L’adrenalina di vedere i corsi azionari apprezzarsi in poco tempo accende gli animi, così come getta nel baratro il vedersi i prezzi andare contro la direzione auspicata.
Guadagnare senza perdere, e magari senza tanto spendere e in poco tempo (ma se è pochissimo è ancora meglio), è da sempre il sogno recondito dell’investitore. Come uscire fuori dal mix di condizioni che contrappone tempo, rischio e rendimento?
Purtroppo non esistono ricette miracolose o la classica bacchetta magica, non siamo nelle favole. Tuttavia, è pur vero che vi sono tecniche che permettono di contenere assai il rischio e di guadagnare sul medio-lungo termine. Vediamo, in particolare, 1 modo per investire in Borsa con pochi soldi e sfruttare l’esplosione dei titoli azionari.
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Cosa vuol dire investire nelle azioni di Borsa
Investire in Borsa è una scelta tutt’altro che semplice: ci si espone a notevoli rischi a fronte di incerti ritorni a priori. Si può guadagnare tanto come poco o nulla, o, nei casi peggiori, mandare in fumo l’intero capitale investito. Essere azionisti vuol dire essere soci, proprietari di un pezzetto di capitale dell’azienda nella quale si investe, esponendosi per intero alle sue sorti.
A grandi linee, i titoli azionari si possono scegliere secondo un approccio grafico o uno basato sui dati societari fondamentale. I traders che seguono il primo approccio si affidano all’analisi tecnica, mentre nel secondo si sviscerano i dati del bilancio e gli indici che si riescono a ricavare.
L’elemento accomunante nei due approcci è che si richiede elevata propensione al rischio e un’ottica di medio-lungo termine. Chi fa azienda non lo per una manciata di giorni ma per un numero imprecisato di anni, idem per chi decide di investirvi sull’asset. Un conto è lo speculatore puro, il trader, un altro è l’investitore comune. Infine si richiede adeguata conoscenza dei titoli esaminati, oltre a un minimo di esperienza sul come maneggiarli.
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Investire in Borsa attraverso i fondi comuni passivi e attivi
Come contenere al massimo il rischio senza tuttavia mai eliminarlo del tutto perché è impossibile? Primo, allungando la durata, secondo, diversificando il portafoglio per quanto più è possibile. Cioè è meglio avere più titoli contemporaneamente anziché solo 1 o 2, magari variando per settori di appartenenza, aree geografiche, etc.
Per quale motivo? C’è un concetto semplice da avere in mente e che statisticamente è vero. Mentre la singola azienda, e quindi il suo titolo, ha più probabilità di fallire e/o crollare senza mai più riprendersi, questo vale meno per un indice preso nel suo complesso. È un confronto tra probabilità e non tra una probabilità e una certezza, perché quest’ultime nessuno le possiede, né sull’azienda X né sul paniere Y.
Il metodo più semplice per ottimizzare la diversificazione, specie (ma non solo) se si dispone di modesti capitali, è quello di ricorrere al fondo comune. Può essere attivo come lo è il classico fondo comune d’investimento oppure del tipo passivo come l’ETF. Nel primo caso i gestori si prefiggono di fare meglio del mercato, di battere il c.d. benchmark a cui il fondo che gestiscono è agganciato. Tuttavia, le serie storiche dimostrano che l’impresa non riesce sempre, anzi.
L’ETF, invece, replica passivamente il sottostante sul quale è costruito ed è meno costoso del primo: la struttura che lo governa è infatti più snella. Per cui l’investitore intento a ottimizzare il rendimento del portafoglio potrebbe inserire una fiche azionaria tra i suoi investimenti tramite i fondi. L’ETF, in particolare, garantirebbe 3 risultati: basse spese di gestione, massima diversificazione e una perfomance non peggiore a quella del sottostante.
1 modo per investire in Borsa con pochi soldi e sfruttare l’esplosione dei titoli azionari
Facciamo alcune possibili esemplificazioni per non restare solo sul teorico.
Se per esempio l’intento fosse quello di investire sul mercato azionario domestico, le alternative non mancano tra i fondi passivi oggi disponibili sul mercato. Pensiamo all’iShares FTSE MIB UCITS ETF del tipo Acc. e Distr., oppure all’Xtrackers Ftse Mib Ucits ETF 1D, o ancora all’Amundi FTSE MIB UCITS ETF del tipo Acc. e Distr.
Per chi volesse investire sull’azionariato globale, invece, ecco l’iShares Core MSCI World Ucits ETF Usd (Acc), oppure l’Xtrackers MSCI World Ucits ETF 1C o all’HSBC MSCI World Ucits ETF Usd.
E così via per ogni altro sottostante di riferimento a seconda delle proprie esigenze di investimento.
Come scegliere un ETF?
Più in generale, quali sono gli elementi chiave da considerare nella scelta di un ETF? Innanzitutto bisogna avere una buna conoscenza sia del prodotto e dell’emittente che del sottostante sul quale si investe. Nel fondo passivo la parte relativa “allo studio” è demandata al gestore, mentre nel caso dell’ETF tale compito ricade sull’investitore.
Premesso ciò, un buon fondo dovrebbe godere di adeguata storicità per vedere come si è comportato nel passato ed elevata massa gestita. Quest’ultima, infatti, di norma garantisce un buon rapporto bid/ask nel caso di disinvestimento anticipato. Poi è importante la valuta del fondo (è in euro o in una valuta estera diversa?), il costo complessivo annuo e il tipo di replica del sottostante. Tra quella di tipo fisica e quella di tipo sintetica, la prima si lascia indubbiamente preferire: il fondo ha materialmente i titoli con cui è costruito l’ETF.
Infine un occhio alla politica dei dividendi, ossia se sono del tipo a distribuzione o ad accumulazione, preferibile. Sul lungo termine, infatti, quest’ultimi possono risultare più remunerativi grazie al fatto che reinvestono i dividendi incassati nel tempo.