politiche economiche stanno giocando un ruolo chiave in questo scenario, influenzando direttamente le scelte degli investitori e il mercato dei metalli preziosi.
In particolare, sorprende l’andamento dell’oro, soprattutto se paragonato alla forza del dollaro e al calo del prezzo delle obbligazioni. Sembra delinearsi un vero e proprio nuovo trend rialzista per il metallo prezioso. Ma quali sono le ragioni alla base di questo trend? Eccone almeno tre.
1) Il legame tra rendimenti obbligazionari e prezzo dell’oro
Il rapporto tra i rendimenti obbligazionari e il prezzo dell’oro è sempre stato significativo. Negli ultimi sei mesi, i rendimenti obbligazionari sono aumentati costantemente, mentre il prezzo è progressivamente calato. Recentemente, i rendimenti dei Treasury a 10 anni sono leggermente scesi dal 4,78% al 4,61%, alimentando un movimento verso l’oro come alternativa sicura. Questo calo è probabilmente un aggiustamento del mercato riguardo allo scenario eccessivamente drastico che veniva dipinto solo qualche settimana fa riguardo un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
2) Politiche economiche e inflazione
L’arrivo di Trump potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’economia americana. Le sue politiche pro-business, come tagli fiscali e investimenti infrastrutturali, potrebbero inizialmente stimolare la crescita economica. Tuttavia, un aumento della spesa pubblica e il rischio di un deficit in crescita potrebbero esercitare ulteriore pressione sull’inflazione.
Già a dicembre 2024, l’inflazione è aumentata per il terzo mese consecutivo, attestandosi al 4,1% su base annua. Se questa tendenza persiste, l’oro potrebbe beneficiarne ulteriormente come protezione contro la perdita di potere d’acquisto del dollaro.
3) Geopolitica e stabilità globale
I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente continuano a generare instabilità a livello globale. La politica estera di Trump, improntata al protezionismo e alla priorità degli interessi americani, potrebbe esacerbare le tensioni internazionali, aumentando la domanda di beni rifugio come l’oro.
Previsioni sul prezzo dell’oro
Diversi istituti finanziari stanno rivedendo al rialzo le loro previsioni sul prezzo dell’oro. Goldman Sachs prevede che l’oro potrebbe raggiungere i $3.000 l’oncia entro il 2025, sostenuto da una combinazione di fattori quali la debolezza del dollaro, l’aumento della domanda da parte di banche centrali e la crescente preferenza degli investitori per asset stabili. Attualmente, il prezzo del metallo prezioso si aggira intorno ai propri massimi assoluti, poco al di sotto dei $2.800 l’oncia, evidenziando particolare forza nel trend. Guardando al grafico, è interessante nota come la domanda stia ancora dimostrando grande resilienza nonostante i rendimenti e il dollaro restino ai massimi degli ultimi decenni. In sostanza, è bastato un lieve aggiustamento negli yield dei Treasury e nel valore del DXY per generare una forte ondata di acquisti sull’oro.
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Grafico a candele settimanali di XAUUSD. Fonte: baha.com