3 motivi (nascosti) per cui i mercati potrebbero salire

Tommaso Scarpellini

19 Agosto 2025 - 16:50

3 forze silenziose stanno alimentando il rally di Wall Street: riacquisti record, mercato IPO in forte ripresa e afflussi storici negli ETF, cambiando le regole del gioco finanziario.

3 motivi (nascosti) per cui i mercati potrebbero salire

Mentre tutti guardano a dati negativi, spaventati dalla crescita dei mercati nonostante le minacce di Donald Trump, pochi si accorgono di alcuni cambiamenti profondi nelle abitudini delle aziende quotate. Non sono classici indicatori macro, ma fattori micro-strutturali che, combinati, possono fare la differenza fra un mercato rialzista e uno ribassista. Oggi questi segnali sono tre, ben visibili a chi sa dove guardare.

1. Buyback record: il sostegno invisibile ai prezzi

A luglio 2025 sono stati annunciati buyback per $166 miliardi, un record storico per il mese e più del doppio rispetto al precedente massimo del 2006, con settore finanziario e settore tecnologico in prima linea.

Dal punto di vista tecnico, i buyback riducono il numero di azioni in circolazione, incrementando automaticamente l’EPS e sostenendo i multipli di valutazione. In un contesto di tassi elevati e crescita moderata, il riacquisto di azioni proprie diventa un driver fondamentale per mantenere il momentum rialzista.
Inoltre, i buyback comunicano al mercato che il management considera il titolo sottovalutato o ritiene di avere liquidità in eccesso da distribuire agli azionisti, con effetti anche sul sentiment.

S&P 500 S&P 500 Grafico a candele dell'S&P 500. Fonte: baha.com

2. Mercato IPO in ripresa: ritorna l’appetito per il rischio

Il 2025 ha già visto oltre 200 IPO, un aumento dell’80% rispetto al 2024.

Questa non è una semplice ondata di entusiasmo: la qualità media delle nuove quotazioni è nettamente superiore rispetto all’era delle SPAC del 2021. Le aziende che oggi arrivano sul mercato hanno modelli di business strutturati, un focus sulla crescita sostenibile e sulla redditività, elementi che attraggono investitori istituzionali di lungo periodo.

Il ritorno di un mercato primario sano è spesso un segnale di risk-on, che potrebbe coincidere con fasi di espansione del mercato azionario.

3. ETF inflows forti: il fiume di capitali passivi (e attivi)

Gli ETF statunitensi hanno superato i 10 trilioni di dollari di AUM e Luglio ha dato un forte contributo.

In particolare, la quota di ETF attivi ha raggiunto il 10% del mercato. Questo cambiamento è strutturale: gli investitori cercano una combinazione di efficienza di costo e gestione attiva, sfruttando strategie più sofisticate senza rinunciare alla trasparenza tipica degli ETF.

Un flusso costante di capitali verso ETF ad ampio raggio o tematici agisce come sostegno meccanico ai mercati, indipendentemente dalle notizie macro di breve termine. Più il patrimonio cresce, più aumenta l’effetto di acquisto automatico sulle componenti dell’indice.

Quindi?

Questi tre fattori, buyback record, IPO di qualità e afflussi in ETF, sono meno appariscenti delle breaking news macro, ma oggi sono fra i principali motori silenziosi del mercato. Non significa però che i rischi siano spariti: una liquidità abbondante e un sentiment euforico possono sostenere i prezzi solo finché il contesto macro e politico non cambia bruscamente.

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