3 modi per guadagnare sul reddito fisso più del 2,122% del BOT aprile 2026

Stefano Vozza

11 Aprile 2025 - 17:52

Massimizzare il ritorno sul breve termine non è più scontato come nel recente passato: quali strategie alternative adottare?

3 modi per guadagnare sul reddito fisso più del 2,122% del BOT aprile 2026

Quella in corso è una settimana di emissioni sovrane per il Dipartimento del Tesoro MEF. Per la precisione si è già partiti dal BOT a 12 mesi giovedì 10 mentre al tempo dell’articolo sono in corso le aste dei 4 bond a medio e lungo termine (dai 3 ai 13 anni di vita residua).

Al momento, quindi, disponiamo solo del rendimento certo esitato dal Buono Ordinario del Tesoro, che nei fati conferma il trend ormai in atto da tempo. Vale a dire ritorni in discesa ormai da 1 anno e mezzo sul tratto brevissimo dei bond MEF.

Vediamo allora 3 modi per guadagnare sul reddito fisso più del 2,122% del BOT aprile 2026

L’esito dell’asta BOT a 12 mesi

Giovedì 10 è andata di scena la 1° tranche di un nuovo BOT a 12 mesi il cui ISIN di riconoscimento sul MOT è IT0005645509. Il titolo ha data emissione 14 aprile e scadenza alla stessa data del 2026, per una durata complessiva di 365 giorni. La data di regolamento, invece, è fissata per lunedì 14, giorno in cui scadranno altri BOT già in circolo per un importo di 9,925 mld di €.

Dunque si tratta di un normale avvicendamento tra vecchi e nuovi Buoni Ordinari del Tesoro, con un “risparmio” di quasi 3 mld di € dato dallo scarto di importi. Tuttavia, si tratta solo della 1° tranche, per cui in futuro il flottante probabilmente salirà.

Aldilà degli importi, la vera grande divergenza è data dai rendimenti. Quello lordo di aggiudicazione esitato al termine dell’asta di giovedì si è attestato al 2,122%, che equivale a un prezzo di aggiudicazione di 97,894. Sono ormai lontani i tempi (ottobre 2023) in cui il ritorno si attestava poco sotto il 4% a 12 mesi.

Il conto deposito vincolato in banca

Per spuntare ritorni superiori al bond di Stato zero coupon non resta che guardarsi altrove. Se il profilo di rischio è molto basso, un’opzione potrebbe essere quella del conto deposito vincolato a 12 mesi.

Ancora, per rendere l’opzione più “allettante” (in termini di rendimento) del BOT il tasso annuo lordo non dovrebbe essere inferiore al 3%.. Il conto deposito sconta infatti una maggiore tassazione del 26% rispetto al 12,50% del BOT. Infine, l’ideale sarebbe un prodotto che non preveda un associato c/c, perché questo vorrebbe dire aprirne uno nuovo per poter accedere a quei tassi.

Il bond sovrano con strategie operative differenti

Se la scelta la si volesse far ricadere sempre sui bond sovrani allora servirebbe un cambio di strategia. Ogni investitore ne avrebbe una personale, più aggressiva o meno, tarata sul proprio profilo di rischio ed obiettivo di fondo.
Giusto a titolo di esempio si potrebbe puntare a un BTP a cedola relativamente ricca da comprare e rivendere dopo 1 anno a un prezzo almeno pari a quello di carico. Tra i vari già emessi pensiamo al BTP con ISIN IT0005495731 in scadenza il 15 giugno 2029. Il bond prezza al momento 100,6, molto prossimo al valore di rimborso finale, e ha una cedola annua lorda del 2,8%. Ottimizzandone il prezzo di carico lo si potrebbe tenere in portafoglio per incassare 2 cedole semestrali prima di rivenderlo. A parità di rischio emittente, ma non di strategia attuata, c’è che ne beneficerebbe il ritorno finale.

3 modi per guadagnare sul reddito fisso più del 2,122% del BOT aprile 2026

Infine pensiamo ai corporate bond, ossia le obbligazioni emesse da aziende private. Sul mercato si trovano tanti emittenti e tanti prodotti concorrenti, differenti per durata, valuta, rating debitore, payout e struttura dei rendimenti. Quest’ultime, in particolare, spesso non sono di immediata comprensione come lo sono i prodotti finanziari a tassi fissi e costanti.

Come districarsi al meglio? Non esistono risposte certe e/o valide per tutti, dato che si tratta di prodotti che presentano svariati pro e contro. Tuttavia, a grandi linee si possono dire due cose. Se il grado di preparazione e propensione al rischio del risparmiatore è elevata, allora potrebbero andar bene anche i bond in valuta estera e/o dalle strutture payout “articolate”.

In caso contrario la scelta dovrebbe ricadere su bond denominati in euro e con tassi fissi e costanti fino al termine. In tutti i casi occhio al rating emittente, per non pregiudicare mai la certezza del capitale a scadenza.
Anche per le obbligazioni corporate, infine, l’aliquota fiscale sugli interessi lordi maturati è del 26%.