Clima: verso il rispetto dell’accordo di Parigi, ma ci sono delle riserve

Marco Ciotola

16/12/2018

16/12/2018 - 11:57

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Via libera ufficiale per attuare l’accordo di Parigi sul clima. Ma fanno notizia le frenate di Arabia Saudita, Russia e Brasile

Si è conclusa con un giorno di ritardo la COP24, Conferenza sul cambiamento climatico di Katowice, in Polonia.

L’appuntamento ha confermato l’impegno di 196 Paesi verso l’accordo di Parigi sul clima, stabilendo le modalità per modificare i loro rispettivi piani al fine di adeguarsi all’intesa entro il 2020.

La conferenza di Parigi del 2015 aveva infatti stabilito che il rialzo della temperatura globale dovesse restare “ben al di sotto dei 2 gradi centigradi”, più precisamente entro gli 1,5 gradi. In quest’ottica, è necessario cominciare a ridurre le emissioni a partire dal 2020.

Nella serata di sabato quindi, dopo due settimane di negoziazioni, si è vista una svolta importante, considerato che ora formalmente l’accordo di Parigi è operativo e tutti i Paesi devono essere messi in condizioni di parità nelle loro azioni volte a ridurre il riscaldamento globale.

Ma non tutto è andato esattamente liscio, tanto che Arabia Saudita, Kuwait, Russia, Brasile e Stati Uniti - questi ultimi ritiratisi dall’accordo su decisione di Trump - si sono opposti alle conclusioni della conferenza.

Clima: verso il rispetto dell’accordo di Parigi, ma ci sono delle riserve

Nello specifico il lungo tavolo di trattative ha portato a stabilire definitivamente il criterio di misurazione delle emissioni di anidride carbonica.

Decisioni importanti anche quelle che hanno designato un sistema secondo cui i paesi più ricchi saranno obbligati a supportare economicamente ed operativamente quelli in via di sviluppo in casi di “siccità e disastri naturali”.

Antonio Guterres, segretario generale Onu, ha parlato dell’appuntamento come di un passo cruciale per il “processo di trasformazione”, che richiede l’impegno congiunto di tutti i Paesi.

Ma - come specificato da Greenpeace - la mancanza di impegni concreti da parte di diversi importanti Paesi - Arabia Saudita, Kuwait, Russia, Brasile e Stati Uniti sono tutti grandi produttori di petrolio - dimostra che “non è stato raggiunto alcun impegno collettivo chiaro per migliorare gli obiettivi di azione sul clima”:

“Nonostante solo due mesi fa l’Ipcc abbia lanciato un chiaro allarme, affermando che restano a disposizione solo dodici anni per salvare il clima del Pianeta, la Cop24 di Katowice si è conclusa oggi senza nessun chiaro impegno a migliorare le azioni da intraprendere contro i cambiamenti climatici”.

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