Banche centrali, mercati e il neo sistema debitorio: cosa fare e come operare secondo Tony Cioli Puviani

Il prossimo venerdì 7 giugno si terrà un webinar dal titolo «Banche centrali, mercati e il neo sistema debitorio». Protagonista dell’evento, realizzato in collaborazione con eToro, il trader professionista Tony Cioli Puviani. Nell’intervista realizzata da Money.it il top trader anticipa gli argomenti che tratterà nel corso dell’evento gratuito

Banche centrali, mercati e il neo sistema debitorio: cosa fare e come operare secondo Tony Cioli Puviani

Per i traders appassionati di macroeconomia, il prossimo 7 giugno, dalle 11:30 alle 12:30, si terrà un evento da non perdere. Money.it, in collaborazione con eToro, ha organizzato un webinar dal titolo «Banche centrali, mercati e il neo sistema debitorio». Protagonista del seminario gratuito «il Mago» Tony Cioli Puviani. In vista dell’evento abbiamo intervistato il top trader, per avere un’anticipazione su quelli che saranno i macro argomenti dell’evento. Ecco di cosa si parlerà durante il webinar. Per partecipare basta accedere a questo link.

Borse come strumento delle banche centrali

Qualche anno fa, le Borse erano un fedele anticipatore dei cicli economici. Al giorno d’oggi è indubbio come le banche centrali usino i mercati finanziari come un mezzo per stimolare l’economia: il Presidente della BCE, Mario Draghi, prosegue nell’adozione sempre più larga di misure espansive. Questo è il desiderio anche di Donald Trump, che mette sempre più pressione alla Federal Reserve.

Nelle loro azioni, gli istituti centrali possono agire tramite operazioni di mercato aperto o non convenzionali, come ad esempio il Quantitative Easing. Per quanto riguarda la BCE, da marzo 2015 a dicembre 2018 abbiamo assistito a un totale di 2.500 miliardi di euro in acquisti sul mercato secondario.

L’assenza di intenzioni di riduzione di bilancio da parte della Banca Centrale Europea, unito all’attuale contesto di tassi a 0, definiscono con buone possibilità una prosecuzione del suo atteggiamento dovish.

Dal lato della Fed, le pressioni arrivano dal conflitto commerciale tra Usa e Cina, che potrebbe portare l’istituto a tagliare i tassi già a partire da quest’anno.

Il nuovo sistema debitorio

Le politiche cosiddette “sperimentali” delle banche centrali possono ormai essere considerate standard: questo perché si adattano a quella che è una diversa concezione delle economie avanzate, che possiamo chiamare neo sistema debitorio.

Tutti gli stati stanno gradatamente aumentando la loro mole di debito: prova ne sono gli Usa, con l’inquilino della Casa Bianca che nel 2018 ha sfondato del 5% il tetto sul debito. Nel 2019 la soglia verrà superata di più del 6%, ne consegue che il debito Usa arriverà a più di 22mila miliardi.

La difficoltà degli istituti centrali è quella di agire in questo nuovo sistema, sopperendo a un nuovo modello di consumo dettato dall’invecchiamento della popolazione mondiale. Questo rende la dinamica del consumo meno reattiva ai cicli economici positivi. Malgrado gli impegni delle banche centrali, gli obiettivi preposti di inflazione al 2% sembrano ancora distanti: ciò accade perché la sola offerta di liquidità non porta meccanicamente ad un maggiore prestito verso le famiglie e le imprese. Oltre a questo, le imprese non si indebitano se non hanno una spinta dal lato degli ordini.

Le “imprese zombies”

Una conseguenza del fatto che vi sia costo zero per le imprese, sono le “imprese zombies”. In sostanza, viene permesso di sopravvivere ai soggetti meno produttivi a scapito di quelli più produttivi. Questo accade perché nei bilanci delle società non c’è più una parte preponderante degli oneri finanziari: di fatto, le aziende riescono a rimanere in vita senza doversi sforzare di limare i costi da altre parti. In questo modo, viene costituita una serie di barriere all’entrata contro nuove imprese più efficienti. Un meccanismo simile si verifica anche negli Stati: basta pensare che il costo del debito pubblico è diminuito in maniera consistente negli anni, ma questo risparmio sembra non esserci, in quanto non viene allocato in maniera efficiente.

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