Verso la depenalizzazione dell’errore del medico: non sarà più reato

Enrica Perucchietti

6 Aprile 2023 - 10:00

Il ministro della Salute Schillaci annuncia di voler depenalizzare la responsabilità medica, tranne che per il dolo, e mantenendo solo quella civile per arginare gli eccessi della medicina difensiva.

Verso la depenalizzazione dell’errore del medico: non sarà più reato

Nel 2021 i camici bianchi sono stati protetti dallo Scudo Penale, cioè la non punibilità per omicidio colposo e/o lesioni personali colpose durante la fase di emergenza epidemiologica.

Ora sul tavolo del governo c’è la depenalizzazione della responsabilità medica.

La medicina difensiva

La medicina difensiva, cioè la sovra-prescrizione di esami e visite spesso inutili, incide sulla sanità pubblica per circa 10 miliardi l’anno, e ha come conseguenza anche quella di incrementare le già imponenti liste d’attesa. Il medico, infatti, per evitare cause e guai con la giustizia, eccede a volte negli esami da far fare.

Per questo, il ministro della Salute Orazio Schillaci in un’intervista a Libero, ha spiegato di voler arginare l’eccesso della medicina difensiva. Il governo intende, infatti, agire depenalizzando la responsabilità medica, tranne che per il dolo, e mantenendo solo quella civile.

Obiettivo semplificazione

«Stenderemo delle linee guida con criteri chiari su quali esami prescrivere e quando», ha spiegato il ministro.

Riferendosi alla sostenibilità del sistema pubblico, Schillaci ha ricordato che l’articolo 32 della Costituzione «sancisce la tutela della salute come diritto fondamentale e gratuito e di qui non si scappa». Ma, ha aggiunto, «è costosissimo e negli altri Paesi l’assistenza non è così puntuale e a basso costo come da noi, dove si paga solo il ticket».

«L’unica soluzione per mantenere la sanità non a pagamento», ha aggiunto il ministro, «è agire sulla prevenzione, fare in modo che la gente si ammali poco», soprattutto attraverso “l’educazione alla salute, fin nelle scuole».

Le reazioni

L’iniziativa di Schillaci piace a Guido Quici, presidente del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed: «Solo in Italia, Polonia e Messico l’errore medico rischia di essere sanzionato penalmente», ha commentato Quici.

«Si tratta di un intervento che chiediamo da tempo e che reputiamo essenziale per ridare maggiore serenità ai medici e per ridurre il ricorso alla medicina difensiva».

Il leader Cimo ha così invitato il governo a «lavorare rapidamente al provvedimento, in modo da superare tale singolarità».