PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme)

Il PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme, è stato annunciato dalla BCE nel corso di una riunione straordinaria convocata il 18 marzo del 2020, nel pieno dell’emergenza coronavirus.

In quell’occasione l’istituto centrale ha comunicato la sua intenzione di dare il via a un nuovo programma di acquisto titoli (sia pubblici che privati) volto a risollevare le sorti dell’economia del blocco.

La sua dotazione iniziale è stata stabilita in 750 miliardi di euro, mentre per quanto riguarda la durata del programma l’istituto di Lagarde si è riservata il diritto di monitorare i progressi dell’area euro, confermando però l’estensione dello stesso almeno fino alla fine dell’anno.

Vista la drammaticità della situazione, il PEPP ha permesso di derogare ai requisiti di ammissibilità sui titoli di Stato della Grecia includendoli dunque nel programma.

Di seguito la guida completa sul Pandemic Emergency Purchase Programme della Banca Centrale Europea.

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Un sondaggio e 3 voti contrari «a verbale» svelano la vittoria di Pirro della Lagarde

Mauro Bottarelli

10 Giugno 2021 - 20:27

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Formalmente, le colombe Bce hanno battuto i falchi. Ma la sbandierata unanimità del board non c’è stata. Anzi, tre membri si sono opposti alla scelta espansiva sul Pepp. E mentre l’Eurotower festeggiava, tutt’intorno le criticità si ammassavano: dall’inflazione negli Usa all’apertura di Basilea verso Bitcoin al nuovo record del reverse repo della Fed. Il tempo che Francoforte sperava di aver comprato, sta invece già finendo?

Con la deroga «risarcitoria» alla Grecia, la Bce è il bancomat di un conto pieno di Npl

Mauro Bottarelli

8 Giugno 2021 - 11:50

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Lo spread ellenico tornato in area pre-crisi suscita entusiasmo e stupore. Ma dietro a quei punti base incombono una serie di criticità di cui l’Eurotower si accollerà la responsabilità politica, in primis l’acquisto record di titoli che giacciono anche nei bilanci di istituti stracarichi di sofferenze. E il fatto che lo scorso febbraio, l’austriaco a capo del Fondo statale di Atene che opera da bad bank si sia dimesso senza preavviso, fa riflettere. O, almeno, dovrebbe