2 Paesi vietano l’ingresso, impossibile viaggiare. Colpa della crisi sanitaria

Giacomo Astaldi

28 Maggio 2026 - 16:29

Due nuovi Paesi vietano l’ingresso a determinate categorie di viaggiatori a causa della crisi sanitaria legata all’Ebola.

2 Paesi vietano l’ingresso, impossibile viaggiare. Colpa della crisi sanitaria
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L’Ebola, termine generico che designa un raro gruppo di virus in grado di danneggiare gli organi e provocare emorragie interne, si manifesta periodicamente in alcune zone dell’Africa subsahariana, dove è endemica a causa della presenza di una specifica specie di pipistrello della frutta originaria della regione.

Il nuovo ceppo Bundibugyo è all’origine di una recente epidemia che ha registrato almeno 1.000 casi tra la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan e l’Uganda. Al 27 maggio si contano 223 decessi confermati. Focolai analoghi si erano già verificati nel 2014, nel 2018, nel 2020 e nel 2025.

Sebbene il rischio di contrarre l’Ebola al di fuori delle regioni colpite rimanga molto contenuto, diversi Paesi stanno adottando misure per limitare la diffusione del virus attraverso i flussi di viaggiatori.

Canada e Bahamas vietano di viaggiare a causa dell’Ebola

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno disposto un nuovo divieto di ingresso per tutti i non cittadini che abbiano soggiornato in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. Un volo Air France in partenza da Parigi e diretto a Detroit il 21 maggio è stato dirottato su Montreal per consentire lo sbarco di un passeggero proveniente dalla RDC. In quel momento il Canada non aveva ancora introdotto restrizioni, ma il governo ha ora adottato un proprio divieto di ingresso per i residenti di questi tre Paesi, valido per i prossimi 90 giorni.

I cittadini canadesi e i residenti permanenti potranno fare ingresso in Canada, ma saranno tenuti a osservare un periodo di quarantena di 21 giorni.

«Queste misure temporanee alle frontiere contribuiranno a ridurre il rischio di introduzione del virus Ebola nel Paese, garantendo al contempo che i viaggiatori siano gestiti in funzione del loro livello di rischio», ha dichiarato la ministra della Salute canadese Marjorie Michel in un comunicato, secondo quanto riportato dalla CBC.

Anche le Bahamas si apprestano a introdurre un divieto di ingresso per i residenti del Sud Sudan, dell’Uganda e della Repubblica Democratica del Congo per i prossimi 30 giorni. I non cittadini e i cittadini bahamesi che abbiano visitato questi tre Paesi negli ultimi 30 giorni saranno sottoposti a controlli più approfonditi e a un’eventuale quarantena all’arrivo, con modalità specifiche che saranno definite dal ministero della Salute del Paese caraibico nei prossimi giorni. Anche la Thailandia sta valutando possibili restrizioni ai viaggi e misure di quarantena.

Va ricordato che, ancor prima delle restrizioni legate all’Ebola, i cittadini del Sud Sudan e della Repubblica Democratica del Congo erano già inclusi nel divieto d’ingresso introdotto dall’amministrazione Trump nel 2025 nell’ambito della sua ormai nota stretta sull’immigrazione.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente Donald Trump intende inviare funzionari della sanità pubblica statunitense in una struttura in Kenya, dove i cittadini americani esposti al virus saranno sottoposti a screening, anziché essere autorizzati a rientrare in patria per il monitoraggio e la quarantena. I dettagli della struttura, realizzata in collaborazione con il governo keniota, non sono stati resi pubblici ufficialmente, ma il progetto ha fin da subito suscitato polemiche per le potenziali implicazioni legali legate all’impedire ai cittadini statunitensi esposti al virus di tornare nel proprio Paese.

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