3 ETF su indici più avanzati del (semplice) S&P 500

Tommaso Scarpellini

19 Agosto 2025 - 12:23

3 strategie ETF avanzate che stanno ridefinendo le tattiche di investimento, andando oltre il mero S&P 500. Ma quali sono? E come usarle?

3 ETF su indici più avanzati del (semplice) S&P 500

Quanti, pensando a un PAC o a un investimento negli Stati Uniti, guardano all’S&P 500 come indice e agli ETF index-based passivi collegati? La risposta: tanti. E non è necessariamente sbagliato. Ma nel 2025 esistono altri tre tipi di ETF che stanno attirando sempre più interesse e che vale la pena (almeno) conoscere.

1. ETF Momentum – Cogliere il trend, finché dura

La logica momentum si basa su un concetto semplice ma potente: comprare titoli che stanno già mostrando forza relativa e vendere quelli che stanno sottoperformando. Diversi backtest storici dimostrano che il momentum può generare extra-rendimento soprattutto in fasi di mercato direzionali.

S&P 500 (arancio) - S&P 500 Momentum (bianco) S&P 500 (arancio) - S&P 500 Momentum (bianco) Grafico lineare dell'S&P 500 e dell'Invesco S&P 500 Momentum ETF. Fonte: baha.com

Nel contesto attuale, caratterizzato da divergenze settoriali e rotazioni improvvise, gli ETF momentum operano selezionando le azioni con le migliori performance su un periodo predefinito (spesso 6 o 12 mesi).

Il rovescio della medaglia? Il momentum soffre nei mercati laterali o in inversioni improvvise. È una strategia che funziona bene finché i trend restano coerenti, ma richiede consapevolezza del rischio di drawdown rapidi in caso di cambiamento del sentiment.

2. ETF Quality – Puntare sulle fondamenta solide

Gli ETF quality selezionano titoli con metriche finanziarie superiori alla media: elevato ROE, bassa leva finanziaria, crescita stabile degli utili, margini robusti. In altre parole, aziende con modelli di business resilienti, bilanci puliti e capacità di generare flussi di cassa consistenti anche in contesti macro difficili.

S&P 500 (arancio) - S&P 500 Quality (bianco) S&P 500 (arancio) - S&P 500 Quality (bianco) Grafico lineare dell'S&P 500 e dell'Invesco S&P 500 Quality ETF. Fonte: baha.com

In un portafoglio core, gli ETF quality offrono un’esposizione più selettiva rispetto a un indice ampio come l’S&P 500, che contiene anche aziende indebitate o con fondamentali in deterioramento.

3. ETF Low Volatility – Stabilità prima di tutto

Meno noti al grande pubblico, gli ETF low volatility selezionano titoli con una varianza storica dei prezzi inferiore alla media. Il loro obiettivo è ridurre le oscillazioni del portafoglio, proteggendo il capitale nei momenti di stress di mercato.

Il compromesso? In mercati fortemente rialzisti, la strategia low volatility tende a sottoperformare, proprio perché privilegia titoli difensivi come utility, healthcare o consumer staples. Tuttavia, quando il mantra dell’investitore diventa “non voglio rischiare troppo”, questi ETF diventano una scelta naturale per ridurre il beta complessivo del portafoglio.

S&P 500 (arancio) - S&P 500 Low volatility (bianco) S&P 500 (arancio) - S&P 500 Low volatility (bianco) Grafico lineare dell'S&P 500 e dell'SPDR S&P 500 Low Volatility UCITS ETF. Fonte: baha.com

Nel lungo periodo, gli ETF low volatility non puntano a battere il mercato, ma a fornire un’esperienza di investimento più lineare, con drawdown ridotti.

In sostanza?

Oltre i classici ETF sull’S&P 500 esistono altre soluzioni fattoriali, nel bene e nel male.

Non si tratta di formule magiche: ogni strategia ha punti di forza e limiti. Ma conoscere queste alternative significa avere più strumenti per affrontare mercati complessi e mutevoli. Perché, alla fine, la vera sofisticazione non è nella sigla dell’ETF, ma nella consapevolezza con cui lo si inserisce in portafoglio.