Il prezzo dello zucchero nel grafico è quello del contratto future Sugar No. 11 con scadenza più vicina, negoziato sull’ICE Futures U.S. di New York con simbolo SB. È il riferimento mondiale per lo zucchero grezzo di canna, quotato in centesimi di dollaro per libbra: ogni contratto riguarda 112.000 libbre, circa 50 tonnellate. Le scadenze cadono a marzo, maggio, luglio e ottobre. Sull’ICE Futures Europe di Londra si scambia invece lo zucchero bianco raffinato, con il contratto No. 5 in dollari per tonnellata.
Canna, barbabietola e grandi produttori
Circa quattro quinti dello zucchero mondiale si ricavano dalla canna, coltivata nelle aree tropicali e subtropicali; il resto proviene dalla barbabietola, diffusa in Europa, Russia e Stati Uniti. Il Brasile è il primo produttore ed esportatore, seguito dall’India, che però esporta in modo variabile a seconda delle decisioni del governo, e dalla Thailandia. Anche l’Unione europea è un produttore rilevante.
Gran parte dello zucchero viene consumata nei Paesi d’origine e il commercio internazionale riguarda solo una quota della produzione. Molti Paesi proteggono il mercato interno con dazi, quote e sussidi ai coltivatori: per questo i prezzi interni possono essere molto diversi da quello di New York.
Cosa muove la quotazione
In Brasile le raffinerie possono destinare la canna allo zucchero o all’etanolo usato come carburante: la scelta dipende dalla convenienza relativa, legata al prezzo del petrolio e alla politica dei prezzi della benzina. Contano poi il meteo, a partire dalle piogge monsoniche in India e dalla stagione secca nel Centro-Sud brasiliano, le politiche di export di Nuova Delhi, il cambio del real con il dollaro e la domanda mondiale. Altri contratti sullo zucchero si scambiano alla B3 di San Paolo e sul Zhengzhou Commodity Exchange in Cina.