Uber cambia strategia e investe $10 miliardi in robotaxi. Cosa succede ora?

Redazione Imprese

15 Aprile 2026 - 10:43

Svolta nel modello di business: Uber punta sui veicoli autonomi con un maxi investimento da 10 miliardi di dollari. Ecco cosa sappiamo su questo cambio di strategia.

Uber cambia strategia e investe $10 miliardi in robotaxi. Cosa succede ora?

Il gruppo Uber Technologies si prepara a una trasformazione profonda del proprio modello operativo, impegnando oltre 10 miliardi di dollari nello sviluppo e nella diffusione dei robotaxi.

Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la società non si limiterà più a fare da intermediario tra domanda e offerta di corse, ma investirà direttamente sia nell’acquisto di flotte autonome sia nelle aziende che sviluppano questa tecnologia.

Una scelta che segna una discontinuità rispetto all’approccio “asset-light” che ha caratterizzato finora la crescita della piattaforma. Ecco cosa sappiamo.

La nuova strategia di Uber: addio alla Gig economy

Per anni Uber ha costruito il proprio successo evitando di possedere direttamente i veicoli, affidandosi invece a una rete globale di autisti. Ora, però, il contesto competitivo sta cambiando rapidamente. L’ascesa dei taxi a guida autonoma rischia di ridurre il ruolo degli autisti e, di conseguenza, di mettere in discussione il cuore del modello di business della società.

Da qui la decisione di entrare più attivamente nella filiera. L’investimento complessivo si articolerebbe in circa 2,5 miliardi di dollari destinati a partecipazioni in società tecnologiche e oltre 7,5 miliardi per la creazione di flotte di veicoli autonomi. Tuttavia, questi impegni finanziari sono legati al raggiungimento di specifici obiettivi operativi da parte dei partner coinvolti, segno di un approccio ancora prudente.

Uber non intende trasformarsi in un produttore di tecnologia, ma piuttosto in una piattaforma che aggrega diversi operatori di robotaxi. In questa logica si inseriscono le collaborazioni già avviate con aziende come Baidu, Rivian e Lucid Group, che operano in segmenti chiave della mobilità autonoma ed elettrica.

Una scommessa sul futuro (senza conducenti?) della mobilità

L’obiettivo è portare servizi di robotaxi in almeno 28 città entro il 2028. Una strategia che punta a intercettare una domanda in crescita, alimentata dai progressi dell’intelligenza artificiale e dalla crescente maturità delle tecnologie di guida autonoma.

Negli ultimi anni il settore ha vissuto una fase di rallentamento, tra promesse non mantenute e costi elevati. Tuttavia, i recenti sviluppi tecnologici stanno riaccendendo l’interesse degli investitori. I sistemi di AI sono oggi più avanzati nella gestione di scenari complessi, come il traffico urbano, e questo potrebbe accelerare l’adozione su larga scala.

Per Uber, la posta in gioco è alta. Se da un lato l’ingresso diretto nei robotaxi comporta investimenti significativi e rischi operativi, dall’altro rappresenta una mossa difensiva per non essere tagliata fuori da un mercato destinato a ridefinire la mobilità urbana. Diventare il punto di incontro tra diversi operatori autonomi potrebbe consentire alla piattaforma di mantenere un ruolo centrale anche in un futuro senza conducenti.

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