Twitter: violato account di Jack Dorsey

Dal profilo del CEO ripetuti tweet offensivi e razzisti, ma è opera degli hacker di Chuckling Squad

Twitter: violato account di Jack Dorsey

Ripetuti post offensivi, razzisti, persino allarmanti, con riferimenti a una presunta bomba in procinto di far esplodere il quartier generale di Twitter. Questo e anche peggio è stato, per circa un’ora, il profilo Twitter del CEO della stessa compagnia, Jack Dorsey.

Nel chiarire la situazione - ad allarme rientrato - l’azienda ha parlato di un hackeraggio che ha lasciato l’account dell’ad nel pieno controllo di criminali informatici, più precisamente appartenenti alla cosiddetta Chuckling Squad.

Quest’ultima è l’etichetta che si è dato un gruppo di hacker non nuovo a simili circostanze, visto che in passato aveva già colpito i profili di diversi youtuber e di celebrità del calibro di Shane Dawson, James Charles, Amanda Cerny e King Bach.

Per loro - il cui nome è traducibile su per giù con “Team del sogghigno” - lo schema d’azione è sempre molto simile, con violazioni mirate prevalentemente a dimostrare la vulnerabilità di figure anche potenti in simili situazioni e farsi beffa dei sistemi.

Twitter: violato account di Jack Dorsey

A correre in fretta ai ripari è stata la stessa compagnia, tramite un tweet che ha annunciato l’hackeraggio e ha rassicurato gli utenti.

In molti infatti avevano espresso la loro perplessità riguardo alle bizzarre e offensive esternazioni di Dorsey, in gran parte capendo anche di trovarsi di fronte a una violazione.

Circostanza, quest’ultima, che ha dato vita anche a commenti più o meno critici nei confronti della sicurezza del social network, ben riassumibili nel cinguettio “Se non riesci a proteggere Jack, non puoi proteggere... Jack!”, postata da un utente in risposta a uno dei tweet incriminati.

Graham Cluley, consulente per la sicurezza britannico, ha sottolineato come la violazione solleciti a curare maggiormente il lato sicurezza, affidandosi sempre a una conferma “esterna” della propria identità, ossia attraverso l’utilizzo di un altro dispositivo appartenente alla stessa persona.

La cosiddetta Chuckling Squad ha tenuto sotto controllo il profilo di Dorsey dalle 20,44 (ora italiana) del 30 agosto, fino a poco dopo le 21,35. Quasi un’ora di azione indisturbata, poi bloccata dalla compagnia che ha immediatamente pubblicato una nota di spiegazioni.

Uno dei tweet incriminati recitava “I nazisti non hanno fatto nulla di sbagliato”, e rimandava al collegamento con altri due cinguettii di Dorsey che invitavano ad una “conversazione pubblica civile”.

Tutti i tweet sono stati inviati via Cloudhopper, piattaforma di proprietà del social dal 2010; elemento che sembra evidenziare una violazione perpetrata tramite un’app terza, e non tramite clonazione della password.

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