2 ETF India per diversificare il portafoglio

Redazione ETF

21 Ottobre 2023 - 16:50

Studiamo 2 ETF che permettono di diversificare il protafoglio prendendo posizione sul mercato azionario indiano. Analizziamo pro e contro di questi prodotti.

2 ETF India per diversificare il portafoglio

Nel mondo degli investimenti, l’India emerge come una destinazione attraente per i suoi promettenti potenziali di crescita economica. Gli ETF, o Exchange-Traded Fund, rappresentano un mezzo versatile per chi desidera ottenere esposizione al mercato azionario indiano.
In questa analisi, metteremo in evidenza due tra i migliori ETF per investire nel dinamico mercato indiano. Scopriremo le loro caratteristiche, strategie e prospettive per aiutarti a prendere decisioni ponderate in merito ai tuoi investimenti in India.

Situazione economia in India: prospettive e diversificazione settoriale

L’economia indiana, sin dalla sua liberalizzazione nei primi anni ’90, ha testimoniato una crescita notevole, mantenendo costantemente un tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) superiore al 5%. Tuttavia, nel 2019, questo tasso è sceso al 4%, e nel 2020 ha subito una brusca contrazione dell’8% a causa degli impatti devastanti derivanti dalla pandemia di coronavirus.

Nonostante questa sfida senza precedenti, le prospettive economiche per l’India rimangono positive, con previsioni che indicano una ripresa e un ritorno a una crescita del PIL superiore al 6% nei prossimi anni. Nel 2020, l’economia indiana è stata classificata come la sesta più grande al mondo, testimoniando la sua posizione rilevante nell’arena economica globale.

In merito al panorama industriale, va sottolineato che il settore della vendita al dettaglio costituisce la componente preminente del PIL indiano, contribuendo quasi al 25% dell’intero PIL nazionale. In parallelo, l’agricoltura conserva la sua rilevanza, producendo una vasta gamma di prodotti tra cui riso, grano, cotone e tè. L’industria mineraria riveste un ruolo significativo nell’economia indiana, con il paese annoverato tra i principali produttori mondiali di minerali come il ferro (quinto produttore), la bauxite (quinto produttore) e il carbone (terzo produttore). La crescente reputazione dell’India come destinazione di outsourcing è stata favorita dai costi salariali relativamente bassi, e il paese ha sviluppato una solida presenza nel settore dell’Information Technology (IT), generando entrate che hanno superato i 191 miliardi di dollari nel 2020. Questo settore assume un ruolo di notevole importanza nell’ambito del PIL complessivo del paese, evidenziando una diversificazione essenziale nell’economia indiana.

I migliori ETF per investire sul mercato azionario indiano

Mettiamo adesso sotto la lente due tra i migliori ETF che consentono agli investitori di accedere a questo mercato in modo efficiente. Esploreremo l’XtrackersNifty 50 Swap UCITS ETF 1C e l’ETF Franklin FTSE India UCITS, esaminando le loro caratteristiche, prestazioni e prospettive.

1. Xtrackers Nifty 50 Swap UCITS ETF 1C

L’XtrackersNifty 50 Swap UCITS ETF 1C è un prodotto finanziario progettato per replicare l’andamento dell’indice Nifty 50, il quale comprende una selezione dei 50 titoli azionari più rappresentativi di 22 settori dell’economia indiana. Questo ETF rappresenta un’opportunità interessante per gli investitori che cercano esposizione al mercato azionario indiano, ma è importante considerare attentamente le sue caratteristiche e performance.

L’ETF utilizza una replica sintetica della performance dell’indice sottostante attraverso uno swap, il che significa che non detiene fisicamente tutti i titoli presenti nell’indice Nifty 50. Questo approccio può comportare un certo grado di rischio, in quanto dipende dalla controparte dello swap per ottenere il rendimento desiderato. Tuttavia, è importante notare che l’ETF è gestito in modo tale da minimizzare il rischio di controparte.

L’indice di spesa complessiva (TER) dell’ETF è pari all’0,85% annuo, il che è relativamente elevato rispetto ad alcuni altri ETF sul mercato. Gli investitori dovrebbero considerare attentamente questo aspetto, poiché i costi possono erodere i rendimenti nel lungo periodo.

I dividendi generati dalle società incluse nell’indice sono accumulati e reinvestiti nell’ETF, il che può essere vantaggioso per gli investitori a lungo termine. Le performance dell’ETF negli ultimi anni sono state generalmente solide, con un rendimento YTD del +6,36% e un rendimento a 3 anni del +54,39%. Tuttavia, è importante notare che gli investimenti in mercati emergenti come l’India possono essere volatili, come indicato da una volatilità a 1 anno del 12,29%. Gli investitori dovrebbero essere consapevoli di questa componente di rischio.

Inoltre, è importante notare che l’ETF ha sperimentato un massimo drawdown piuttosto significativo dal lancio, pari al -59,57%, il che evidenzia la possibilità di perdite sostanziali in periodi di turbolenza di mercato.

2. L’ETF Franklin FTSE India UCITS

L’ETF Franklin FTSE India UCITS è prodotto che segue l’andamento dell’indice FTSE India 30/18 Capped, un indice che replica aziende indiane con una capitalizzazione di mercato sia grande che media. Questo ETF ha alcune caratteristiche interessanti che lo rendono attraente per gli investitori interessati all’India.

Una delle principali peculiarità di questo ETF è la sua metodologia di selezione dei componenti dell’indice. L’indice FTSE India 30/18 Capped stabilisce un limite massimo del 30% per la capitalizzazione di mercato della più grande azienda nell’indice, mentre tutti gli altri componenti sono limitati al 18%. Questa regola aiuta a garantire una diversificazione adeguata all’interno dell’indice e a ridurre la concentrazione eccessiva in un singolo titolo.

L’ETF ha un indice di spesa complessiva (TER) dell’0,19% annuo, il che lo rende abbastanza efficiente dal punto di vista dei costi. Un altro aspetto interessante di questo ETF è la sua struttura di replica fisica totale, il che significa che acquista effettivamente tutti i titoli che compongono l’indice sottostante. Questo aiuta a garantire che l’ETF segua fedelmente la performance dell’indice. Inoltre, i dividendi generati dalle azioni nell’ETF sono accumulati e reinvestiti nell’ETF stesso, il che può essere vantaggioso per gli investitori a lungo termine.

Guardando alle prestazioni, l’ETF ha dimostrato un rendimento molto solido nel corso degli anni, con un rendimento YTD del +11,08% e una performance a 3 anni del +61,43%. Tuttavia, è importante notare che gli investimenti in mercati emergenti come l’India possono essere volatili, come indicato da una volatilità a 1 anno dell’11,41%. Gli investitori dovrebbero tenere presente questo fattore di rischio.

In sintesi, l’ETF Franklin FTSE India UCITS offre agli investitori un modo efficiente per ottenere esposizione al mercato azionario indiano, con una metodologia di selezione dei titoli che promuove la diversificazione e un TER competitivo. Tuttavia, va considerata la volatilità associata agli investimenti in mercati emergenti e la necessità di una strategia a lungo termine per massimizzare i potenziali benefici di questo prodotto.

Disclaimer
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico e principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte di investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecito al pubblico risparmio.

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