Aumentano i costi delle prestazioni sanitarie: dalla prossima settimana il ticket costerà di più. Ecco i nuovi importi e per quali prestazioni si applicano.
Dal 21 settembre 2026 una parte delle visite mediche e degli esami costerà di più per effetto della revisione delle tariffe sanitarie, con conseguenze anche sugli importi dei ticket pagati dai cittadini.
In un contesto in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari, con l’inflazione che continua a crescere, anche le spese sanitarie si aggiungono alle voci con cui fare i conti.
Questa volta, però, l’inflazione non c’entra, almeno non direttamente. L’aumento del ticket sanitario, ossia il contributo alla spesa del Servizio sanitario nazionale richiesto ai cittadini non esenti per prestazioni come visite specialistiche ed esami diagnostici, dipende infatti dall’aggiornamento delle tariffe riconosciute alle strutture che le erogano.
La revisione arriva dopo le contestazioni di laboratori e poliambulatori privati accreditati, che ritenevano gli importi precedenti insufficienti a coprire i costi. Una questione arrivata davanti al Tar del Lazio, che ha annullato il decreto ministeriale, lasciando temporaneamente in vigore le tariffe e chiedendo al Ministero della Salute di rivedere i calcoli.
Il risultato è un aumento delle tariffe di circa 450 prestazioni, con una maggiore spesa sostenuta soprattutto dal Servizio sanitario e dalle Regioni. Una parte ricadrà però anche sui cittadini non esenti, che secondo le stime ministeriali pagheranno complessivamente 27 milioni di euro di ticket in più all’anno.
Non tutte le visite e gli esami, quindi, diventano più cari. E anche quando la tariffa aumenta, il rincaro può essere limitato o assorbito dal tetto massimo del ticket previsto per ogni ricetta.
Essendo il tariffario molto ampio, ci concentreremo sulle prestazioni più comuni, per capire cosa cambia dal 21 settembre e quanto si pagherà in più.
Ticket sanitario, quali sono gli aumenti più rilevanti
Come anticipato, delle circa 450 prestazioni interessate dalla revisione, non tutte registrano variazioni significative. Tra le visite e gli esami più comuni analizzati, gli aumenti maggiori riguardano:
| Prestazione | Tariffa precedente | Nuova tariffa | Aumento |
|---|---|---|---|
| Agoaspirato della mammella | 31,25 euro | 36,50 euro | 5,25 euro |
| Prima visita cardiologica, elettrocardiogramma incluso | 33,60 euro | 38,00 euro | 4,40 euro |
| Prima visita audiologica o foniatrica | 22,00 euro | 26,00 euro | 4,00 euro |
Attenzione, però a non confondere l’aumento della tariffa con quello del ticket. Nella maggior parte delle Regioni, infatti, il cittadino non esente paga al massimo 36,15 euro per ricetta.
Per una visita cardiologica prescritta da sola, quindi, l’esborso passa da 33,60 a 36,15 euro, con un incremento effettivo di 2,55 euro, mentre per l’agoaspirato della mammella, si passa da 31,25 a 36,15 euro, ossia 4,90 euro in più. Ovviamente dove il tetto regionale è diverso, cambia anche l’importo dovuto.
Più contenuti, ma riferiti a prestazioni molto diffuse, sono gli aumenti delle prime visite specialistiche. Per molte di queste, comprese quelle neurologiche, ginecologiche, ortopediche, pneumologiche, endocrinologiche e gastroenterologiche, la tariffa sale da 25 a 26 euro.
Un euro in più anche per la prima visita oculistica, che passa da 25,80 a 26,80 euro, per quella dermatologica o allergologica, da 25,40 a 26,40 euro, e per quella otorinolaringoiatrica, da 26,20 a 27,20 euro.
Restano sotto l’euro, infine, gli incrementi della spirometria semplice, da 24 a 24,90 euro, dell’elettrocardiogramma, da 11,60 a 12,05 euro, e del prelievo di sangue venoso, da 3,80 a 4,30 euro. Anche in questi casi, il rincaro effettivo dipende dal totale delle prestazioni sulla ricetta e dal raggiungimento del tetto massimo.
Quali visite ed esami non aumentano
A fronte dei rincari, ci sono molte prestazioni per le quali le tariffe restano invariate. È il caso delle visite specialistiche di controllo, che mantengono un costo di 17,90 euro.
Attenzione però: la valutazione di un nuovo problema o del peggioramento di una condizione già nota può rientrare ancora nella prima visita, anche nel caso in cui venga effettuata dallo stesso speciaista. Il controllo, invece, serve generalmente a seguire il percorso già avviato, ad esempio verificando l’efficacia della terapia.
Nessun aumento neppure per diversi esami comuni: la radiografia del torace resta a 15,45 euro, l’ecografia ginecologica a 30,95 euro e la densitometria ossea lombare o femorale a 31,50 euro.
Restano ferme anche le tariffe dei principali esami del sangue, tra cui emocromo, glicemia, colesterolo e trigliceridi, così come quella dell’esame completo delle urine, pari a 2,55 euro. Per le analisi del sangue, quindi, l’eventuale maggiore esborso può dipendere dai 50 centesimi in più per il prelievo, sempre che la ricetta non raggiunga già il tetto massimo del ticket.