Tornano i voucher, c’è accordo tra Lega e M5S. Ecco chi potrà usarli

Il ritorno dei voucher Inps è una delle novità degli emendamenti al Decreto Dignità grazie all’accordo tra Lega e M5S. Ecco chi potrà usarli e quali i limiti dei nuovi buoni lavoro.

Tornano i voucher, c'è accordo tra Lega e M5S. Ecco chi potrà usarli

Tornano i voucher: i buoni lavoro Inps per la retribuzione dei lavori occasionali saranno quasi sicuramente reintrodotti con un emendamento al Decreto Dignità.

Lega e M5S hanno trovato l’accordo per il ripristino dei voucher ma la novità è che questi potranno essere utilizzati soltanto per la retribuzione di alcuni lavoratori.

La reintroduzione dei buoni lavoro Inps, aboliti in fretta e furia dal PD per evitare il referendum della CGIL, continua a non piacere soprattutto ai sindacati ed è la Camusso ad annunciare che nel caso di ripristino della vecchia normativa non è esclusa una nuova mobilitazione popolare.

Tra le modifiche al testo del Decreto Dignità, ormai pronto per il via al percorso per la conversione in legge, è il pacchetto di emendamenti presentato dalla maggioranza quello più atteso: è possibile l’introduzione di un periodo transitorio in merito alle nuove regole sui contratti a termine, accanto ad un bonus per le stabilizzazioni di contratti a termine.

Tornano i voucher, ma solo in agricoltura, nel turismo e per gli enti locali

Alla fine il M5S ha ceduto alle pressioni della Lega e, stando alle ultime novità, pare ormai data per certa la reintroduzione dei voucher per il lavoro occasionale.

Non si tratterà del ripristino totale dei vecchi buoni lavoro Inps, accusati di esser stati proprio tra gli strumenti che hanno alimentato la piaga del precariato.

I voucher per pagare i lavoratori ad ore potrebbero essere reintrodotti soltanto in specifici settori: agricoltura, turismo ed enti locali. Insomma, l’obiettivo è quello di ripristinare uno degli strumenti più idoneo alla retribuzione dei lavori stagionali e saltuari da parte di studenti, disoccupati e pensionati.

Uno dei circa cinquanta emendamenti che Lega e Movimento 5 Stelle porteranno in aula in sede di discussione del Decreto Dignità prevede infatti che i voucher tornino in vigore soltanto per i settori caratterizzati da alta stagionalità.

Non è chiaro quale sarà l’importo di ciascun buono che, in precedenza, era pari a 7,50 euro lordi e con costo per l’azienda (al lordo dei contributi dovuti) pari a 10 euro. Per il momento quello che è emerso è che l’acquisto dovrà essere effettuato online, ma che il voucher dovrà poi essere stampato e consegnato al prestatore di lavoro occasionale.

Dal momento dell’attivazione, il voucher potrà essere utilizzato per sette giorni.

Non solo voucher: nel Decreto Dignità un bonus per le aziende

Nel pacchetto di emendamenti preparati da Lega e M5S vi sarebbe anche un incentivo per le imprese che stabilizzino rapporti di lavoro a termine.

Con le modifiche al testo del Decreto Dignità vi sarà un bonus per le aziende che assumeranno precari con contratto a tempo indeterminato.

Lo sgravio contributivo sarà pari allo 0,5% e, in sostanza, andrà a compensare l’importo aggiuntivo dovuto in caso di proroghe di contratti a tempo determinato.

Si ricorda infatti che tra le novità introdotte dal Decreto Dignità vi è l’aumento del costo per i contratti a termine: per ciascun rinnovo, anche di contratti in somministrazione, vi sarà una maggiorazione dello 0,5% sui contributi.

A beneficiare dell’incentivo non sarebbero quindi tutte le aziende ma, al contrario, l’incentivo sarà rivolto esclusivamente alle trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine già in essere e l’obiettivo è quello di neutralizzare gli effetti dell’incremento contributivo ed incentivare così le stabilizzazioni.

Sarebbe stato trovato l’accordo anche per il periodo transitorio fino al 30 settembre prima dell’entrata in vigore delle nuove regole sui contratti a termine: per quelli già in corso al 14 luglio 2018 potrebbero essere applicate le nuove regole.

Per conferme o smentite alle novità fin qui esposte bisognerà attendere il 26 luglio: è questo il giorno in cui il Decreto Dignità sarà discusso alla Camera e, tra le ipotesi, vi è quella che il Governo ponga la fiducia per la sua immediata approvazione.

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