2 titoli da seguire con l’apertura del Nasdaq 23 ore su 24 da dicembre 2026

Tommaso Scarpellini

24 Agosto 2026 - 07:53

Il Nasdaq cambia tutto da dicembre 2026, ma non per tutti allo stesso modo. Più ore, meno certezze. I mercati aperti non sono mercati giusti.

2 titoli da seguire con l’apertura del Nasdaq 23 ore su 24 da dicembre 2026

Con il Nasdaq che si prepara a estendere le negoziazioni fino a 23 ore al giorno a partire dal 6 dicembre 2026, vale la pena chiedersi se questa rivoluzione operativa stia davvero democratizzando l’accesso ai mercati o stia invece creando un campo di gioco asimmetrico in cui le piattaforme retail come Robinhood e i broker istituzionali come Interactive Brokers potrebbero giocare partite completamente diverse a vantaggio di chi, esattamente? La decisione del Nasdaq di passare a 23 ore di negoziazione al giorno, cinque giorni su sette, cambierà tutto.

Quattro sessioni, una sola pausa: come cambierebbe la giornata di mercato

A partire dal 6 dicembre 2026, la struttura delle negoziazioni sul Nasdaq si articolerebbe in quattro segmenti consecutivi. Il pre-market tradizionale coprirebbe la fascia dalle 4:00 alle 9:30 ET, seguita dalla sessione regolare fino alle 16:00 e dall’after-hours fino alle 20:00. La vera novità sarebbe la cosiddetta night session, attiva dalle 21:00 alle 4:00 del mattino successivo, con una sola interruzione di sessanta minuti tra le 20:00 e le 21:00, destinata alla manutenzione tecnica e alla gestione contabile delle operazioni societarie come dividendi e frazionamenti azionari.

Proprio questa pausa tecnica concentrata in un’ora sola rappresenterebbe il primo nodo critico dell’intero impianto. Qualsiasi evento price-sensitive, un comunicato sugli utili trimestrali, una revisione delle stime o una notizia macroeconomica rilevante, dovrebbe essere assorbito e metabolizzato dal mercato in una finestra temporale estremamente ristretta. Per chi monitora i propri investimenti saltuariamente, e non in modo professionale, il rischio concreto sarebbe quello di ritrovarsi esposto a movimenti di prezzo già compiuti prima ancora di aver avuto modo di valutare la situazione.

I perdenti (potenzialmente)

La questione della liquidità nelle ore notturne non è teorica. Già oggi, nelle sessioni after-hours informali, si osserva un fenomeno strutturale ben documentato: gli spread bid-ask, ovvero la differenza tra il prezzo a cui un titolo viene offerto e quello a cui viene domandato, si allargano in modo significativo non appena i volumi scendono sotto determinate soglie. Questo meccanismo non dipende dalla volontà dei singoli operatori, ma dalla fisica del mercato: con meno partecipanti attivi, i market maker richiedono un premio di rischio maggiore per impegnarsi su entrambi i lati del book.

Titoli ad alta capitalizzazione come Apple, Nvidia o Microsoft potrebbero mantenere una discreta profondità di mercato anche nelle ore più tarde, almeno nelle fasi iniziali dell’esperimento. Il panorama si farebbe però molto più complesso per la stragrande maggioranza dei circa 3.300 titoli quotati sul Nasdaq, dove la liquidità notturna potrebbe risultare così rarefatta da rendere ogni transazione intrinsecamente più costosa per l’investitore retail, indipendentemente dalla commissione visibile applicata dalla piattaforma.

I vincenti (potenzialmente)

Uno degli elementi più rilevanti della nuova architettura è la regola sugli ordini a limite obbligatori per la night session. In pratica, nelle ore notturne non sembrerebbe possibile inviare ordini «at market», cioè ordini eseguiti al primo prezzo disponibile senza alcun vincolo. Ogni operazione dovrebbe specificare un prezzo massimo di acquisto o minimo di vendita.

Questa misura nasce con un intento protettivo. Un ordine a mercato in condizioni di bassa liquidità potrebbe teoricamente essere eseguito a un prezzo molto lontano da quello atteso, con un impatto economico immediato e difficilmente recuperabile. L’obbligo del prezzo limite riduce questo rischio, ma introduce al tempo stesso una barriera di competenza operativa. Chi non ha familiarità con la gestione degli ordini limitati, con i concetti di slippage e di profondità del book, potrebbe inserire limiti troppo ampi, vanificando di fatto la protezione, oppure troppo stretti, ritrovandosi con ordini sistematicamente non eseguiti.

Piattaforme come Interactive Brokers, che si rivolgono a una clientela con maggiore esperienza, offrono strumenti di controllo granulare su questi parametri. Robinhood, la cui interfaccia è pensata per abbassare la soglia di accesso e che al momento dell’annuncio ha registrato un rialzo in Borsa di circa il 4,63%, potrebbe trovarsi a gestire una tensione strutturale tra la semplicità dell’esperienza utente e la complessità reale del mercato sottostante.

Gli investitori che ne beneficerebbero direttamente

L’analisi dei beneficiari potrebbe riservare qualche sorpresa. I soggetti che sembrerebbero strutturalmente avvantaggiati dall’estensione degli orari appartengono principalmente a tre categorie. La prima comprende gli investitori istituzionali con algoritmi di trading attivi in ogni fascia oraria, capaci di operare con rapidità e disciplina anche in contesti di liquidità ridotta. La seconda include gli operatori europei e asiatici che intendono accedere direttamente a titoli americani come Amazon o Tesla senza dover ricorrere a strumenti derivati, potendo finalmente negoziare in orari più compatibili con i propri fusi. La terza categoria è quella delle piattaforme stesse, che generano ricavi dal flusso degli ordini indipendentemente dall’esito delle singole operazioni.

Quindi...

Più ore di mercato non significherebbero necessariamente più opportunità eque per tutti. Il Nasdaq a 23 ore rappresenta un salto infrastrutturale importante, pensato principalmente per competere con le piattaforme già attive nelle ore notturne e per attrarre flussi internazionali. Alcuni titoli, che beneficiano proprio direttamente degli afflussi dei retail, come i broker internazionali, potrebbero beneficiare dell’aumento degli orari di negoziazione. Allo stesso modo, l’operatività più premiata diventerebbe quella algoritmica vista l’impossibilità di monitorare notte e giorno i mercati fisicamente in cerca di opportunità, specie nelle fasce orarie con maggior splippage.