Tim: torna lo spezzatino?
L'anadamento altalenante in borsa e i tanti nodi irrisolti fanno tornare alla ribalta l'ipotesi spezzatino per TIM: il governo starà a guardare?
di Raphael Raduzzi
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I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.
Chiusura del 3 novembre 2026
TIM chiude la seduta del 3 novembre a 5,69 euro, in rialzo dello 0,25%, con un movimento contenuto e volumi molto ridotti. Il quadro tecnico resta debole: il titolo cede il 10,43% in un mese e si trova sotto le medie a 50 e 200 sedute, dopo un death cross comparso quattro sedute fa. Il rimbalzo odierno si inserisce in un contesto di RSI a 35,7, su livelli deboli ma non ancora estremi.
Il titolo ha aperto a 5,68, dentro il range della seduta precedente, e ha oscillato tra il minimo di 5,63 e il massimo di 5,72, per poi chiudere a metà range. Rispetto alla chiusura precedente, 5,68, il guadagno è minimo. I volumi si fermano a 1.039.505 pezzi, ben sotto la media a 20 sedute di 4.508.695, segno di una partecipazione scarsa. Sulla settimana TIM perde l'1,20%, mentre il FTSE MIB sale dello 0,63%: il titolo resta quindi indietro rispetto all'indice. Per la prossima seduta il primo supporto è in area 5,64, seguito da 5,59, mentre le resistenze si collocano a 5,73 e 5,76.
Sul medio periodo il titolo resta in una fase ribassista: il prezzo è sotto le medie a 50 sedute (6,70), a 100 (7,22) e a 200 (6,88), mentre si mantiene sopra la media a 20 sedute (5,67). La regressione a 60 sedute ha pendenza di -0,71% al giorno con R² 0,79, e l'ADX a 49,3 con -DI a 31,0 e +DI a 11,4 indica un trend definito al ribasso. Il MACD a -0,265 è sotto la linea del segnale (-0,338), ma l'istogramma positivo a 0,073 segnala un attenuarsi della pressione. Le Bande di Bollinger sono comprese tra 5,50 e 5,83. Le resistenze dai massimi relativi sono 5,85 e 6,30, i supporti 5,57 e 5,42. Il ciclo dominante di circa 101 sedute è in fase ascendente e la stagionalità del mese è mediamente positiva (+11,47%, in 5 anni su 8), ma sono solo tendenze statistiche. Il titolo resta a distanza dal massimo a 52 settimane (8,19), con un beta di 0,52.
Altre notizie
Commento alla seduta generato automaticamente sui dati di chiusura della seduta, supervisione a cura dell'Ufficio Studi di Money.it. Supporti e resistenze e altri indicatori sono calcolati a partire dai dati di mercato e non generati da AI.
Il presente testo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza o sollecitazione all'investimento.
| Simbolo | TLIT |
|---|---|
| ISIN | IT0005712671 |
| Var. % | 2,37% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 5,829 |
| Minimo 52 sett. | 4,6840000152588 |
| Massimo 52 sett. | 8,1389999389648 |
| Resistenza 2 | 5,76 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 5,73 |
| Prezzo di chiusura | 5,69 |
| Supporto 1 | 5,64 |
| Supporto 2 | 5,59 |
| RSI (14) | 35,7 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 1,80% |
| Titolo / FTSE MIB a una settimana | -1,20% / +0,63% |
| Media mobile 50 sedute | 6,70 |
| Media mobile 200 sedute | 6,88 |
| MACD / segnale | -0,265 / -0,338 |
| ADX (14) | 49,3 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 5,50 - 5,83 |
| Ciclo dominante | 101 sedute, fase ascendente |
| Beta con il FTSE MIB (1 anno) | 0,52 |
Dati di chiusura del 3 novembre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
Telecom Italia, che opera con il marchio TIM, è l’ex operatore storico delle telecomunicazioni in Italia, attivo nella telefonia fissa e mobile, nella banda larga e nei servizi digitali. Le azioni ordinarie sono negoziate su Euronext Milan con ticker TIT, quelle di risparmio con codice TITR.
Telecom Italia nasce nel 1994 dalla fusione della SIP con le altre società di telecomunicazioni del gruppo pubblico STET, tra cui Italcable e Iritel. Nel 1997 STET e Telecom Italia si fondono e la società viene privatizzata. Seguono anni di passaggi di controllo e di indebitamento elevato, legati alle scalate degli anni Novanta e Duemila. Dal 2016 il marchio commerciale è TIM; la sede è a Milano, con uffici principali anche a Roma.
Nel luglio 2024 TIM ha ceduto la rete fissa (NetCo, oggi FiberCop) a un consorzio guidato dal fondo statunitense KKR, con la partecipazione del Ministero dell’Economia, usando il ricavato per ridurre il debito. Il gruppo che resta in Borsa è un operatore di servizi:
Le attività in Argentina sono state cedute da tempo e la quotazione delle ADR a New York è stata chiusa. Nel 2025 Poste Italiane è diventata il primo azionista della società, rilevando tra l’altro la quota del gruppo francese Vivendi.
Sul titolo pesano la concorrenza sui prezzi nel mercato italiano della telefonia, il livello del debito residuo, il contributo del Brasile e l’andamento del real, le scelte del nuovo azionariato e le possibili operazioni di consolidamento tra operatori.
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