Nelle recenti dichiarazioni delle banche centrali dei Paesi occidentali, si pone l’attenzione sull’ipotesi non esclusa di un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Questo scenario è particolarmente rilevante nel contesto del mercato europeo, dove emerge una determinazione decisa da parte della presidente Lagarde.
Lo scenario che si propone sembra indicare future possibili complicazioni economiche in area Euro. Cosa aspettarsi quindi sui mercati finanziari globali?
Cosa si pronostica per l’economia europea?
Tale determinazione potrebbe avere conseguenze significative sui mercati finanziari nel secondo semestre del 2023. La motivazione alla base di questa posizione risiede nel fatto che la Banca Centrale Europea (BCE) non rileva al momento segnali di rallentamento dell’inflazione. Come già sottolineato in passato, questa situazione potrebbe costituire un motivo sufficiente per la BCE per continuare ad adottare una politica monetaria aggressiva.
Parallelamente, si affronta un’altra importante questione oggetto di ampio dibattito, ossia la politica di bilancio prevista per il 2024 da parte dei governi dell’Eurozona. Tale politica è concepita con l’obiettivo di contenere l’inflazione. Tuttavia, i governi non sono incoraggiati ad aumentare i tassi di interesse, poiché si riconosce l’importanza di evitare complicazioni monetarie eccessive.
Questa prospettiva è stata messa in luce nel report annuale dell’European Fiscal Board (Efb), un organo consultivo indipendente. È importante notare che le politiche adottate potrebbero comportare un impatto negativo sul prodotto interno lordo (PIL) dell’economia europea. Tuttavia, è previsto che tali politiche non causino danni significativi ai conti pubblici. L’impulso fiscale, infatti, è mirato a sostenere le prospettive economiche positive.
Tuttavia, è necessario considerare che in modo indiretto una politica di bilancio espansiva potrebbe avere effetti positivi sull’inflazione, presumibilmente determinando un aumento del peso del debito aziendale. Questa situazione, a sua volta, potrebbe generare un effetto a catena sulla produzione, che potrebbe risultare più dannoso per l’economia nel suo complesso
DAX: uno sguardo al mercato azionario di punta dell’Europa.
La Germina ha recentemente registrato una lieve forma di recessione, comunemente nota come recessione tecnica. Secondo alcuni esperti, è plausibile aspettarsi una contrazione delle valutazioni azionarie nei prossimi mesi, considerando le forti aspettative riguardo a un ulteriore aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea (BCE).
Questa prospettiva sembra essere supportata anche dagli studi tecnici, che indicano il raggiungimento di zone di ipercomprato per il prezzo dell’indice. Tuttavia, fino ad ora, il DAX non si sono verificati crolli drastici rispetto ai massimi dell’anno, con una differenza di poco più del 2%. L’EU50 sembra confermare l’andamento dell’indice tedesco, evidenziando una certa forza da parte della domanda, nonostante la presumibile pressione dell’offerta.
DAX, 1D
Grafico giornaliero del DAX. Fonte: teletrader.com