Ormai da un po’ di tempo si parla di valute digitali, per la verità se ne parla senza fare chiarezza, perché nessuno ha mai spiegato con precisione cosa siano e come verranno gestite queste monete digitali.
Spesso le monete digitali vengono associate ai Bitcoin, o comunque alle cripto valute, ma se stiamo parlando di cripto valute … non stiamo parlando di moneta.
Infatti siamo in grado oggi di fornire la definizione più completa ed esaustiva di moneta. La moneta è:
• UNA FORMA NUMERICA
• A-DIMENSIONALE
• VOLTA AD ACCOGLIERE ED ESPRIMERE NUMERICAMENTE I BENI PRODOTTI, RENDENDOLI COMMENSURABILI
• ESSENDO DUNQUE SOLO UN MEZZO DI PAGAMENTO E NON L’OGGETTO DEI PAGAMENTI, LA MONETA E’ INTRINSECAMENTE PRIVA DI VALORE
Da questa esaustiva definizione scaturisce che uno dei compiti principali della moneta, o meglio proprio il compito principale della moneta, è quello di rendere commensurabili i beni prodotti. Come? Appunto esprimendoli numericamente.
Quindi è il bene prodotto ad avere intrinsecamente valore, mentre la moneta è priva di valore intrinseco.
Da ciò deduciamo, senza ombra di dubbio, che il Bitcoin, o le cripto valute in genere, non possono essere definite moneta, insomma non sono moneta.
Occorre capire quindi se le valute digitali, invece, siano moneta o meno.
Per rispondere a questa domanda dovremmo sapere come avverrà l’emissione di queste valute digitali, ossia se avranno il fine di esprimere numericamente i beni prodotti, o meno.
Certo, anche se le valute digitali fossero moneta, rimarrebbe senza la risposta la domanda conseguente che ne scaturirebbe, ossia: qual è la loro necessità? Visto che le monete tradizionali assolvono già quel compito.
Una possibile risposta è che le valute digitali potrebbero essere manipolabili dalle autorità monetarie, ma questa risposta o non è convincente oppure è inquietante.
Il motivo è semplice, emettere moneta in quantità eccedente oppure in quantità insufficiente influirà sul potere d’acquisto della moneta, ma non si crea così disparità nella distribuzione della stessa.
Certo è opinione diffusa che l’inflazione danneggi maggiormente le persone a basso reddito rispetto a quelle benestanti, ma questo è solo per la diversa composizione delle tipologie di consumi da parte delle due categorie, nella realtà numericamente, insomma, matematicamente, l’inflazione peserà allo stesso modo su tutti i soggetti economici.
La definizione corretta di inflazione è infatti «diminuzione del potere d’acquisto della moneta», quindi tutti coloro che detengono quella moneta (indipendentemente dalla quantità posseduta) subiranno una riduzione proporzionale del potere d’acquisto, in egual misura.
Quindi non avviene una diversa distribuzione della moneta fra i soggetti economici.
Ecco, a tal proposito, chiariamo un aspetto importante. Chi emette moneta, ossia chi determina la politica monetaria, non può, nel senso che, non è in grado, di produrre reddito, proprio perché all’atto dell’emissione, come abbiamo detto, la moneta è priva di valore intrinseco.
Ma neppure chi determina la politica fiscale può produrre reddito.
Attraverso la politica fiscale, tuttavia, si può redistribuire il reddito, ma la redistribuzione del reddito vien fatta da sempre, principalmente attraverso le scelte di politica tributaria.
Quindi l’introduzione delle valute digitali, quali cambiamenti potrà apportare al sistema monetario?
Probabilmente l’aspetto più inquietante consisterà in una progressiva riduzione della privacy del cittadino.
Attenzione, però, ridurre o addirittura eliminare la privacy, non è una cosa da poco, è ciò al quale tendono tutte le forme di governo totalitarie.
Ma ho solo accennato alle problematiche concernenti le valute digitali, prossimamente, infatti, tornerò sull’argomento.