L’uscita dall’euro non è un tabù: parla l’ex BCE

C. G.

28 Dicembre 2018 - 12:42

Perché secondo lo storico membro della BCE parlare di uscita dall’euro è possibile e non dovrebbe essere considerato un tabù

L’uscita dall’euro non è un tabù: parla l’ex BCE

Quello dell’uscita dall’euro è stato un argomento sempre più dibattuto man mano che le forze populiste hanno iniziato a guadagnare consensi nel Vecchio Continente e più in generale nel mondo intero.

Secondo Otmar Issing, membro fondatore del comitato esecutivo della BCE ed ex chief economist dell’organo, la moneta unica potrà sopravvivere soltanto se tutti i Paesi che l’hanno adottata continueranno ad ottemperare agli impregni presi.

L’idea di uscire dall’Euro, ha affermato Issing, non potrà più essere evitata di fronte a uno Stato membro che si rifiuti di rispettare le regole fiscali del blocco.

Perché l’uscita dall’euro non è un tabù: il caso Italia

Fino ad oggi nessuno ha pensato né ipotizzato uno scenario simile. L’accesso all’Unione europea è considerato irreversibile ed eterno, ha ricordato l’ex della BCE che ha però tenuto a precisare:

“se il conflitto diventa estremo a causa del cattivo comportamento di un Paese o di diversi Paesi, allora il tema dell’uscita dall’euro non può più essere un tabù.”

Al centro delle sue considerazioni l’Italia, che a sua detta ha violato gli accordi e gli impegni presi con la Commissione europea giocando fuori dalle regole. Il riferimento è alla manovra di bilancio che ha tenuto per mesi con il fiato sospeso l’intera Europa. Al momento, tuttavia, il pericolo appare scampato.

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