La Zona Euro è spaccata in due, a dirlo sono i mercati

Eurolandia a due velocità: da un lato ci sono i Paesi «core», dall’altro quelli periferici.

La Zona Euro è spaccata in due, a dirlo sono i mercati

Nonostante i listini europei siano in rialzo in scia dei dati macroeconomici di inizio settimana, si continuano a registrare differenze tra i Paesi «core» e «periferici» della Zona Euro.

Queste differenze non riguardano solo i fondamentali macroeconomici ma si estendono anche ai mercati finanziari: le borse dei Paesi «core» si stanno riavvicinando ai livelli pre-COVID mentre per quelle «periferiche» il percorso è ancora lungo (e queste ultime si caratterizzano anche per una maggiore volatilità).

Indicazioni simili si ottengono guardando l’andamento delle obbligazioni governative ed al mercato dei CDS: i bond dei Paesi periferici incorporano un rendimento più elevato mentre secondo i CDS (le polizze assicurative contro il fallimento di un emittente) la rischiosità dei periferici è oltre cinque volte superiore a quella dei «core».

Ampie differenze, nonostante gli indici PMI

Nonostante gli indici PMI nazionali abbiano tutti superato la fatidica soglia dei 50 punti (che separa espansione e contrazione dell’attività economica), il recupero delle borse rispetto alla settimana scorsa non ha ridotto le differenze tra i due gruppi.

Al di là delle indicazioni arrivate dagli indici dei direttori degli acquisti (PMI, Purchasing Managers Index), gli operatori continuano a guardare la situazione generale delle singole economie: i fondamentali macroeconomici (debito/PIL, tasso di occupazione e crescita economica) sembrano ancora influenzare i mercati finanziari europei determinando una “spaccatura" in due gruppi.

Dal un lato ci sono Paesi, come la Germania o l’Olanda, i cui listini di borsa si stanno riavvicinando ai livelli pre-COVID, dall’altro troviamo altri mercati, come quello italiano o spagnolo, ancora lontani da quei livelli.


Contrazione da inizio anno 1=Italia, 2=Germania, 3=Spagna,4=Francia,5=Olanda

A complicare ulteriormente il quadro ci sono, come accennato, delle differenze in termini di volatilità.


Perdita a un mese su un valore investito di 10 milioni di euro 1=Italia, 2=Germania, 3=Spagna,4=Francia,5=Olanda

Spesso, rilevano dalle sale operative, per evitare quest’ulteriore dose di incertezza gli investitori finiscono per indirizzarsi verso il settore obbligazionario governativo. Ma anche questo comparto non è caratterizzato da omogeneità: contrariamente alle obbligazioni di Italia e Spagna, i rendimenti dei bond olandesi e tedeschi sono negativi per tutte le scadenze.


Curve di rendimento obbligazioni governative

Ad influenzarne il rendimento, oltre all’attività di supporto della BCE, c’è anche il rischio sovrano, maggiore in periferia.


Prezzi CDS con scadenza 5 anni 1=Italia, 2=Germania, 3=Spagna,4=Francia,5=Olanda

In questo scenario, i Paesi periferici sono ancora «svantaggiati» in quanto:

  1. mercati, come il nostro o quello spagnolo, mostrano sia una perdita più elevata a un mese che da inizio anno;
  2. i paesi periferici hanno rendimenti più elevati su tutta la curva delle obbligazioni governative;
  3. i prezzi dei CDS periferici si confermano più elevati.

Gli investitori sembrano preferire asset dei paesi «core» della Zona Euro perché meno rischiosi e, probabilmente, nemmeno la tanto decantata «ripresa a V» sarà in grado di modificare questo stato di cose.

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